Pagina 4 | Dentro i rinnovi Juve, quando firma Spalletti e Vlahovic su tutto: l'agenda di Comolli

TORINO - La prima settimana di sosta per le nazionali l’ha trascorsa a Parigi. Poi, qualche giorno per rifiatare. Adesso, in concomitanza con la fine del periodo d’inibizione, il ritorno a Torino. E sarà operativo da venerdì alla Continassa, il luogo dove si svilupperanno sostanzialmente tutti i prossimi impegni segnati in agenda. Damien Comolli è l’uomo più atteso del momento in casa Juve. Su di lui convergono tutte le deleghe, comprese naturalmente quelle dell’area sportiva, motivo per cui senza l’amministratore delegato francese a Torino non si muove foglia o quasi. La sosta di Comolli, vissuta interamente a distanza rispetto alla sede bianconera, è iniziata dalla capitale francese.

Comolli, l'uomo più atteso

L’ex Tolosa doveva completare l’EFC Executive Leadership Program. Ha svolto in loco, infatti, il terzo modulo di un corso che negli ultimi mesi ha seguito da remoto. In che cosa consiste? Il piano è dedicato ai più grandi dirigenti del calcio europeo ed è stato sviluppato insieme a Harvard Business School: è studiato appositamente per chi guida organizzazioni calcistiche molto complesse. Offre strumenti avanzati di leadership, con un focus specifico sulle sfide del calcio moderno: non poteva, dunque, che coinvolgere da vicino il mondo Juve e il suo rappresentate di maggior spicco.

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Silvestrone con Comolli

Insieme a Comolli, a Parigi, era presente anche Peter Silverstone, fresco di nomina come Chief Business Officer bianconero. Due percorsi molto importanti alle spalle con Arsenal e Newcastle (i primi due moduli del corso li ha seguiti quando era ancora all’interno dell’organigramma dei Magpies), prima dell’approdo alla Juventus. La presenza in Efc, sia per Comolli che per Silverstone, era fondamentale per conseguire l’attestato di completamento del percorso didattico. Ora, però, il tempo di Damien sarà assorbito solo da questioni scottanti affini al campo. Alle mosse della Juve del presente, che in questi giorni è chiamata a costruire il futuro, ben prima di sapere se riuscirà o meno a qualificarsi per la prossima Champions League. Da oggi, poi, Comolli ha finalmente le mani libere. L’inibizione successiva ai fatti dell’intervallo di Inter-Juventus è stata scontata fino a ieri, per cui adesso l’ad bianconero può muoversi agevolmente anche in veste ufficiale.

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Spalletti, il rinnovo

Questione di formalità, sia chiaro, visto che i dialoghi negli ultimi due mesi sono stati tantissimi e hanno portato il club ad essere presente sui tavoli più importanti con vista sulla prossima stagione. Da qui a sabato, salvo clamorosi cambi di programma, verrà messa la firma sul prolungamento di contratto di Luciano Spalletti. Dopo Yildiz e McKennie, la permanenza del tecnico rappresentava uno dei punti chiave del 2026 juventino. L’intesa riguarda ormai tutti gli aspetti: dalla durata dell’accordo (si procede verso l’intesa biennale) alle manovre del mercato estivo, con o senza Champions League. Anche sull’ingaggio è tutto chiaro: circa 6 milioni di euro l’anno a Lucio, scelto per riportare la Juve ai più alti livelli possibili di competitività.

Dietro l’angolo, poi, altre due trattative in dirittura d’arrivo: i rinnovi di Dusan Vlahovic e Manuel Locatelli. Partendo dal secondo, per il quale il prolungamento fino al 2030 non riserverà particolari sorprese: Loca in questi mesi ha dato tantissimo e la Juve gli ha riconosciuto lo status acquisito, a prescindere dalla fascia di capitano che porta al braccio.

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Rinnovi Juve, la situazione

Fumata bianca in vista, dunque. Ultime curve pure per Vlahovic, col quale però mancano ancora alcuni dettagli da limare. Il giocatore spinge per restare, sacrificando ingaggio e commissioni pur di trovare rapidamente un accordo di uno o due anni al massimo. L’entourage - oltre all’agente Darko Ristic, ha preso piede la figura del papà Milos - sta cercando di portare quanta più acqua possibile al mulino del serbo: normale gioco delle parti, ma la voglia di Juve di Dusan sta prevalendo su soldi e condizioni. A Comolli il compito di serrare le fila su tutti i fronti: Spalletti, Locatelli e Vlahovic. In questo rigoroso ordine.

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Rinnovi Juve, la situazione

Fumata bianca in vista, dunque. Ultime curve pure per Vlahovic, col quale però mancano ancora alcuni dettagli da limare. Il giocatore spinge per restare, sacrificando ingaggio e commissioni pur di trovare rapidamente un accordo di uno o due anni al massimo. L’entourage - oltre all’agente Darko Ristic, ha preso piede la figura del papà Milos - sta cercando di portare quanta più acqua possibile al mulino del serbo: normale gioco delle parti, ma la voglia di Juve di Dusan sta prevalendo su soldi e condizioni. A Comolli il compito di serrare le fila su tutti i fronti: Spalletti, Locatelli e Vlahovic. In questo rigoroso ordine.

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