Pagina 3 | Spalletti-Juve fino al 2028, ufficiale: il motto riscritto e le parole di Comolli

La fiducia, prima ancora dei risultati: la Juventus ha scelto di ripartire da Luciano Spalletti mentre la qualificazione alla Champions League è ancora da conquistare. Perché alla Continassa hanno capito tutto prima. Hanno visto abbastanza. Nel pre partita contro il Genoa era stato chiaro anche Ottolini: "Si continuerà con Luciano a prescindere da tutto". Una dichiarazione che oggi suona come una promessa mantenuta, a pochi giorni di distanza. E così è stato: Spalletti ha firmato il rinnovo, legando il suo nome alla rinascita bianconera per i prossimi due anni. Ed è arrivato anche l'annuncio e lo ha fatto direttamente il mister prima della seduta di allenamento, cambiando un po' anche il motto della Vecchia Signora. Di grande elogio anche le dichiarazioni di Comolli nei confronti dell'allenatore.

Il comunicato e le parole di Comolli

"Prosegue l’esperienza di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus: è ufficiale il rinnovo in bianconero per l’allenatore toscano fino al 30 giugno 2028" - così la società lo ha annunciato sui propri canali. "Siamo molto lieti di aver esteso il contratto di Luciano per altre due stagioni – ha sottolineato Damien Comolli, CEO di Juventus FC.

 

 

Poi ha aggiunto: "Da quando Luciano si è unito alla nostra grande famiglia juventina, ha avuto subito un impatto molto positivo sui nostri giocatori, su tutto il Club e sull’intera comunità bianconera: è stato subito chiaro a tutti che Luciano fosse la persona giusta per guidare la squadra in un percorso di crescita. Il suo stile di gioco ambizioso rispecchia le aspettative dei nostri tifosi e del Club, e i suoi valori rappresentano la nostra identità. Abbiamo dunque deciso di proseguire insieme oltre la durata del contratto precedentemente concordata perché riteniamo che stabilità e continuità siano due pilastri essenziali per il successo futuro. Buon lavoro, Mister! Fino alla Fine".

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Una promessa mantenuta: la scelta di Elkann

Dietro la conferma c’è anche una parola data, quella a John Elkann, il primo a volere una Juventus di nuovo dominante, capace di incutere timore come accadeva fino al 2020. La lunga astinenza di trofei pesa, eccome se pesa. E non è più tollerabile per un club che ha fatto della vittoria una cultura prima ancora che un obiettivo. La decisione di rinnovare il contratto di Spalletti nasce proprio da qui: dalla volontà della proprietà di accelerare il ritorno ai vertici, affidandosi a un allenatore considerato garanzia di successo. Non un traghettatore, ma il punto fermo da cui ripartire.

 

La rivoluzione di Spalletti: gioco, mentalità e identità

Spalletti lo aveva capito subito, sin dal primo giorno alla Continassa. Quando ha preso il posto di Tudor sapeva che sarebbe stata una missione complessa, ma non immaginava fino a questo punto. Eppure, mese dopo mese, ha cambiato la pelle della squadra. Non solo nel gioco, ma nella testa. Ha parlato di scudetto quando altri si accontentavano del quarto posto. Ha alzato l’asticella in uno spogliatoio che si era progressivamente abituato a considerare la Champions League un traguardo e non il minimo sindacale. Una rivoluzione silenziosa, ma profonda. E i tifosi lo hanno capito. Per questo oggi Luciano non è solo l’allenatore della Juventus: è diventato il simbolo di una nuova identità.

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Un progetto biennale per tornare a vincere

Il nuovo accordo parla chiaro: circa 6 milioni netti a stagione, più di quanto previsto dall’opzione legata alla Champions. Un segnale preciso. La Juventus non ha voluto aspettare, non ha voluto limitarsi a esercitare una clausola. Ha scelto di investire, di credere, di costruire. Perché, in un club ancora pieno di incognite, tra nuovi dirigenti e figure alla prima vera esperienza, Spalletti rappresenta l’unica certezza. Lo sa la proprietà, lo sanno i dirigenti, lo sa lo spogliatoio. Non a caso, alla Continassa non è mai esistito un vero piano B. La Juventus si è gettata nelle mani di Spalletti, condividendone idee e visione. Un progetto biennale per tornare grandi davvero, non solo competitivi. Per tornare a vincere. Adesso è tutto nero su bianco. E soprattutto, è solo l’inizio.

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Spalletti annuncia il rinnovo con la Juve e cambia motto

"Quando sono arrivato sette mesi fa mi hanno proposto questo contratto, era un po' un modo per dire frequentiamoci un po', stiamo un po' insieme e conosciamoci e poi a fine anno saremo liberi di decidere in base a quello che abbiamo fatto. Io ho accettato senza nessuna nessuna esitazione perchè volevo rendermi conto di cosa fosse la Juventus da dentro. Avevo questa voglia qui. E di rendermi conto cosa foste voi, perché ero rimasto impressionato a vedervi da fuori e mi piaceva il fatto di entrare nel vostro spogliatoio e allenarvi. Era facile immaginarsi la grandezza della Juve e il futuro, più difficile era quello di trovare un gruppo bello di ragazzi uniti come voi, un gruppo forte, vogliosi di stare insieme, quasi come se foste tutti dentro la stessa maglia. Ogni volta che vi vedo mi viene in mente la Juve, per questo ho ritenuto prima di dire a voi che abbiamo deciso di prolungare il contratto di altri due anni

 

 

Abbiamo delle sfide e sono convinto che insieme a voi diventeranno belle sfide perché le affronterò con la vostra disponibilità e la vostra forza come avete sempre fatto. E' chiaro che c'è la responsabilità di quella che è la grandezza del club, perché noi dobbiamo rendere orgogliosi quei milioni di tifosi che appartengono a uno dei più grandi club a livello mondiale. Grazie per la vostra disponibilità e 'oltre la fine'" così Spalletti ha annunciato il rinnovo alla squadra, cambiando un po' il motto storico del "fino alla fine" e abbracciandosi con il capitano Locatelli. Presente anche qualche giocatore della Next Gen presente, come Licina. Poi l'ultima battuta: "Ora, naturalmente, ci si leva dai cogli**ni. Ad allenarsi" . Mentalità Juve.

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Un progetto biennale per tornare a vincere

Il nuovo accordo parla chiaro: circa 6 milioni netti a stagione, più di quanto previsto dall’opzione legata alla Champions. Un segnale preciso. La Juventus non ha voluto aspettare, non ha voluto limitarsi a esercitare una clausola. Ha scelto di investire, di credere, di costruire. Perché, in un club ancora pieno di incognite, tra nuovi dirigenti e figure alla prima vera esperienza, Spalletti rappresenta l’unica certezza. Lo sa la proprietà, lo sanno i dirigenti, lo sa lo spogliatoio. Non a caso, alla Continassa non è mai esistito un vero piano B. La Juventus si è gettata nelle mani di Spalletti, condividendone idee e visione. Un progetto biennale per tornare grandi davvero, non solo competitivi. Per tornare a vincere. Adesso è tutto nero su bianco. E soprattutto, è solo l’inizio.

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