Dall’era Higuain e Cristiano Ronaldo al presente: l’eredità di Mandzukic
E fino alla fine Mandzukic si è goduto pure lo spettacolo dell’Allianz Stadium, il 4-0 rifilato al Pisa, compreso un attacco rivoluzionato. Senza punta. A qualcuno il magone sarà raddoppiato: una volta, oltre al croato c’era Higuain, e dopo Higuain c’è stato Cristiano Ronaldo, e con Cristiano Ronaldo si è toccata una vetta semplicemente non raggiungibile. Per momento, prospettive future (prossime, perlomeno), mire e quasi più aziendali che calcistiche. Però Mandzukic, in tutto quel calderone, mentre il mondo cambiava, è stato un punto fermo. Generazionale, forse. Se non fosse che le generazioni, alla fine, le ha abbracciate veramente tutte. Con la mentalità della Juventus indomabile degli anni Ottanta, con la qualità e la forza fisica degli anni Novanta, con il carisma dei primi Duemila. Piaceva a tutti: grandi e piccoli, e soprattutto ai suoi allenatori. Cioè, a tutti tranne uno. Con Maurizio Sarri il feeling non è davvero mai scoccato: il tecnico gli ha preferito il Pipita, per Mario si è aperta allora la strada dell’Atletico Madrid, prima di un breve passaggio al Milan. Ieri era al derby anche per quello, oltre che per Max. L’unico a strappargli un sorriso quando l’attaccante si chiudeva a chiave nei suoi pensieri. Per lui ha giocato esterno, ha perso gol facili e ha vissuto di sacrificio. Tutto, però, per attimi come quelli dello Stadium: sì, n’è valsa la pena.
