Porta Juve, Spalletti sicuro: l'identikit è tracciato! E la gerarchia la spiegano i dati

La situazione tra Perin e Di Gregorio e il pensiero di Luciano: per il futuro la scelta è chiara ma intanto...

Fuori Digre dentro Perin. Sulla carta, quasi una concessione al momento. Un cambio della guardia ad interim nel quartier generale bianconero, utile a togliere un po’ di peso sulle spalle del portierone ex Monza. A restituirgli il respiro, di fronte al mare magnum di critiche rivoltegli per via di qualche incertezza di troppo tra i pali. Su tutte, quelle inscenate contro Inter e Como, in favore di Luis Henrique (al netto della deviazione di Cambiaso) e Vojvoda. Come del resto aveva ammesso lo stesso Spalletti ai microfoni delle tv: «Ci sono momenti nei quali si possono fare 3-4 partite uno e poi l’altro, in cui ci si può alternare con le gare concentrate. Ora Di Gregorio doveva rifiatare per tornare tranquillo e mentalizzare alcune cose».

Di Gregorio, la situazione

Poi, però, si è messo di traverso il campo e quella che doveva essere una soluzione temporanea, poco a poco, ha iniziato ad assumere connotati ben diversi. Più profondi, forse definitivi. E sottolineiamo “forse”, perché non è da escludere che da qui alla fine della stagione Spalletti possa dare un’altra chance a Di Gregorio. Anche al netto dei numeri al ribasso del recente periodo. Inequivocabili se raffrontati a quelli del collega bianconero.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, tra Perin e Di Gregorio...

Nelle sue ultime 4 presenze tra campionato e Champions League, l’ex Monza ha infatti registrato un tasso di efficacia tra i pali pari al 21.4%, contro il 78.8% di Perin. Come viene calcolato questo dato? Non solo rapportando il numero di tiri ricevuti con i gol incassati, ma anche tenendo conto dell’effettiva pericolosità delle conclusioni avversarie (xGOT). Estendendo la lente al resto delle gare disputate in campionato, viene poi fuori che l’ex Monza ha concesso - complessivamente - quasi un gol in più rispetto a quelli previsti (22, contro i 21.22 stimati). In sostanza, dunque, se Di Gregorio ha parato in media 2,1 tiri sui 10 ricevuti, Perin ne ha neutralizzati quasi il quadruplo.

Sì, il livello delle avversarie affrontate nelle ultime 8 dai due portieri non può dirsi di certo assimilabile in termini di difficoltà: Pisa e Udinese hanno creato pochi problemi alla retroguardia bianconera. Ma ecco che allora entra in gioco un altro aspetto utile per “spiegare” il perché Lucio sembri intenzionato a confermare definitivamente Perin tra i pali: l’apporto nella costruzione della manovra. Di Gregorio ai lanci lunghi (43.4 quelli riusciti da inizio stagione) predilige soluzioni per i compagni ben più semplici, smistando la stragrande maggioranza dei palloni in direzione dei due braccetti.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Perin più imprevedibile

Rischia poco, sì, ma al contempo obbliga la Juve a schiacciarsi nella propria metà campo, con gli interpreti di movimento chiamati agli straordinari pur di uscire dalla pressione avversaria. Perin, invece, pur non essendo sempre impeccabile a livello di precisione, cerca la profondità con molta più insistenza: 57.8% di lanci lunghi completati. Con lui tra i pali, la Juve può contare su un roaster di soluzioni in uscita maggiore. È più imprevedibile, insomma. Prerogativa essenziale per il calcio liquido di Spalletti, dove la ricerca della verticalità va di pari passo con il continuo interscambio tra i vari interpreti. Il punto, però, è che il discorso non si fermerà qui. Perché al di là del sorpasso - ormai netto - la sensazione è che a fine stagione, salvo cambi di rotta dettati dalle priorità di mercato, il rischio concreto è che entrambi salutino. Spalletti ha già tracciato l’identikit: leadership, affidabilità tra i pali e peso specifico nello sviluppo del gioco. Non basta più evitare il gol, serve anche costruirlo...

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Fuori Digre dentro Perin. Sulla carta, quasi una concessione al momento. Un cambio della guardia ad interim nel quartier generale bianconero, utile a togliere un po’ di peso sulle spalle del portierone ex Monza. A restituirgli il respiro, di fronte al mare magnum di critiche rivoltegli per via di qualche incertezza di troppo tra i pali. Su tutte, quelle inscenate contro Inter e Como, in favore di Luis Henrique (al netto della deviazione di Cambiaso) e Vojvoda. Come del resto aveva ammesso lo stesso Spalletti ai microfoni delle tv: «Ci sono momenti nei quali si possono fare 3-4 partite uno e poi l’altro, in cui ci si può alternare con le gare concentrate. Ora Di Gregorio doveva rifiatare per tornare tranquillo e mentalizzare alcune cose».

Di Gregorio, la situazione

Poi, però, si è messo di traverso il campo e quella che doveva essere una soluzione temporanea, poco a poco, ha iniziato ad assumere connotati ben diversi. Più profondi, forse definitivi. E sottolineiamo “forse”, perché non è da escludere che da qui alla fine della stagione Spalletti possa dare un’altra chance a Di Gregorio. Anche al netto dei numeri al ribasso del recente periodo. Inequivocabili se raffrontati a quelli del collega bianconero.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
1
Porta Juve, Spalletti sicuro: l'identikit è tracciato! E la gerarchia la spiegano i dati
2
Juve, tra Perin e Di Gregorio...
3
Perin più imprevedibile