Il ricordo di Vialli e dell'Avvocato
Nella finale di Roma è stato il migliore. Come se lo spiega? «Ho cavalcato l’onda. Sapevo di star bene fisicamente e quando entri in campo e giochi la prima palla, magari ti riesce pure il colpo. Allora provi e riprovi. Ecco, lì mi è uscito veramente di tutto». TuttoSport aveva un inviato a Villa Romanò, il suo paese d’origine: un racconto d’orgoglio. «A quei tempi Villa Romanò avrà avuto 800-900 abitanti. I miei genitori avevano il bar trattoria del paese, era il contro della domenica sportiva, delle partite a scopa. Lì ho imparato i vizi...». C’è una foto della finale con lei e Vialli, vi abbracciate prima dei rigori. Ricorda cosa vi stavate dicendo? «Era molto provato: questa partita gli era pesata tanto e sapeva che sarebbe stata l’ultima. Era legato al ricordo della Samp, aveva sbagliato anche un paio di gol a Roma, non ha calciato neanche i rigori. Gli ho detto: tranquillo, la portiamo a casa. Ma non ci speravo, solitamente chi sbaglia poi paga. Per fortuna c’era San Peruzzi, si era riposato per tutta la partita». Cos’ha rappresentato Vialli per lei? «A Luca faticavo addirittura a parlare i primi giorni, tanto grande il carisma. Un ragazzo eccezionale, di un’intelligenza superiore. Andavamo insieme in macchina agli allenamenti». E l’Avvocato Agnelli? «Mai scontato. La prima volta ero con i nuovi acquisti stranieri e parlò a me. Mi chiese del mio ambientamento a Torino. Gli risposi “bene”, balbettando». L’aneddoto più divertente? «Baggio chiese uno sconto di gruppo per l’acquisto di una Ferrari: ci eravamo detti che, se avessimo vinto lo scudetto, avremmo voluto prenderne una. L’Avvocato parlò coi suoi uomini e tornò da Roby: l’avrebbe data a chi avrebbe vinto il Pallone d’Oro. Allora ho detto: vabbè, ci vediamo...». Immagina una Juve senza la famiglia Agnelli? «Sono molto romantico e mi auguro di no: è una storia unica ed è pura tradizione. Spero rimangano il più a lungo possibile». Chi scherzava di più in quel gruppo? «Ciro Ferrara, ma a turno un po’ tutti. Di Livio, ad esempio. Sempre a prenderci in giro».

