"Col Var quella finale... Io anche portiere per la Juve, Allegri mi scriverà": a tutto Morata

Dalla Champions League sfiorata alla battuta su Fabregas: le parole dell'attaccante spagnolo

185 presenze con la maglia della Juve, 59 gol fatti e 40 assist. Questi i numeri di Alvaro Morata, che nelle sue due esperienze in bianconero è stato un punto fermo per i colori bianconeri. Qualità tecniche e mentalità vincente, lo spagnolo è diventato nel corso degli anni un pupillo dei tifosi della Vecchia Signora, soprattutto dopo la stagione 2014/15. Quell'anno, infatti, il classe 1992 è stato uno degli assoluti protagonisti del percorso in Champions League della Juve, in gol contro il Borussia Dortmund sia all'andata che al ritorno degli ottavi, nelle due semifinali contro il Real e anche nella finale persa contro il Barcellona a Berlino. Eppure quella partita avrebbe potuto avere un risultato molto diverso se al tempo fosse esistito il VAR, come sottolineato anche da Morata nel corso di Viva El Futbol, spettacolo dal vivo condotto da Cassano, Adani e Ventola.

Morata e la finale di Champions con il Barcellona: "Con il VAR..."

Parlando della stagione 2014/15, infatti, Morata non ha potuto che ricordare anche la finale di Champions, quando l'arbitro Cakir sull'1-1 ha deciso di non fischiare il calcio di rigore in favore dei bianconeri per il fallo di Dani Alves su Pogba"La mia miglior stagione? Può essere - ha detto Alvaro -. Siamo stati a un passo dal rimanere nella storia per sempre. Se ci fosse stato il VAR, probabilmente la storia sarebbe cambiata". A distanza di anni, quindi, lo spagnolo è ancora convinto che quello fosse fallo, una decisione sbagliata che ha poi cambiato il corso di tutta la partita.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Alla Juve facevo il terzino? Avrei giocato anche in porta"

Nel suo periodo alla Juve, Morata ha avuto modo di conoscere molto bene Massimiliano Allegri, che in più di un'occasione l'ha utilizzato come esterno nel 4-2-3-1, con tanti compiti difensivi. Nell'intervistarlo, quindi, Antonio Cassano gli ha chiesto per quale motivo in quella squadra giocasse come terzino"Io avrei giocato anche in porta e sarei stato felice. So che non sei amante di certe persone (riferendosi ad Allegri ndr), però mi hanno dato una grandissima opportunità. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con il mister e quando vedrà questo mi manderà un messaggio". Morata è stato infatti uno dei pupilli di Max, suo fedelissimo sia nella stagione 2014/15 che in quella 15/16, ma anche nell'Allegri bis, ovvero nella stagione 2021/22.

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La differenza tra Italia-Spagna e la risposta a Fabregas

Parlando delle differenze tra il calcio italiano e quello spagnolo, Morata ha aggiunto: "Non c'è grande differenza. Penso che negli ultimi anni della Spagna sono arrivati tanti giocatori forti da Real e Barcellona, ma per la situazione economica. Avevano bisogno di buttare fuori giocatori. Non è che non ci sono italiani, vanno fatti giocare e sbagliare partite. Per me ci sono tantissimi talenti italiani".

Morata ha poi votato il miglior numero 6 della storia della Nazionale spagnola, ruolo che è stato ricoperto da tutti giocatori di qualità come Xavi, Pedri, Fabregas, Koke, Fabian Ruiz e Bakero. L'ex bianconero ha risposto con una simpatica battuta: "Scelgo il mister (Fabregas ora è il suo allenatore al Como ndr), vediamo se mi fa giocare un po’ di più domenica". L'esplosione di Douvikas e i problemi fisici dello spagnolo, infatti, hanno fatto perdere il posto da titolare all'ex Juve (dura risposta da parte di Cesc), che ora spera di ritrovare minuti nella parte finale di stagione.

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185 presenze con la maglia della Juve, 59 gol fatti e 40 assist. Questi i numeri di Alvaro Morata, che nelle sue due esperienze in bianconero è stato un punto fermo per i colori bianconeri. Qualità tecniche e mentalità vincente, lo spagnolo è diventato nel corso degli anni un pupillo dei tifosi della Vecchia Signora, soprattutto dopo la stagione 2014/15. Quell'anno, infatti, il classe 1992 è stato uno degli assoluti protagonisti del percorso in Champions League della Juve, in gol contro il Borussia Dortmund sia all'andata che al ritorno degli ottavi, nelle due semifinali contro il Real e anche nella finale persa contro il Barcellona a Berlino. Eppure quella partita avrebbe potuto avere un risultato molto diverso se al tempo fosse esistito il VAR, come sottolineato anche da Morata nel corso di Viva El Futbol, spettacolo dal vivo condotto da Cassano, Adani e Ventola.

Morata e la finale di Champions con il Barcellona: "Con il VAR..."

Parlando della stagione 2014/15, infatti, Morata non ha potuto che ricordare anche la finale di Champions, quando l'arbitro Cakir sull'1-1 ha deciso di non fischiare il calcio di rigore in favore dei bianconeri per il fallo di Dani Alves su Pogba"La mia miglior stagione? Può essere - ha detto Alvaro -. Siamo stati a un passo dal rimanere nella storia per sempre. Se ci fosse stato il VAR, probabilmente la storia sarebbe cambiata". A distanza di anni, quindi, lo spagnolo è ancora convinto che quello fosse fallo, una decisione sbagliata che ha poi cambiato il corso di tutta la partita.

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