Juve senza respiro, la tournée diventa una sfida: il programma completo dei 31mila km

Definito il calendario estivo dei bianconeri, pronti a tornare in Asia e Oceania a distanza di 10 anni dall’ultima volta

TORINO - Dimenticatevi il comodo rituale bavarese delle ultime estati bianconere, trascorse - in parte - tra i manti verdi e l’aria fresca di Herzogenaurach, sede del quartier generale dell’Adidas. La Juventus, infatti, cambia rotta e lo fa nel modo più radicale possibile, lasciandosi alle spalle le certezze dei recenti “pre-season” per tuffarsi in una traversata che ispirerebbe il miglior Jules Verne. Per Yildiz e compagni, freschi - si fa per dire - dalla spedizione negli Stati Uniti, si prospetta un giro del mondo in 11 giorni. Trentunomila chilometri, tre continenti e un caldo che non concede tregua: è questa la nuova geografia bianconera, un viaggio che comincia tra i grattacieli umidi di Hong Kong e prosegue fino agli orizzonti sconfinati di Perth, in Australia.

Chi salta la tournée?

Più che una semplice tournée, una prova di resistenza, fisica e mentale. La Juventus si ritroverà a gestire energie, fusi orari e gambe ancora appesantite dal Mondiale negli Usa. Variabile mica da ridere, se si considera che diversi interpreti della rosa di Luciano Spalletti, arriveranno alla Continassa solo a ridosso della partenza per l’Oriente, con la valigia ancora da disfare e il fiato corto. La data della finale del Met Life Stadium (fissata per il 19 luglio) non ha precedenti nella storia recente. Ma soprattutto, costringerà i bianconeri “più fortunati”, presumibilmente, Kalulu, Thuram, Conceiçao, Bremer - quelli che potrebbero davvero arrivare fino in fondo, o comunque accedere almeno alle semifinali - a saltare la tournée bianconera, dal momento che non potrebbero smaltire in tempo le tre settimane di vacanza previste da regolamento.

Il viaggio bianconero

Prima tappa - dicevamo - ad Hong Kong, con la partenza ancora da calendarizzare ufficialmente, ma comunque prevista entro il 2 di agosto, per permettere ai bianconeri di smaltire le 14 ore di volo e preparare al meglio la prima amichevole contro il Chelsea di Rosenior, in programma il 5 agosto al Kai Tao Stadium. Un impianto all’avanguardia, inaugurato nel marzo del 2025: 50mila posti, tetto detraibile e un sistema di raffreddamento per mantenere la temperatura in campo - e sugli spalti - attorno ai 26 gradi. Lì, la Juve prenderà parte insieme a Inter, Chelsea e Manchester City all’Hong Kong Football festival, per contendersi con i Blues l’Herbalgy Trophy. A margine del match, che si giocherà con ogni probabilità nel primo pomeriggio (indicativamente alle 21, ora italiana), la squadra di Lucio salirà poi a bordo di un altro charter. Direzione: Australia, nello specifico a Perth, a distanza di 10 anni dall’ultima volta, quando nel pieno del ciclo Allegri, furono scelte le medesime destinazioni per la tournée estiva. In questo caso, 7 ore e mezza di volo, con l’arrivo stimato nella mattinata del 6 agosto. Da lì, Spalletti avrà giusto un paio di sedute a disposizione prima del derby d’Italia contro l’Inter nella suggestiva cornice dell’Optus Stadium. Per intenderci, la stessa struttura in cui si sarebbe dovuto giocare il controverso match di Serie A tra Como e Milan. Poi, altri due giorni di lavoro, prima dell’ultimo confronto della tournée contro il Palermo. L’appuntamento contro i rosanero, fissato per l’11 agosto, sarà l’ultimo atto prima del rientro alla base, previsto con un volo transoceanico che riporterà la truppa di Spalletti a Torino soltanto a ridosso di Ferragosto. Sarà allora che Lucio dovrà fare la conta dei reduci e, soprattutto, integrare quei big rimasti a casa a smaltire le fatiche del Mondiale. Con il jet-leg ancora nelle vene e i muscoli provati dalle varie escursioni termiche. Che dire… Benvenuti nella nuova era globale, dove il calcio non dorme mai, e i bianconeri, per forza di cose, nemmeno. 

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