Pagina 3 | Spalletti e la Juve, molte cose da chiarire: come cambia il mercato con o senza Champions

Patti chiari, amicizia lunga. Nonostante un contratto di breve durata, che non leghi mani e piedi la Juve come successo nel secondo mandato di Max Allegri prima e successivamente con l’avvento di Thiago Motta. Il pareggio contro il Sassuolo non ha cambiato di una virgola i discorsi intavolati fino a sabato. Luciano Spalletti si prepara a firmare prima di Pasqua il rinnovo fino a giugno 2027 con opzione per un altro anno: la progettualità non può essere stata stravolta dal gol di Pinamonti. Il Como ha guadagnato due punti sui bianconeri, ma il lavoro svolto dal 30 ottobre in avanti non si cancella con un colpo di spugna. Sarebbe da dilettanti. La Juve sul futuro prossimo ha le idee chiare: andare avanti con Spalletti significa aver individuato in Lucio l’uomo che dovrà in tutti i modi riportare il club a competere in Italia. Subito. Già nella prossima stagione: non c’è più tempo per rifondare un’altra volta, anche in caso di mancato accesso alla prossima Champions League. Bisogna prevedere ogni ipotesi e la Juve si è preparata anche alla possibilità di non intascare i 70-80 milioni previsti dall’approdo alla massima competizione europea. Non esiste un piano B a Spalletti, anche per precisa indicazione della proprietà, estremamente soddisfatta dell’operato dell’allenatore. In settimana, in ogni caso, tecnico e società si vedranno per fissare tutti i punti prima della firma.

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La Juve quarta: cosa succede

Ragionando con ottimismo, ovvero con la prospettiva di raggiungere un 4° posto complicato ma non impossibile (3 punti dal Como, pur con un calendario più agevole per Fabregas, sono ancora recuperabili nelle prossime otto giornate, al netto degli scontri diretti che premierebbero i lariani), Spalletti chiederà che ogni possibile equivoco venga eliminato. È un patto fondamentale per il matrimonio: si ragiona di anno in anno, ma dentro la programmazione della prossima stagione dovrà esserci una linea comune. Tradotto: Lucio aspira ad un’autonomia totale nelle scelte di campo (su questo ha già trovato riscontro positivo: Milik in campo nel finale col Sassuolo al posto di David e Openda non è un colpo di testa, ma un piano del quale la società era perfettamente al corrente), un supporto incondizionato nell’idea di creare un instant team per l’annata che verrà e la conduzione di un mercato senza interferenze. Una campagna acquisti guidata dal club e non indirizzata da terzi.

Le richeste di Spalletti

Con la Champions League, ovviamente, Spalletti pretende degli innesti che portino più varietà nelle scelte, che alzino l’età media della rosa e che garantiscano alla Juve di poter pensare allo scudetto. Lucio non chiede tizio e caio, ma sei uomini di spessore, di cui almeno quattro da inquadrare nella ristretta cerchia degli intoccabili. Dei veri e propri titolari aggiunti. Lo fa quasi senza compromessi: non ci possono essere correnti di pensiero opposte alla sua. Dal portiere alla punta: ogni caratteristica dovrà essere condivisa con l’allenatore. Damien Comolli non potrà pensare A, se Lucio pensa B. Capirsi adesso significa impostare il domani senza malintesi, gli stessi che hanno portato Igor Tudor a perdere subito la rotta: il castello è crollato già con Kolo Muani. Il croato chiedeva il francese e gli hanno portato Openda: è evidente che con Spalletti - a maggior ragione per ciò che è riuscito a dimostrare dal suo avvento - non potrà ripetersi una cosa simile.

 

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Lo scenario senza Champions

Poi, c’è lo scenario nel caso in cui la Juve dovesse terminare la stagione così, ovvero senza Champions League. Cambia il mondo sul pedigree dei colpi: dura convincere Goretzka e Bernardo Silva a vivere il purgatorio dell’Europa League. E pure Ederson, il sogno per il centrocampo: certe pedine diventerebbero irraggiungibili. Ma Spalletti non accetterebbe di perdere nessun big: da Bremer a Cambiaso, passando per Kalulu e Thuram, dando ovviamente per scontata la permanenza di Yildiz e McKennie. Senza 4° posto il mercato avrebbe un tono minore: Lucio, più realista del re, ne è conscio. L’hanno già avvisato. Auspicherebbe, a quel punto, un rafforzamento sul solco del suo Napoli tricolore: un paio di veterani che portino quella mentalità vincente che ancora manca, abbinati a talenti che abbiano la qualità per diventare campioni in poco tempo (Giuntoli, nell’estate 2022, gli consegnò Kvara e Kim spendendo poco più di 30 milioni).

Il momento di mettere nero su bianco

Finora, negli incontri informali avuti con la società, le rassicurazioni sulle due bozze di Juve che potrebbero delinearsi sono state esaustive. Spalletti ha apprezzato anche il lavoro diplomatico che il club ha messo in piedi, su suo suggerimento, per il rinnovo di Vlahovic, un binario morto fino a pochi mesi fa. Da qui alla firma il tecnico e i dirigenti dovranno sostanzialmente ripetersi le stesse cose. Mettendole nero su bianco: Lucio da qui a giugno 2027 chiede di incidere su tutto. Non intende ottenere accordi pluriennali ingombranti, ma una coerente navigazione a vista. Pretende tanto in poco tempo, sapendo che dovrà dare l’anima per creare una grande Juve.

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Lo scenario senza Champions

Poi, c’è lo scenario nel caso in cui la Juve dovesse terminare la stagione così, ovvero senza Champions League. Cambia il mondo sul pedigree dei colpi: dura convincere Goretzka e Bernardo Silva a vivere il purgatorio dell’Europa League. E pure Ederson, il sogno per il centrocampo: certe pedine diventerebbero irraggiungibili. Ma Spalletti non accetterebbe di perdere nessun big: da Bremer a Cambiaso, passando per Kalulu e Thuram, dando ovviamente per scontata la permanenza di Yildiz e McKennie. Senza 4° posto il mercato avrebbe un tono minore: Lucio, più realista del re, ne è conscio. L’hanno già avvisato. Auspicherebbe, a quel punto, un rafforzamento sul solco del suo Napoli tricolore: un paio di veterani che portino quella mentalità vincente che ancora manca, abbinati a talenti che abbiano la qualità per diventare campioni in poco tempo (Giuntoli, nell’estate 2022, gli consegnò Kvara e Kim spendendo poco più di 30 milioni).

Il momento di mettere nero su bianco

Finora, negli incontri informali avuti con la società, le rassicurazioni sulle due bozze di Juve che potrebbero delinearsi sono state esaustive. Spalletti ha apprezzato anche il lavoro diplomatico che il club ha messo in piedi, su suo suggerimento, per il rinnovo di Vlahovic, un binario morto fino a pochi mesi fa. Da qui alla firma il tecnico e i dirigenti dovranno sostanzialmente ripetersi le stesse cose. Mettendole nero su bianco: Lucio da qui a giugno 2027 chiede di incidere su tutto. Non intende ottenere accordi pluriennali ingombranti, ma una coerente navigazione a vista. Pretende tanto in poco tempo, sapendo che dovrà dare l’anima per creare una grande Juve.

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