Un po’ uomo in più, un po’ risolutore. Un po’ esterno e un po’ centravanti. Quante cose sa essere, Jeremie Boga. Su tutte però è una risorsa - enorme - per la Juventus di Spalletti. Che con lui sa giocare il gioco delle tre carte: la prima, privarsi di ogni punta e perciò di riferimenti; la seconda, la possibilità di accentrare e poi decentrare Yildiz, a prescindere il punto focale di questa Juve; la terza, quella di aver dato luce a una pescata sensazionale della dirigenza. Perché prima del suo avvento e della richiesta di un giocatore in grado di sostituire Kenan (ma non più forte o più mediatico, così da lasciare il turco libero di crescere), l’intenzione di intervenire per un altro esterno offensivo non c’era.
Boga, riscatto certo
E invece sì, certo, ovvio e naturale: ce n’era bisogno. A ogni modo, l’arrivo di Boga è un merito condiviso, tant’è che anche oggi ogni parte in causa se ne prende un pezzo: è una torta talmente buona che lascia soddisfatto ognuno. E ognuno è lì a ribadire e confermare: ci sarà presto il riscatto, perché è un affare concreto, neanche 5 milioni per portare definitivamente a casa uno dei migliori esterni del campionato. L’aveva dimostrato al Sassuolo, del resto. Ma all’Atalanta sembrava aver fallito il salto tra i grandi. Tranquilli, c’è ancora tempo. E c’è una Juventus davvero fertile, in particolare per giocatori così effervescenti, capaci di dare un cambio di passo all’improvviso e soprattutto quando necessario.
