Spalletti e la Juve, fumata bianca e all-in mercato: il patto Champions per rifare la squadra

Club e tecnico si incontrano. Cresce l’ottimismo per arrivare al rinnovo di contratto entro la fine di marzo

Meglio un incontro in più. Una chiacchierata in più, una puntualizzazione in più, una parola in più. Soprattutto in questa fase: tra la Juve e Luciano Spalletti, con vista sulla prossima stagione, non ci devono essere spazi per malintesi o fraintendimenti. Nessuno può promettere cose che non sarà in grado di mantenere. I punti di vista sono lineari. Da una parte c’è la società: oggi senza quarto posto assicurato non ci sono margini per pianificare un mercato come si deve, una campagna di rafforzamento che colmi realmente le mancanze attuali della rosa. Dall’altra c’è l’allenatore: uno che in quattro mesi e mezzo ha dimostrato di avere idee per ribaltare ogni cosa, per sopperire a quasi tutte le lacune tecniche (a quella della punta si affida a Dusan Vlahovic: domani sarà convocato dopo tre mesi e mezzo di stop e anche per il suo rinnovo il piede è premuto sull’acceleratore). E che adesso si aspetta un mercato estivo da Juve, con un solo scopo: tornare subito competitivi per vincere. Il tempo è poco per tutti: per il club che non può più vivere anni zero, per Lucio che a 67 anni continua ad allenare solo per il gusto del grande calcio e dei traguardi più prestigiosi.

Variabile Champions League

Il resto non gli interessa, neppure l’ingaggio: un elemento delle trattative in corso, sì, ma non l’elemento. Non l’aspetto che possa ribaltare tutto. La Juve e Spalletti stanno arrivando ad una convinzione comune: la preparazione di un’annata da all-in. Con 6 rinforzi di spessore assoluto per arricchire la rosa. Possibili, certamente, ma soltanto con la qualificazione alla prossima Champions League, la variabile che può portare quasi 80 milioni nelle casse bianconere. Quelli che servono, mal contati, per sistemare tutto ciò che c’è da sistemare. I dialoghi tra le parti stanno andando avanti, senza soste. Contatti fitti, persino quotidiani, ma la giornata odierna servirà per fissare alcuni concetti chiave. Lucio chiede garanzie di un rafforzamento vero: niente fumo negli occhi, ma sostanza in ogni reparto. E zero cessioni illustri: col quarto posto tutti i big dovranno essere blindati. Il blocco dei titolari, tranne le punte centrali, tutto sommato ha dimostrato di essere all’altezza. Semplicemente la Juve necessita di altri titolari. Oggi nuovo summit, salvo imprevisti, prima della partenza per Udine, calendarizzata per domani mattina. Nessuno ha dimenticato l’importanza dell’impegno, anzi. Spalletti è come se avesse ingoiato una radiolina in questi giorni: con Como-Roma alla finestra, sbagliare questa trasferta significherebbe gettare al vento un’occasione colossale per mettere la freccia verso la massima competizione europea.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Fumata bianca entro fine marzo

Oggi nuovo summit, salvo imprevisti, prima della partenza per Udine, calendarizzata per domani mattina. Nessuno ha dimenticato l’importanza dell’impegno, anzi. Spalletti è come se avesse ingoiato una radiolina in questi giorni: con Como-Roma alla finestra, sbagliare questa trasferta significherebbe gettare al vento un’occasione colossale per mettere la freccia verso la massima competizione europea. Il ritornello riguarderà, come sempre, le mosse dei bianconeri sui parametri zero più illustri e non solo. Ma anche i dettagli del contratto di Spalletti saranno oggetto di discussione: si procede verso un accordo fino al 2027 con opzione per il 2028. Step by step, insomma, pure nella programmazione. Per questo, insieme, lavorano per costruire un’instant Juve: forte e competitiva per provare a vincere subito in Italia. Gli attuali 17 punti dall’Inter, insomma, per il costo della macchina bianconera sono davvero complicati da giustificare. Spalletti è partito poco più di due mesi dopo rispetto alle squadre che lo precedono: sul lungo periodo lo stress da rincorsa si paga, come è successo nel mese di febbraio.

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Un finale da film

Una tensione che Lucio non vuole più vivere: pretende di essere lepre, non cacciatore. E immagina un finale di carriera da film. A 67 anni sa che la Juve può rappresentare l’ultima fermata, almeno a certi livelli in Italia. Per questo respingerà in ogni modo qualsiasi spia di anonimato che si dovesse accendere sui discorsi legati all’annata che verrà. Lo stipendio sarà da top: poco più di 6 milioni a stagione. Conta, ma il giusto. Le intenzioni della Juve hanno un peso maggiore. Entro fine marzo le parti sperano che la corsa per il prolungamento di contratto giunga al termine. Il 4° posto, infatti, dovrà catturare tutte le attenzioni. Di tutti, nessuno escluso. Non c’è orizzonte ambizioso senza l’ottenimento di quel traguardo. Postilla legata alla giornata odierna: Spalletti non parlerà in conferenza stampa, lasciando spazio a Chico Conceiçao. Un turnover che la Juve aveva già varato prima delle sfide contro Inter e Roma. Il silenzio di Lucio, almeno questo, non è da interpretare.

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Meglio un incontro in più. Una chiacchierata in più, una puntualizzazione in più, una parola in più. Soprattutto in questa fase: tra la Juve e Luciano Spalletti, con vista sulla prossima stagione, non ci devono essere spazi per malintesi o fraintendimenti. Nessuno può promettere cose che non sarà in grado di mantenere. I punti di vista sono lineari. Da una parte c’è la società: oggi senza quarto posto assicurato non ci sono margini per pianificare un mercato come si deve, una campagna di rafforzamento che colmi realmente le mancanze attuali della rosa. Dall’altra c’è l’allenatore: uno che in quattro mesi e mezzo ha dimostrato di avere idee per ribaltare ogni cosa, per sopperire a quasi tutte le lacune tecniche (a quella della punta si affida a Dusan Vlahovic: domani sarà convocato dopo tre mesi e mezzo di stop e anche per il suo rinnovo il piede è premuto sull’acceleratore). E che adesso si aspetta un mercato estivo da Juve, con un solo scopo: tornare subito competitivi per vincere. Il tempo è poco per tutti: per il club che non può più vivere anni zero, per Lucio che a 67 anni continua ad allenare solo per il gusto del grande calcio e dei traguardi più prestigiosi.

Variabile Champions League

Il resto non gli interessa, neppure l’ingaggio: un elemento delle trattative in corso, sì, ma non l’elemento. Non l’aspetto che possa ribaltare tutto. La Juve e Spalletti stanno arrivando ad una convinzione comune: la preparazione di un’annata da all-in. Con 6 rinforzi di spessore assoluto per arricchire la rosa. Possibili, certamente, ma soltanto con la qualificazione alla prossima Champions League, la variabile che può portare quasi 80 milioni nelle casse bianconere. Quelli che servono, mal contati, per sistemare tutto ciò che c’è da sistemare. I dialoghi tra le parti stanno andando avanti, senza soste. Contatti fitti, persino quotidiani, ma la giornata odierna servirà per fissare alcuni concetti chiave. Lucio chiede garanzie di un rafforzamento vero: niente fumo negli occhi, ma sostanza in ogni reparto. E zero cessioni illustri: col quarto posto tutti i big dovranno essere blindati. Il blocco dei titolari, tranne le punte centrali, tutto sommato ha dimostrato di essere all’altezza. Semplicemente la Juve necessita di altri titolari. Oggi nuovo summit, salvo imprevisti, prima della partenza per Udine, calendarizzata per domani mattina. Nessuno ha dimenticato l’importanza dell’impegno, anzi. Spalletti è come se avesse ingoiato una radiolina in questi giorni: con Como-Roma alla finestra, sbagliare questa trasferta significherebbe gettare al vento un’occasione colossale per mettere la freccia verso la massima competizione europea.

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