Mano nella mano, elettrizzati dalle pulsioni primordiali di una relazione che, tutto d’un tratto, si è fatta più seria. È stata la Juventus a voler anticipare le nozze con Luciano Spalletti, cestinando l’opzione pattuita a ottobre - che sarebbe scattata in caso di qualificazione alla prossima Champions League - e mettendo sul piatto un rinnovo fino al 2028 a circa 6 milioni l’anno. Un segnale di continuità chiaro lanciato a tutto l’ambiente bianconero e, allo stesso tempo, un endorsement ben infiocchettato nei confronti di Lucio. Il regalo più plateale per dimostragli fiducia, oltreché una totale adesione alla sua idea di calcio. Alla sua visione di ricostruzione, volta a mettere al centro l’urgenza della vittoria già a partire dalla prossima stagione. Da qui la disponibilità del club a intraprendere sentieri complessi. A intavolare trattative dure e scomode, pur di consegnargli gli strumenti che ritiene indispensabili.
Idea Lobotka
Ed è proprio dentro questa logica che si inserisce una delle prime richieste di Lucio per il mercato estivo: aggiungere esperienza, personalità e tecnica al centrocampo bianconero. Tra i nomi che il tecnico bianconero ha intenzione di proporre alla società non mancherà di certo quello di Stanislav Lobotka. Questione di rapporti, eccezionali - i due non si sono mai persi di vista da quando Lucio ha lasciato Napoli -, di stima e riconoscenza reciproca. Il regista slovacco sa di dovere a lui la sua consacrazione calcistica. Quel salto di qualità definitivo che ne ha fatto uno dei centrocampisti più completi d’Europa. Sarà difficile, dunque, rimanere indifferenti nel momento in cui sarà lo stesso Spalletti ad alzare il telefono per convincerlo a sposare il suo progetto tecnico, in cui si troverebbe ad agire in un ipotetico centrocampo a tre al fianco di Locatelli (i discorsi per il suo rinnovo proseguono spediti) e Thuram.
