Pierre, un po’ come Pietro, quella pietra sulla quale Spalletti sta costruendo la difesa della sua Juve. Coi riferimenti biblici ci fermiamo qui, ma senza voler offendere nessuno il paragone regge. E pensare che domani il francese ritroverà a San Siro la squadra che in Italia lo ha lanciato e che poi lo ha deciso di lasciarlo andare, senza perseverare nella costruzione di un muro difensivo partendo da Pierre. Certo, il Milan si è consolato con una bella plusvalenza dalla vendita del giocatore. Quando lo avevano preso in scadenza dal Lione, i rossoneri avevano sborsato solo 480 mila euro di indennizzo, con Kalulu che era un giovane di belle speranze e nulla più. Il suo addio ha portato nelle casse del club di via Aldo Rossi quasi 20 milioni di euro tra prestito alla Juve e riscatto. Va detto, però, che in bianconero il difensore è tornato a essere quello della sua stagione migliore sotto alla Madonnina. Quella che con Stefano Pioli in panchina aveva condotto i milanisti alla conquista dello scudetto del 2022. Kalulu era stato protagonista assoluto, formando con Tomori un duo praticamente insuperabile. Entrambi veloci, entrambi abili quando c’era da duellare con gli attaccanti avversari - e Pierre aveva fatto persino perdere protagonismo a Kjaer, vero senatore della difesa di quel Milan. Dopodiché quell’annata non è stata replicata e nel 2024 Kalulu ha sposato il progetto Juve. Col Milan che sembrava soddisfatto. Almeno finché l’avvento di Spalletti non ha fatto venire qualche rimpianto pure ai rossoneri.
Totem bianconero
Kalulu alla Juve è diventato come il pane, che sulla tavola c’è sempre. Ecco: il francese in questa stagione è sempre stato in campo - squalifiche a parte - e da quando è arrivato in panchina Spalletti ancora di più. C’è un grande feeling tra i due, col francese che è diventato uno dei fedelissimi del tecnico anche nello spogliatoio. Anche perché l’allenatore può utilizzare Kalulu in più ruoli, tanto alla fine il risultato non cambia. Se Spalletti sceglie la difesa a tre, l’ex milanista può essere il braccetto di destra dietro, o nel caso può anche essere avanzato come quinto sull’esterno, sempre a destra. Se invece c’è da giocare a quattro, di nuovo: Kalulu può essere schierato come uno dei due centrali oppure può coprire la casella del terzino destro - e infatti era stata questa sua capacità di adattamento a farlo esplodere nel Milan di Pioli.
Rinnovo di contratto
Buono per un sacco di ruoli e affidabile. Cosa si può pretendere di più? Sei assist tra campionato e Champions (quattro in Serie A, due in Europa), per esempio. Oppure i due gol segnati in campionato, a Pisa e contro la Lazio. Spalletti lo ha rigenerato pure sotto l’aspetto della produzione offensiva, insomma.
Alla luce del rendimento super che sta avendo sotto la guida del tecnico toscano, per Kalulu si stanno facendo anche dei ragionamenti circa il rinnovo del contratto che lo lega alla Juve. Niente fretta, perché il contratto in essere del difensore è in scadenza nel 2029. La dirigenza bianconera, però, starebbe pensando di premiare l’impegno e il rendimento del ragazzo, prolungando di un anno l’accordo tra le parti, con un adeguamento dell’ingaggio - attualmente Kalulu percepisce 2.4 milioni di euro a stagione.
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