"Solo uno come Buffon, ma la Juve si è mossa tardi. Perin, Di Gregorio o mercato? Scelga Spalletti"

Intervista all'ex portiere bianconero Manninger: "La decisione per l'estremo difensore spetta esclusivamente all'allenatore. Michele e Mattia in difficoltà? Vi spiego perché"

Più di 40 partite alla Juventus, la missione di sostituire un mostro sacro come Gigi Buffon, la consapevolezza di doverlo fare non esattamente nella migliore delle Juventus possibili. Ci sono tante analogie tra le versioni bianconere (belle e brutte) che ha vissuto Alex Manninger e quella di oggi. Anche se, per lui, «ogni aspetto è una storia a sé». Compresa la questione portieri. Alexander Manninger, ha vissuto quattro anni alla Juventus. E sono stati tutti molto diversi. «Sì, sono stato quattro anni alla Juve e ho visto parecchie cose. Ho visto le difficoltà, simili a quelle in cui si trova oggi la squadra. Ma non credo si possano paragonare le due situazioni». Perché? «Perché sono anni e squadre differenti». Però la missione della Juventus rimane la stessa. «E la Juventus è sempre lì per vincere, questo non cambia. Anche se adesso fa fatica, secondo me tra un paio di anni potrebbe tornare a essere la squadra di prima. Vincente». 

"Di Gregorio e Perin sono due portieri forti"

Oggi c’è Chiellini: era suo compagno di squadra, è diventato uno dei principali dirigenti del club. «Lo vedo in quel ruolo e penso: un carattere unico! Giorgio è uno che dà tutto per il calcio e soprattutto dà ogni cosa per la Juve». Che percorso può avere nei prossimi anni? «Se può fare un altro step dal punto di vista sportivo, ecco, dipende da lui. La domanda dovrebbe essere un’altra: ne ha davvero voglia? Può fare tutto quello che gli chiedono. Un fenomeno da calciatore, lo è pure come persona. Darà il massimo a prescindere». E un ritorno di Del Piero a Torino? «Ale è unico. Un profilo insostituibile, nessuno è entrato nel cuore dei tifosi come lui: è uno degli eroi della società. Secondo me può accadere in futuro, però dev’essere il momento giusto per tutti». Non ha giocato con Spalletti, però l’ha affrontato tante volte da avversario. C’è qualcosa del tecnico che l’ha colpita negli anni? «Avrei dovuto conoscerlo per dirlo. Con mister Spalletti ho giocato tante volte contro, naturalmente non posso parlarne come allenatore perché è sempre stato l’avversario, la guida di chi andavamo a fronteggiare. Qualcosa però si è visto». Ha preso una decisione concreta sui portieri. Per lei Di Gregorio o Perin? «Sono due portieri forti, secondo me. L’hanno già fatto vedere prima. Ma esattamente come la squadra, adesso si trovano un po’ in difficoltà. E poi...». Poi? «Beh, la sicurezza di uno alla Gigi Buffon non può più esserci». 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Le parole di Manninger

Oggi c’è qualcuno che gli somiglia? «Probabilmente ora Gigio Donnarumma, e infatti è al Manchester City. Poteva coprire davvero quella mancanza, ma andava preso prima che finisse in Inghilterra». Qual è allora la scelta migliore? «Bella domanda. Bisogna sicuramente trovare una soluzione e un buon allenatore riesce a farlo. Tocca a Spalletti scegliere, così da ritrovare un bel po’ di sicurezze». Da cosa dipende però la decisione tra i pali? «Il futuro si vede ogni giorno, in ogni allenamento. Quello che un giocatore riesce davvero a darti: sensazioni, emozioni, soluzioni. Per questo, secondo me, in estate qualcosa cambierà». Cosa glielo fa pensare? «I giocatori non riescono a dare la qualità che serve. Per vincere ci vogliono i campioni e la Juventus li ha sempre avuti». Dipendesse da lei, prenderebbe un giovane portiere oppure una solida certezza, anche avanti con gli anni? «Anche questo dipende esclusivamente dall’allenatore: deve lavorare con loro ogni giorno e ogni giorno deve capire cosa possa dargli il suddetto calciatore. Magari può dare fiducia a uno tra Perin e Di Gregorio anche per la prossima stagione, ma un occhio al mercato va lanciato». Pure se non prendi Donnarumma? «Magari uno così non lo compri, ma puoi trovare un altro di livello alto. L’importante è che arrivi in una Juventus fatta di campioni».

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Più di 40 partite alla Juventus, la missione di sostituire un mostro sacro come Gigi Buffon, la consapevolezza di doverlo fare non esattamente nella migliore delle Juventus possibili. Ci sono tante analogie tra le versioni bianconere (belle e brutte) che ha vissuto Alex Manninger e quella di oggi. Anche se, per lui, «ogni aspetto è una storia a sé». Compresa la questione portieri. Alexander Manninger, ha vissuto quattro anni alla Juventus. E sono stati tutti molto diversi. «Sì, sono stato quattro anni alla Juve e ho visto parecchie cose. Ho visto le difficoltà, simili a quelle in cui si trova oggi la squadra. Ma non credo si possano paragonare le due situazioni». Perché? «Perché sono anni e squadre differenti». Però la missione della Juventus rimane la stessa. «E la Juventus è sempre lì per vincere, questo non cambia. Anche se adesso fa fatica, secondo me tra un paio di anni potrebbe tornare a essere la squadra di prima. Vincente». 

"Di Gregorio e Perin sono due portieri forti"

Oggi c’è Chiellini: era suo compagno di squadra, è diventato uno dei principali dirigenti del club. «Lo vedo in quel ruolo e penso: un carattere unico! Giorgio è uno che dà tutto per il calcio e soprattutto dà ogni cosa per la Juve». Che percorso può avere nei prossimi anni? «Se può fare un altro step dal punto di vista sportivo, ecco, dipende da lui. La domanda dovrebbe essere un’altra: ne ha davvero voglia? Può fare tutto quello che gli chiedono. Un fenomeno da calciatore, lo è pure come persona. Darà il massimo a prescindere». E un ritorno di Del Piero a Torino? «Ale è unico. Un profilo insostituibile, nessuno è entrato nel cuore dei tifosi come lui: è uno degli eroi della società. Secondo me può accadere in futuro, però dev’essere il momento giusto per tutti». Non ha giocato con Spalletti, però l’ha affrontato tante volte da avversario. C’è qualcosa del tecnico che l’ha colpita negli anni? «Avrei dovuto conoscerlo per dirlo. Con mister Spalletti ho giocato tante volte contro, naturalmente non posso parlarne come allenatore perché è sempre stato l’avversario, la guida di chi andavamo a fronteggiare. Qualcosa però si è visto». Ha preso una decisione concreta sui portieri. Per lei Di Gregorio o Perin? «Sono due portieri forti, secondo me. L’hanno già fatto vedere prima. Ma esattamente come la squadra, adesso si trovano un po’ in difficoltà. E poi...». Poi? «Beh, la sicurezza di uno alla Gigi Buffon non può più esserci». 

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