Portieri Juve: chi chiede Spalletti, chi vuole Comolli e il nome che mette tutti d'accordo ma...

Al momento c'è distanza tra i pensieri di club e allenatore: verso che tipologia di estremo difensore sono orientati e quali potrebbero essere le soluzioni

Trovare il punto d’incontro, in questo caso, non sarà semplice. Il tempo per scegliere i due portieri della prossima stagione - sul terzo, almeno, non ci sono dubbi: Carlo Pinsoglio ha appena rinnovato fino al 2027 - non manca, ma prima in casa Juve servirà trovare l’identikit perfetto. Fino a quel momento, infatti, le varie correnti all’interno del club produrranno profili anche molto distanti tra loro. Il punto di vista della società è chiaro: quello dell’estremo difensore viene ritenuto un tema chiave per la competitività della squadra. Per Damien Comolli in particolare, oltre all’attacco, sarebbe questo il reparto che necessita di un intervento importante sul mercato. Di un vero e proprio colpo, anche in prospettiva. Con caratteristiche molto ben definite: la Juve valuta un numero uno che nel tempo possa diventare un top mondiale. Il sogno dell’amministratore delegato è uno: Guillaume Restes, che l’11 marzo ha compiuto 21 anni. Perché proprio lui? In Francia è considerato un giovane di valore assoluto, un talento generazionale di cui si potrà parlare per tantissimi anni.

Comolli su Restes

Comolli, poi, ha un canale preferenziale per Restes: ha avuto modo di conoscerlo da vicino al Tolosa, club che ha formato il ragazzo sin da bambino. Veste la maglia viola da quando ha 6 anni: 15 anni con lo stesso club, con esordio in Ligue 1 risalente al 13 agosto 2023, quando Restes era maggiorenne da qualche mese. Con la prima squadra ha già 100 presenze (nell’ultima sfida contro il Metz è uscito per un botta al ginocchio, niente di grave): tante anche per un portiere, che in Francia gode di una considerazione notevole, maturata anche grazie alle Olimpiadi. Competizione nella quale si è messo in mostra, ormai quasi due anni fa, a suon di parate che hanno portato i padroni di casa fino alla medaglia d’argento. Il prezzo è molto alto: 20 milioni. Una fetta importante di budget che Luciano Spalletti, soprattutto in caso di qualificazione alla prossima Champions League, riserverebbe per altre posizioni del campo. Già, perché Lucio sul ruolo sa benissimo che cosa gli serve: è attualmente soddisfatto della coppia Perin-Di Gregorio, anche dopo la tempesta di febbraio. Poi, certo, le situazioni che investono i due singoli sono diverse.

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Le idee di Spalletti

Perin vorrebbe trovare un contesto in cui chiudere la carriera giocando sempre: stava spingendo per andare al Genoa a dicembre prima del dietrofront della Juve, in qualche modo dettato anche da Spalletti, che ha sempre ritenuto Mattia fondamentale in campo e non solo. Di Gregorio, invece, ha perso il posto da titolare, ma non la considerazione del tecnico, che lo terrebbe volentieri l’anno prossimo. A patto, però, che venga affiancato da un collega già pronto. Da un numero uno che non debba essere “aspettato”, da una certezza e non da una scommessa: la porta della Juve pesa più delle altre, del resto. Per questo preferirebbe altre strade, anche meno onerose sul piano del budget da destinare. In lizza ci sono David De Gea e Guglielmo Vicario, oltre al “Dibu” Martinez, per esempio. Ritenuti affidabili e abbordabili: lo spagnolo è in rotta con la Fiorentina e negli ultimi due anni ha dimostrato di saper ancora fare la differenza. L’italiano del Tottenham, seguito anche dall’Inter, vuole tornare in Italia. Ma la Juve non considera l’idea di svenarsi per il 30enne che in Serie A è sbocciato nell’Empoli: per età e valore lo valuterà soltanto se dovesse diventare una reale opportunità low cost. L’argentino dell’Aston Villa ha esperienza internazionale da vendere ed è stato proposto: sarà esaminato se non dovesse chiedere un ingaggio lunare. Le follie, nel caso, Comolli le farebbe quasi soltanto per Restes. Marco Carnesecchi dell’Atalanta, sì, unisce tutti, ma costa tantissimo, quasi il doppio del talento francese. Sullo sfondo pure Alisson del Liverpool, che però ha appena rinnovato fino al 2027 (i Reds hanno scattare l’opzione): è un sogno, quasi impossibile, di Spalletti.

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Trovare il punto d’incontro, in questo caso, non sarà semplice. Il tempo per scegliere i due portieri della prossima stagione - sul terzo, almeno, non ci sono dubbi: Carlo Pinsoglio ha appena rinnovato fino al 2027 - non manca, ma prima in casa Juve servirà trovare l’identikit perfetto. Fino a quel momento, infatti, le varie correnti all’interno del club produrranno profili anche molto distanti tra loro. Il punto di vista della società è chiaro: quello dell’estremo difensore viene ritenuto un tema chiave per la competitività della squadra. Per Damien Comolli in particolare, oltre all’attacco, sarebbe questo il reparto che necessita di un intervento importante sul mercato. Di un vero e proprio colpo, anche in prospettiva. Con caratteristiche molto ben definite: la Juve valuta un numero uno che nel tempo possa diventare un top mondiale. Il sogno dell’amministratore delegato è uno: Guillaume Restes, che l’11 marzo ha compiuto 21 anni. Perché proprio lui? In Francia è considerato un giovane di valore assoluto, un talento generazionale di cui si potrà parlare per tantissimi anni.

Comolli su Restes

Comolli, poi, ha un canale preferenziale per Restes: ha avuto modo di conoscerlo da vicino al Tolosa, club che ha formato il ragazzo sin da bambino. Veste la maglia viola da quando ha 6 anni: 15 anni con lo stesso club, con esordio in Ligue 1 risalente al 13 agosto 2023, quando Restes era maggiorenne da qualche mese. Con la prima squadra ha già 100 presenze (nell’ultima sfida contro il Metz è uscito per un botta al ginocchio, niente di grave): tante anche per un portiere, che in Francia gode di una considerazione notevole, maturata anche grazie alle Olimpiadi. Competizione nella quale si è messo in mostra, ormai quasi due anni fa, a suon di parate che hanno portato i padroni di casa fino alla medaglia d’argento. Il prezzo è molto alto: 20 milioni. Una fetta importante di budget che Luciano Spalletti, soprattutto in caso di qualificazione alla prossima Champions League, riserverebbe per altre posizioni del campo. Già, perché Lucio sul ruolo sa benissimo che cosa gli serve: è attualmente soddisfatto della coppia Perin-Di Gregorio, anche dopo la tempesta di febbraio. Poi, certo, le situazioni che investono i due singoli sono diverse.

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