Un Esposito per la Juve: chi è il baby talento di 16 anni che gioca in Germania

La squadra bianconera e l’Atalanta si contendono il giovanissimo centrocampista del Colonia

Si guardano, si studiano, si apprezzano. E ogni tanto capita che le strade si incrocino, lungo i circa 200 chilometri che dividono Vinovo da Zingonia, sedi dei settori giovanili di Juventus e Atalanta. L’ultima occasione riguarda il mercato: entrambi i club hanno messo gli occhi sul classe 2009 del Colonia, Emanuele Esposito. Centrocampista centrale con spiccate doti offensive, ha già messo a referto 12 gol e 2 assist nel campionato Under 17. Al di là di come andrà a finire la vicenda, il fatto che i due club si fronteggino su questo tipo di profilo è già una fotografia del momento storico. Non serve andare troppo in là nel tempo, ma per tanti anni la Juventus non ha ritenuto centrale l’attività di scouting e nemmeno quella del settore giovanile. Parallelamente, a Bergamo e dintorni si lavorava già per dare vita ad uno dei settori giovanili più importanti e apprezzati del panorama italiano. È la Juventus del ciclo vincente dei nove scudetti, ma anche dei costi fissi sempre più alti, a individuare in Vinovo il centro nevralgico di un qualcosa di nuovo e che avrebbe portato benefici sia a livello tecnico che economico. E oggi eccoci qua, con Juventus e Atalanta arrivare da punti di partenza ben diversi, ma fronteggiarsi per un giovanissimo talento di prospettiva. Oppure per la Coppa Italia Under 20, la finale sarà proprio tra i due club il 29 aprile.

 

Anche Bastoni nel segno di Brambilla

A proposito di incroci, di guardarsi, apprezzarsi e prendere ispirazione: tutto questo si è visto con la seconda squadra. Nel 2018 la Juve è stata la prima in Italia a presentarsi ai blocchi di partenza del campionato di Serie C con l’Under 23, oggi Next Gen. La Dea ha inaugurato il proprio progetto nel 2023, diventando così la seconda società italiana con una seconda squadra. E chi allena la Next Gen? Quel Massimo Brambilla che dalle parti di Zingonia ha cresciuto tanti talenti con indosso la maglia orobica. Si va da Bastoni a Kulusevski, passando per Carnesecchi e Scalvini. Non è un caso, è il frutto di un lavoro durato anni: così l’Atalanta è diventata precursora per quel che riguarda i settori giovanili. Tra le prime società in Italia ad aver approcciato la materia in maniera complessiva, organica, senza tralasciare nulla. La crescita fisica che va di pari passo ai fondamentali tecnici, ma anche la trasmissione della cultura del lavoro e dei valori che fanno da letto al fiume in piena della gioventù che scorre a Zingonia.

Atalanta: il timbro del Cies

E lo stesso è diventato Vinovo, guardando in direzione di Bergamo e rilanciando, prendendo spunto ma poi mettendoci del proprio. Una sorta di corsa a due che se oggi si ripropone sul mercato in passato lo ha fatto a livello progettuale, portando così ad un miglioramento complessivo. Come detto, però, non è solo una questione di dirsi quanto si è bravi; ma è anche e soprattutto economica. Su di questo il timbro ce lo mette il Cies: l’Atalanta ha il settore giovanile più produttivo in Italia in termini di ricavi, dati dalla cessione dei calciatori che sono cresciuti nel vivaio del club: 288 milioni. Secondo, guarda caso, quello della Juventus con 237 milioni. Sempre per il Cies, i bianconeri sono primi in Italia per aver formato 32 giocatori che militano in 49 campionati professionistici analizzati; Atalanta terza con 25.

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