Cessioni Juve: tutti i nomi in bilico, le scelte di Spalletti e la decisione che anticipa il mercato

Da Cabal e Adzic a Gatti e Zhegrova: le possibilità di conferma o partenza dei giocatori meno utilizzati dall'allenatore bianconero

TORINO - A un certo punto, ecco, bisognerà pur prendere una decisione. Cioè: dare una direzione al mercato, in particolare quello in uscita. L’importanza è duplice e la sensazione è che possa esserci una vera e propria scrematura da fare, così da alzare il livello, così da accontentare Spalletti sul prossimo mercato. A prescindere dalla prossima Champions League da conquistare, la Juve ragionerà su quel che si potrà recuperare, tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista strettamente legato agli uomini. Per capirci: chi ha giocato meno sin dal ritorno con il Galatasaray, da quando dunque le settimane si sono sostanzialmente allungate, si può considerare parte fondamentale di questo progetto? Impossibile dare una risposta adesso, più semplice ipotizzare che questi dubbi diventeranno il tema centrale delle discussioni alla Continassa, dove ufficialmente la testa è solo sul finale di stagione, però allo stesso tempo e allo stesso modo i piani iniziano a suddividersi per importanza. Quello “A” vede una rivoluzione ragionata con i fondi europei; quello “B” sarebbe un vero e proprio rifinanziamento interno, con le cessioni a prendersi almeno la stessa scena che solitamente è destinata al mercato in entrata.  Un passo alla volta, comunque. E una situazione per volta, pure. Perché ogni giocatore ha una sua funzionalità e comunque mettere su una squadra resta sempre un delicato gioco a incastro.

Cabal, Adzic e disastro Openda

Uno degli obiettivi inizia da uno zero incasellato alla voce “minuti post Gala”: è quello di Cabal, il cui destino si lega inoltre a quello di Cambiaso, altro giocatore molto chiacchierato in uscita. Sull’out mancino, alla Juve, piace Bernasconi e non è più una novità: ma un altro terzino è necessario, e per di più occorrerà anche con i gradi di titolare, decisamente pronto per fronteggiare una stagione da cinquanta partite se tutto andrà come deve. A quota zero è finito anche Adzic, che ha rifiutato il prestito a gennaio per prendere uno spazio mai venutosi a creare: il montenegrino partirà, perché per quanto possa piacere a Spalletti, quella “grande scocca” non gli garantirà possibilità d’incidere, e nemmeno più concretamente possibilità di mettere piede in campo. Certo, lui non sarà mica un problema: prestito o cessione, in qualche modo si farà. L’unica strada è solamente quella di Lois Openda, formalmente il colpo più oneroso dell’ultimo calciomercato e sul rettangolo verde appena 7 minuti negli ultimi due mesi. Un colpo disastroso, senza possibilità di rivedere il giudizio in appello, che finirà con la partenza in prestito dell’attaccante belga, il cui profilo desta curiosità in Inghilterra e piace parecchio in Francia. Staremo a vedere.

Esterni, difesa e l'ultimo della lista

Come vedremo la scelta finale di Filip Kostic, lui in campo per poco più di 20 minuti: ha il contratto in scadenza a giugno e l’avrebbe rinnovato volentieri, ma a 33 anni ascolta attentamente proposte e inizia a valutare un ultimo, grande contratto da strappare. Magari pure in Serie A, dove ad esempio rimarrebbe col sorriso Zhegrova. Ecco, lui è in dubbio. O meglio: proprio sospeso. A San Siro non ha inciso, le potenzialità ci sono eppure non esplode. In gergo scolastico: bravo, talvolta bravissimo, tuttavia difficilmente s’è visto applicato. Dunque? Solitamente, quand’è così, lieto fine piuttosto complicato. Il kosovaro ha messo insieme 52 minuti dal Gala a qui, oggettivamente pochi, però tutto sommato giusti, in particolare per la grande crescita di Conceiçao. Anche questo è un tema: alcuni sono diventati insostituibili. Come Chico, appunto. Come Kelly in difesa, per esempio: per questo motivo, Gatti, pur autore del gol di Roma - che ha tutte le chance di diventare quello dell’anno - si è dovuto accontentare di 92 minuti in 60 giorni. Praticamente una partita intera. Inevitabilmente, ha iniziato a guardarsi intorno. Inevitabilmente, lo farà pure la Juve, che rimane alla ricerca di 30 milioni entro fine giugno per far respirare il bilancio. Per questo motivo, da ieri, l’aria attorno alla Continassa è un po’ più leggera, perché a San Siro sarà arrivato un pari, ma nelle stanze delle decisioni è stata vittoria juventina: il Consiglio federale ha ufficializzato le date della prossima campagna trasferimenti, che inizierà stavolta il giorno 29 giugno e terminerà il 1° settembre alle ore 20. Cosa vuol dire? Che c’è tempo per iscrivere una cessione qualche ora prima della chiusura dell’esercizio corrente. Per allora, la Juventus conta d’aver risolto un po’ di dubbi interni, a tratti pure esistenziali. L’ultimo della lista, Fabio Miretti, il cui equivoco non è stato risolto: ha messo insieme 95 minuti di gioco, sarebbe un incasso non da poco, specialmente per dar sollievo al bilancio.

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