TORINO - Si chiama Sergio Conceiçao, proprio come papà. Ha 29 anni, di mestiere fa il laterale destro dell’Ael Limassol, a Cipro. Per lui 102 partite, con 17 gol e 30 assist: non proprio una banalità. Miglior terzino destro del torneo per distacco, considerando quanto partecipi alla manovra offensiva. È il primo dei quattro fratelli Conceiçao, tutti calciatori (Rodrigo gioca in Portogallo nel Tondela e Moises all’Amarante). Ma c’è soprattutto Chico, che stasera sfiderà il Milan guidato da suo papà nella passata stagione.
Sergio, quali ricordi la legano ancora all’Italia? «Intanto ho imparato prima l’italiano del portoghese. I primi ricordi iniziano dal 1998, quando papà si è trasferito a Roma, che è la mia seconda città dopo Oporto. Ho qualche flash di quando era all’Inter e poi il ritorno alla Lazio, con Mancini allenatore. So ancora tutte le canzoni dei tifosi biancocelesti».
Sogna ancora la Serie A? «Mi piacerebbe, sì. Ho lavorato con Tramezzani e Camoranesi a Cipro: mi hanno parlato tanto della Serie A, per cui sarebbe proprio bello venire da voi. Per qualsiasi difesa a tre sarei perfetto».
Camoranesi le ha parlato della Juve? «Il mister è una delle persone migliori che abbia mai conosciuto nel mondo del calcio. Ha sperato in tutti i modi che riscattassero Chico dal Porto: detto da uno come lui, che tra l’altro giocava in una posizione simile a quella di mio fratello, vale doppio per il suo vissuto».
La crescita di Chico Conceiçao alla Juventus
Quant’è cresciuto suo fratello Chico da quando è approdato a Torino? «Finora ha avuto un’evoluzione fantastica: è un giocatore che, al di là delle sue qualità, dà veramente tutto. È un vizio di famiglia, un insegnamento che deriva da nostro padre. Piano piano arriverà ai livelli che desidera, è in uno dei migliori club del mondo».
Ci faccia capire: lei è il primo di cinque figli, sua madre è circondata da calciatori degni eredi di un papà, Sergio, che da anni allena. Nella chat di famiglia c’è spazio per qualcosa di diverso dal calcio? «Abbiamo due chat: una con tutti, l’altra dove ci siamo soltanto noi fratelli, lì ci diciamo tutti i segreti (ride, ndr). Siamo tutti calciatori, è vero, ma siamo persone normalissime: viviamo solo tutti distanti, ma siamo cresciuti insieme. Papà ci ha portato ovunque: fino ai 17 anni ho cambiato 13 città».
Il cognome Conceiçao è stato un aiuto o una pressione in più? «Devo essere sincero: all’inizio è stato un peso per me, un freno. Mi ha penalizzato, ho subito un po’ il pregiudizio delle persone, soprattutto in Portogallo. Quando ero piccolo non è stato semplice, ma quando cresci, inizi a fregartene del giudizio degli altri».
Analisi di Milan-Juve e il passato al Milan di Sergio Conceiçao
Passiamo a Milan-Juve, partendo dai trascorsi di suo papà al Milan. «Avrebbe meritato più tempo. In sei mesi ha giocato due finali: una l’ha vinta, l’altra non meritava di perderla. In campionato, da quando è arrivato lui, avrebbe chiuso quinto. I problemi che aveva mio padre sono gli stessi del Milan di quest’anno, mi dispiace perché se avesse cominciato la stagione credo che sarebbe andata diversamente».
Pensa che suo padre sia stato poco supportato al Milan? «Allegri è un grandissimo allenatore, tra i migliori in Italia e in Europa. Ma i difetti da un anno all’altro sono più o meno gli stessi. Forse il problema del Milan non è il tecnico, semplicemente. Papà in sei mesi ha fatto un buon lavoro: da quando è arrivato ha giocato praticamente sempre ogni tre giorni, il tempo che ha avuto per allenare è stato poco. Non venne aiutato così tanto dalla società: a gennaio cambiarono tantissimi giocatori, forse troppi».
L’influenza di Spalletti su Chico Conceiçao
La Juve arriva meglio alla sfida di stasera. Quanto sta incidendo Spalletti nella maturazione di suo fratello? «Hanno un ottimo rapporto, Spalletti ha dimostrato grandissima fiducia nei confronti di Chico. Si sente anche responsabilizzato: sta bene, è felice e ora vuole compiere l’ultimo definitivo step di crescita».
Francisco pregusta una Juve da scudetto per l’immediato futuro? «Sì, per me possono competere per vincere l’anno prossimo: la Juve deve sempre lottare per i livelli più alti, con Spalletti partono da un’ottima base».
Ci rassicuri: Chico resterà a Torino? «Ma certo, ha un contratto, no?».
Ieri Fernando Llorente a Tuttosport ha detto che finirà 0-1, con gol di Chico. «Dove devo firmare? Sarebbe bellissimo».
Chiudiamo pensando alla prossima stagione. Quanto tifate per l’arrivo di Bernardo Silva alla Juve? «Al City ha dimostrato di essere tra i migliori al mondo: se andasse alla Juve aiuterebbe tantissimo la squadra».
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