C’è una sola certezza all’orizzonte: la reciproca volontà. La Juve sa che per l’attacco della prossima stagione Dusan Vlahovic rappresenterebbe una certezza, al netto del lungo infortunio che ha dovuto affrontare in questi mesi. Allo stesso modo, lo stesso Vlahovic desidera più di qualsiasi altra prospettiva l’idea di rimanere ancora legato al mondo bianconero. Per svariate ragioni: il fatto di poter lavorare ancora con Luciano Spalletti, il rapporto con una tifoseria che lo ha amato incondizionatamente nonostante i suoi alti e bassi, ma anche realisticamente perché le pretendenti per lui latitano. O meglio, non ci sono contesti che attirino DV9 di più rispetto all’ipotesi di prolungare il matrimonio col club. Dunque, la Juve e Vlahovic la pensano sostanzialmente allo stesso modo: un grande sforzo comune può far sì che la trattativa per il rinnovo prenda la giusta direzione.
Il ruolo di papà Milos e l'addio a Ristic
Serviranno, però, almeno un altro paio di settimane per immaginare una fumata bianca. Anche perché il club vuole guidare ogni aspetto dell’intesa e non il contrario: mai come su questo preciso argomento la Juve desidera guidare le operazioni, ponendo condizioni chiare. Pure Dusan l’ha capito, scegliendo papà Milos come unico e solo riferimento per sedersi al tavolo. Non c’è spazio per lo storico agente Darko Ristic. Ogni decisione passerà dal padre, chiamato a fare da consigliere al bomber. A Comolli, Chiellini e Ottolini va benissimo così: pochi fronzoli e tanta sostanza.
Le distanze con Vlahovic appartengono al passato e non più al presente. L’attaccante, nei dialoghi con la società, dovrà anche fungere da traduttore: Milos non conosce l’italiano e l’inglese e non intende servirsi di professionisti per agevolare i discorsi. Si fa tradurre ogni passaggio dal figlio. Saranno una coppia di fatto anche nelle riunioni che verranno con la Juve: al tavolo della Continassa, infatti, non si siederanno altre persone.
