Pagina 6 | Spalletti show sul mercato Juve: "Voi lo fareste? Mi sento un idiota. Infortuni? Io bugiardo!"

Continuare a vincere per inseguire il quarto posto Champions: la Juve non ha alternative e contro il Sassuolo non può fare altro che conquistare i tre punti. La squadra di Grosso sta vivendo un momento di leggero calo, vista la posizione tranquilla in classifica, e ora sta convivendo anche un caso di pertosse che ha portato ad altri isolamenti nel gruppo. Spalletti però non ammette distrazioni e contro i neroverdi scenderà in campo con i migliori per continuare a inseguire l'obiettivo societario. E in conferenza stampa ha analizzato la sfida, toccando diversi temi.

Juve-Sassuolo, conferenza Spalletti

Spalletti ha aperto la conferenza parlando della lotta Champions: "Quali dettagli conteranno? Quello che diventa fondamentale sono le scelte che si vanno a fare. Mancano 9 partite? Potremmo anche cambiare con 8500 minuti, a volte la scelta del momento, saper riconoscere il momento fondamentale, ti può dare l'apertura per il risultato. Per cui, bisogna saper scegliere". Poi ha proseguito: "Se ci saranno Vlahovic o Thuram? Valuteremo bene insieme. Tra un po' escono le convocazioni, per cui potrete saperlo da lì. Abbiamo ancora domattina, ci sta qualche acciacchino, vediamo domani. La panchina è sempre stata di grande aiuto, perché spesso attraverso la panchina abbiamo creato l'imprevisto e la soluzione per trovare sbocchi differenti". La Juve è la squadra con più dribbling tentati: "Quanto c'è di Spalletti e quanto dei giocatori? Se un ragazzo sa fare veramente bene una cosa, gliela dobbiamo lasciar fare perché diventa la sua specialità. E avere specialisti nell'uno contro uno, ti porta ad andare oltre la barriera della tattica, ti dà delle soluzioni subito. Ho trovato giocatori con queste caratteristiche e poi si è aggiunto anche Boga, dove la società è stata brava a individuarlo".

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Il falso nove, il portiere e il futuro

Spalletti ha parlato poi delle scelte di formazione: "Di nuovo Boga falso nove con Yildiz a sinistra? Sì si potrà partire anche così, ma quello dell'inizio non è un disegno definitivo. Ora a volte si sceglie di lasciare un margine fuori per rompere la monotonia o il ritmo della partita, l'equilibrio e la conoscenza della gara che hanno fatto gli avversari. Chi entra ti dà soluzioni nuove, questo rientra nella tattica. Non sono più undici giocatori in campo ma sedici. Siccome siete bravi a fare le statistiche, spesso le partite si risolvono nel finale e lì ci sono dentro le cinque sostituzioni spessissimo. Di Gregorio o Perin in porta? Per me ora sono tutti e due al top e questo periodo ha fatto bene a Di Gregorio, non c'era mai stato così fuori per diverse partite. Ha fatto dei ragionamenti diversi e l'ho visto determinato nella faccia e negli occhi. Qualsiasi cosa vado a scegliere mi darà una risposta positiva".

Sul futuro con la Juve: "Se la pausa nazionale può essere utile per sentirsi con la società? Sì ci sono meno stress e c'è tutto il tempo necessario e da parte mia c'è tutta la disponibilità, tutta, a sentire cosa la società vuole dirmi". Su Miretti non convocato dall'Italia: "La Nazionale è uno stimolo per tutti, lui è un connettore di gioco, sa stare dentro questo continuo movimento, rendendosi conto dove sono gli avversari. Si trova a suo agio in più posizioni. Secondo me ha fatto molto bene, tante volte quando è entrato ci ha dato una mano per sbrogliare qualche situazione e per il suo impegno e la sua qualità meritava anche qualcosa in più. Poi però c'è da mettere a confronto quello che ha fatto anche la squadra in quei momenti e ha fatto sempre bene. Mi dispiace averlo inserito tardi qualche volta, è un bravissimo ragazzo. Molti conoscono la longitudine o la latitudine, lui ha una mappatura completa del calcio, è un ragazzo che ha dei margini di crescita importanti".

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Spalletti tra rinnovo e mercato Juve

Spalletti ha poi risposto con chiarezza all'ennesima domanda sul suo futuro e rinnovo con la Juve: "Se la società mi ha garantito qualcosa visto che ho anticipato che potrei firmare durante la sosta? Non ho mai detto che avrei firmato a fine anno. Secondo lei io mi faccio del bene o del male a parlare del prossimo anno? Da un punto di vista mio, a parlare dei prossimi calciatori che... avendo ancora da firmare un contratto. Mi sento un po' idiota. L'altra volta ho detto c'è tutto il tempo. Poi è chiaro che fra di noi le partite scorrono, ci sono delle risposte, delle cose che vanno valutate, io mi trovo benissimo con questi ragazzi e mi sembra che loro si trovino bene con me, mi sembra di star bene con tutto quello staff completo con tutte le voci dentro che compongono la Juventus dietro le quinte, di avere stima e rispetto. Si va sempre un po' più avanti nelle cose. Parlare di mercato e calciatori che mancano, chi lo farebbe al mio posto? Io voglio bene ai miei calciatori e se dovessi sostituire qualcuno mi dispiacerebbe, se fossi l'allenatore della Juventus".

Poi è ritornato sul concetto del saper scegliere: "Si può allenare la scelta? L'errore tecnico fa parte del gioco, saper scegliere bene migliora tutto, il valore del calciatore. Se tu scegli bene, migliora anche il passaggio successivo. Le scelte fatte bene migliorano anche l'identità della squadra. Cambiare le scelte è una scorciatoia rispetto a cambiare le qualità di un calciatore. 'Scegliere' è un verbo troppo importante e per farlo bene devi essere bravo. La scelta viene prima del gesto tecnico. Se faccio la scelta giusta mi viene facilitato anche il gesto tecnico".

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"Sono stato un bugiardo". Poi elogia i tifosi

"Giocatori acciaccati? Ho sbagliato termine prima, uno è a disposizione, l'altro ha un dolorino. Sono stato un bugiardo. Se la Champions può essere determinante per il futuro? Cambia la prospettiva di un calciatore, tante cose. Ed è bello subire questa pressione qui, è un privilegio che appartiene solo a chi ha una storia da poter vivere. Per noi deve essere bello vivere questo momento. Poi sicuramente ci sono dei rischi, ma a definire una squadra è il modo di affrontare questo rischio. A parte il risultato e l'obiettivo, come riferimento abbiamo tutte quelle persone che compongono il contesto e l'atmosfera, tutti i nostri tifosi. Oltre la crudezza nel dire ho vinto oppure ho perso, oppure 2,58 punti a partita, noi dobbiamo rendere conto che siamo disposti a tutto per permettere ai nostri tifosi di rivenire a Bodo/Glimt dove abbiamo vinto una partita difficile che per tutti era scontata, ma poi si è visto che non era così. Dobbiamo permettere ai tifosi di tifare e di avere l'emozione di essere sugli spalti. A Udine si parlava il caro prezzi e invece stavano tutti lì. Noi dobbiamo essere disposti a tutto e fare di tutto per dare gioia ai tifosi, che viene prima rispetto ai soldi che si vanno a guadagnare".

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La scelta in attacco e gli 8500 minuti

Spalletti ha poi analizzato il suo attacco, il secondo del campionato: "Quando una squadra ti aspetta al limite dell'area, tu devi andare a finire a giocare dentro il vicolo, dove non c'è lo spazio, c'è il centimetro, l'anticipo di un attimo. E la forza fisica lì ha una valenza, perché non si va a correre nelle praterie, ma si va a sgomitare per quell'attimo. Conta la scocca, non più il motore. Il calcio è uno sport a basso risultato, conta l'episodio. Si dice che noi siamo indietro rispetto al calcio Europeo perché siamo fuori dalla Champions, ma non si vanno ad approfondire i contenuti, si traggono sintesi che non sono verità. Noi non siamo inferiori al Galatasaray, giocare due partite in inferiorità numerica conta. Anche lì è la scelta del momento che ha fatto la differenza. Per questo prima ho detto che ci mancano 8500 minuti da giocare, perché i momenti sono fondamentali. Non si può portare una gara sul filo fino al 90' come la scorsa settimana, dove ci ha aiutato Gatti nel finale. Che fai se poi capita un episodio come a Cagliari? Me lo conti nella statistica? Questa è una roba vuota".

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Come affrontare il Sassuolo e la frecciatina finale

Spalletti ha poi parlato di sua iniziativa del Sassuolo: "Dovremo prenderci dei rischi. Mi fa piacere dire che Grosso è un allenatore bravo, perché le partite le guardo. Il Sassuolo è una delle migliori squadre per idee di calcio e quando riconquistano la palla vogliono andare il più velocemente possibile nel ribaltare l'azione con gioco diretto. Ma anche nella costruzione dal basso sanno cosa fare. Dovremo essere bravi sia a farli venire nella nostra metà campo sia a saltargli addosso. Bisogna allenarsi bene e pensare bene. Aver un bel rapporto di disponibilità tra di noi, dove tutti saremo felici del risultato del compagno che gioca di più. E chi gioca di più deve mettere in risalto il comportamento di chi gioca meno e sapergli dare i meriti che ha in un contesto di squadra che va a giocarsi la quarta posizione che ci dà la possibilità di rimontare su quel bellissimo areo illuminato che ci porta nei migliori stadi del mondo". Poi prima di andarsene Spalletti ha ironicamente detto: "Contro il Sassuolo si gioca domani, lo sapevate?", facendo intendere la mancanza di domande sugli avversari.

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Come affrontare il Sassuolo e la frecciatina finale

Spalletti ha poi parlato di sua iniziativa del Sassuolo: "Dovremo prenderci dei rischi. Mi fa piacere dire che Grosso è un allenatore bravo, perché le partite le guardo. Il Sassuolo è una delle migliori squadre per idee di calcio e quando riconquistano la palla vogliono andare il più velocemente possibile nel ribaltare l'azione con gioco diretto. Ma anche nella costruzione dal basso sanno cosa fare. Dovremo essere bravi sia a farli venire nella nostra metà campo sia a saltargli addosso. Bisogna allenarsi bene e pensare bene. Aver un bel rapporto di disponibilità tra di noi, dove tutti saremo felici del risultato del compagno che gioca di più. E chi gioca di più deve mettere in risalto il comportamento di chi gioca meno e sapergli dare i meriti che ha in un contesto di squadra che va a giocarsi la quarta posizione che ci dà la possibilità di rimontare su quel bellissimo areo illuminato che ci porta nei migliori stadi del mondo". Poi prima di andarsene Spalletti ha ironicamente detto: "Contro il Sassuolo si gioca domani, lo sapevate?", facendo intendere la mancanza di domande sugli avversari.

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