Spalletti e la terapia d'urto: ecco come ha curato la Juve dalla Yildiz-dipendenza

L'assenza del numero 10 bianconero ha fatto scattare la scintilla e l'allenatore bianconero è riuscito a compattare la squadra

TORINO - Ci voleva un espediente esterno. Una scintilla che potesse innescare la terapia d’urto spallettiana e mettere un fermo agli effetti delle solite crisi di astinenza bianconere. All’assuefazione tecnica, tattica e umorale di un gruppo squadra abituatosi nel tempo a dipendere esclusivamente dalle prodezze del suo unico fuoriclasse, Kenan Yildiz. In questo caso, è stato proprio il ginocchio del turco - rimasto ai box tutta la scorsa settimana per via della tendinopatia rotulea - a far sì che Lucio si arrovellasse nel tentativo di plasmare una Juve compatta e credibile a prescindere.

Non proprio una missione semplicissima, se si considera che nelle precedenti 10 uscite senza Kenan dal primo minuto, i bianconeri avevano raccolto appena 2 successi contro Cremonese e Bodo Glimt. Quest’ultimo, tra l’altro, propiziato proprio dall’ingresso di Yildiz nella ripresa, dopo 45 minuti soporiferi sul piano dell’atteggiamento. Ed è un bene che Spalletti l’abbia portata a termine proprio contro il Bologna, e cioè in un match cruciale per la volata Champions. Gli ingredienti per l’ennesima frittata c’erano tutti tra lo stop del Como - diretta inseguitrice per il quarto posto - e quello ancor più clamoroso del Napoli… Non stavolta. Riecco la fame e l’agonismo delle prove con Genoa e Atalanta. Ma soprattutto, il pragmatismo di chi pare aver imparato a galvanizzarsi di fronte alle occasioni imprendibili. Di chi ha smesso di accontentarsi per guardare al futuro con ambizione e una ritrovata consapevolezza. Della serie: “sappiamo essere Juve con e senza Kenan”.

Boga si scopre prima punta

Come è riuscito Spalletti a insegnare una simile svolta terapeutica? Lavorando in direzione di un collettivo decisamente più democratico, che si sposta in blocco - per non dare punti di riferimento agli avversari - e che aggredisce lo spazio a ogni latitudine e non più solo ed esclusivamente sulla corsia di sinistra. I meriti, in questo senso, vanno ripartiti equamente. A cominciare dall’impatto straripante di Jeremie Boga arrivato tra il vociare - comprensibile - dei tifosi bianconeri in virtù della nomea di “vice Yildiz, e diventato in poche settimane un jolly offensivo estremamente efficace. Già 4 gol e 1 assist in 10 presenze in campionato. Tutte diverse tra loro - se vogliamo - per compiti e responsabilità. In assenza del duo Vlahovic-Milik e con un David ancora sottotono, Boga ha dimostrato più volte di avere il sufficiente spessore tecnico per agire anche da prima punta. Ruolo mai interpretato in carriera. E quando chiamato in causa sull’out di sinistra - come successo domenica all’Allianz al posto di Kenan - di avere gamba, intelligenza tattica oltre a una grande abilità nell’uno contro uno.

Così la Juve è tornata a ruggire

Un colpo da 90 inaspettato, per gli standard tristi a cui ci ha abituato il mercato invernale di Serie A, ormai prossimo alla conferma, dal momento che la dirigenza juventina ha già messo in preventivo di esercitare in estate con il Nizza l’opzione per il diritto di riscatto a 4.8 milioni di euro. Ma, dicevamo, la guarigione della Juve va ben oltre l’exploit dell’ivoriano, e va ricondotta pure: alla crescita di Conceiçao, sempre più concreto negli ultimi 30 metri; all’evoluzione di Kalulu, diventato a tutti gli effetti un incursore dall’ottima pericolosità, come certificano i 7 assist stagionali (record di sempre in carriera); e alla duttilità di McKennie. Un vero e proprio passe-partout tattico. Lo statunitense con Spalletti ha imparato a interpretare almeno 4 ruoli diversi nel corso dello stesso match: contro il Bologna, per intenderci, è partito in mediana al fianco di Locatelli per poi essere dirottato prima sulla fascia destra, poi a trequarti alle spalle di David e infine a sinistra al posto di Boga. Il segnale al campionato, con il secondo posto che all’improviso dista solo più tre punti, è un ruggito di salute: la guarigione è iniziata.

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