Aldo Serena, chi ha più da perdere domenica tra Milan e Juventus? «Direi il Milan. Nelle ultime uscite - compresa la vittoria con il Verona - mi è sembrata una squadra davvero in difficoltà. Non comanda la partita e non dà mai l’impressione di saper mettere sotto l’avversario con violenza. La Juventus, invece, dall’arrivo di Spalletti, ha imparato a farlo. Motivo per cui il canovaccio del match dovrebbe vedere i bianconeri all’attacco, con un pressing costante nella metà campo avversaria e, viceversa, un Milan che si chiuderà a riccio per provare a sfruttare le ripartenze».
Un problema che accomuna entrambe dall’inizio della stagione è l’assenza della punta. «Direi proprio di sì. Fullkrug e Gimenez non si sono riusciti a inserire bene, e i vari Pulisic e Leao sono incappati - forse - nel loro peggior anno in rossonero. Hanno reso al di sotto delle loro capacità pur essendo quelli su cui Allegri puntava per scardinare le difese avversarie».
Juve e Milan, le differenze
C’è chi crede che dietro la crisi delle punte rossonere ci sia proprio l’idea di calcio di Allegri. «Il fatto è che il suo modo di giocare contemplerebbe una punta di un determinato tipo. Fullkrug per poter rendere avrebbe bisogno di due esterni che lavorino per lui e che gli servano cross a profusione. Gimenez pure, perché non sa inventarsi il gol a 30 metri dalla porta. Max in rosa avrebbe due frecce come Leao e Pulisic, ma gli manca l’arco per scoccarle...».
La differenza tra Juve e Milan è che i bianconeri sono riusciti a trovare i gol altrove... «E questo soprattutto grazie a all’abilità nell’uno contro uno di Chico e Yildiz e agli inserimenti di McKennie. Un profilo sorprendente: non sai mai da dove arriva ed è pure prezioso in fase difensiva. A memoria, se ripenso a quando giocavo io, non mi viene in mente un calciatore così eclettico».
