Le idee di Spalletti
Perin vorrebbe trovare un contesto in cui chiudere la carriera giocando sempre: stava spingendo per andare al Genoa a dicembre prima del dietrofront della Juve, in qualche modo dettato anche da Spalletti, che ha sempre ritenuto Mattia fondamentale in campo e non solo. Di Gregorio, invece, ha perso il posto da titolare, ma non la considerazione del tecnico, che lo terrebbe volentieri l’anno prossimo. A patto, però, che venga affiancato da un collega già pronto. Da un numero uno che non debba essere “aspettato”, da una certezza e non da una scommessa: la porta della Juve pesa più delle altre, del resto. Per questo preferirebbe altre strade, anche meno onerose sul piano del budget da destinare. In lizza ci sono David De Gea e Guglielmo Vicario, oltre al “Dibu” Martinez, per esempio. Ritenuti affidabili e abbordabili: lo spagnolo è in rotta con la Fiorentina e negli ultimi due anni ha dimostrato di saper ancora fare la differenza. L’italiano del Tottenham, seguito anche dall’Inter, vuole tornare in Italia. Ma la Juve non considera l’idea di svenarsi per il 30enne che in Serie A è sbocciato nell’Empoli: per età e valore lo valuterà soltanto se dovesse diventare una reale opportunità low cost. L’argentino dell’Aston Villa ha esperienza internazionale da vendere ed è stato proposto: sarà esaminato se non dovesse chiedere un ingaggio lunare. Le follie, nel caso, Comolli le farebbe quasi soltanto per Restes. Marco Carnesecchi dell’Atalanta, sì, unisce tutti, ma costa tantissimo, quasi il doppio del talento francese. Sullo sfondo pure Alisson del Liverpool, che però ha appena rinnovato fino al 2027 (i Reds hanno scattare l’opzione): è un sogno, quasi impossibile, di Spalletti.
