Lo scenario senza Champions
Poi, c’è lo scenario nel caso in cui la Juve dovesse terminare la stagione così, ovvero senza Champions League. Cambia il mondo sul pedigree dei colpi: dura convincere Goretzka e Bernardo Silva a vivere il purgatorio dell’Europa League. E pure Ederson, il sogno per il centrocampo: certe pedine diventerebbero irraggiungibili. Ma Spalletti non accetterebbe di perdere nessun big: da Bremer a Cambiaso, passando per Kalulu e Thuram, dando ovviamente per scontata la permanenza di Yildiz e McKennie. Senza 4° posto il mercato avrebbe un tono minore: Lucio, più realista del re, ne è conscio. L’hanno già avvisato. Auspicherebbe, a quel punto, un rafforzamento sul solco del suo Napoli tricolore: un paio di veterani che portino quella mentalità vincente che ancora manca, abbinati a talenti che abbiano la qualità per diventare campioni in poco tempo (Giuntoli, nell’estate 2022, gli consegnò Kvara e Kim spendendo poco più di 30 milioni).
Il momento di mettere nero su bianco
Finora, negli incontri informali avuti con la società, le rassicurazioni sulle due bozze di Juve che potrebbero delinearsi sono state esaustive. Spalletti ha apprezzato anche il lavoro diplomatico che il club ha messo in piedi, su suo suggerimento, per il rinnovo di Vlahovic, un binario morto fino a pochi mesi fa. Da qui alla firma il tecnico e i dirigenti dovranno sostanzialmente ripetersi le stesse cose. Mettendole nero su bianco: Lucio da qui a giugno 2027 chiede di incidere su tutto. Non intende ottenere accordi pluriennali ingombranti, ma una coerente navigazione a vista. Pretende tanto in poco tempo, sapendo che dovrà dare l’anima per creare una grande Juve.
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