Buffon si è raccontato a 360 gradi al Guardian. L'ex portiere qualche giorno fa è stato all'Allianz Stadium per il tributo all'ex compagno Manninger, scomparso a seguito di un tragico incidente stradale. La leggenda bianconera ha toccato diversi temi dal suo ritiro, fino ai Mondiali del 2006 e la pagina di Calciopoli, ma anche sull'ultimo ruolo occupato con la Nazionale e i problemi del calcio italiano.
Buffon e il ritiro
Buffon sul ritiro dal calcio giocato: "Ora provo emozioni molto contrastanti perché, da un lato, ho sentito che era la scelta giusta. Quindi ero felice di concludere il mio percorso. Ma dall’altro lato ovviamente avevo dei timori perché da quel momento in poi, dopo quasi trent’anni, sapevo che la mia vita sarebbe stata completamente diversa. No! Non mi manca affatto giocare. Sono convinto che fosse il momento giusto per smettere, ma provavo queste emozioni. E poi mi sono reso conto che, all’improvviso, la mia vita era cambiata. Ora vivo in modo diverso, più tranquillo. Ma ho imparato ad accettarlo e ad andare avanti".
Calciopoli e la Juve in B
"Ci sono due cose di cui sono particolarmente orgoglioso - ha detto Buffon -. La prima è la longevità e la continuità delle mie prestazioni ad alto livello. La seconda è il legame con i miei compagni di squadra, con la nostra intesa in campo: è uno dei modi più belli di lavorare e giocare insieme". E sulla miglior stagione della carriera Buffon risponde: "Quella del 2002-03, quando ero in forma smagliante, una sensazione che ho provato anche nel 2006 ai Mondiali… in quei momenti sembra che tutto sia perfettamente a posto, ti senti quasi onnipotente e hai la percezione di essere imbattibile. Mi sentivo invincibile, ma il flusso di energia e la lucidità mentale sono molto difficili da spiegare. Non so cosa succeda dentro di te, ma vedi tutto con estrema chiarezza". Su Calciopoli e la retrocessione della Juve in B: "Non fu facile trovare la calma e la serenità per concentrarci sulla nostra priorità, ovvero giocare i Mondiali al meglio delle nostre possibilità. Ma la vera differenza è che, quando ti guardi allo specchio, ti rendi conto di non essere un bugiardo. Sei fedele a te stesso. Sapevamo di non aver fatto nulla di male. Stavamo pagando un prezzo inspiegabile, ma l’ingiustizia ha tirato fuori il meglio di noi".