Milano come pretesto per staccare, momentaneamente, dalla routine della Continassa. Lì ad aspettare Spalletti c’è sempre l’amico di una vita, Fabio Galante. Basta poco: una tavola apparecchiata o un parco in cui passeggiare, e il tempo si piega da sé. La porta di casa sempre aperta, le lasagne di mamma Ilva, Lucio che gli passa le chiavi della macchina e gli insegna a stare al volante, come farebbe un fratello maggiore.
Il giudizio su Spalletti e sulla Juve
Fabio Galante, che padrone di casa era Spalletti? "Generoso e premuroso. Chi lo conosce davvero o ci ha lavorato insieme non può non volergli bene. Basti vedere come l’ha voluto festeggiare la squadra il giorno del suo compleanno. Per lui darebbero tutto. È una persona piacevole anche fuori dal campo. Ha la capacità di metterti sempre a tuo agio. Se io, Montella, Birindelli, Melis e Ficini siamo arrivati a giocare in Serie A lo dobbiamo soprattutto a lui. Puoi chiamarlo a qualsiasi ora del giorno e della notte, lo troverai sempre sveglio e pronto a darti una mano. Non dorme mai. Quando rientra dalle trasferte, a volte sta sveglio fino all’alba per riguardarsi le partite. È un perfezionista: studia ogni dettaglio per migliorare le sue squadre.”
Che impressione si è fatto sulla sua Juve e in generale sulla lotta per il quarto posto? “Al di là del pari con il Sassuolo, la vedo ancora favorita per la Champions. Gioca un bel calcio: è un aspetto che alla lunga premia sempre. Lui non specula sul risultato. Segnato un gol, vuole che la squadra alzi i giri del motore per farne subito un altro. La cosa paradossale è che questa squadra ha dato segnali positivi anche nelle sconfitte con Inter, Atalanta e Galatasaray. Hanno davvero raccolto meno di quanto non abbiano meritato sul campo. È casuale che oggi siano a -3 dal quarto posto. È mancata fortuna e un po’ di concretezza nei momenti chiave. Se avessero segnato quel rigore allo Stadium, staremmo commentando tutta un’altra situazione…”.
