Fischi allo Stadium per la Juve. I bianconeri non riescono ad andare oltre al pareggio contro il Verona, già retrocesso, e perdono un'occasione importante per allungare sulle inseguitrici e agganciare il Milan in classifica. La formazione allenata da Spalletti va sotto nel primo tempo: errore di Bremer che regala la palla all'Hellas e poi Bowie supera Di Gregorio. Nella ripresa il tecnico mette in campo Vlahovic al posto di Thuram ed è proprio Dusan a firmare l'1-1 su calcio di punizione. Al termine della gara è proprio l'allenatore di Certaldo ad analizzare la prestazione della sua squadra.
Spalletti: "Jolly? Io non gioco a carte"
Spalletti parla così a Dazn: "Se vi siete giocati anche voi il jolly come ha detto Allegri? Io non gioco a carte e non vado al Casinò e cerco di allenare meglio di quello che ho fatto fino a questo momento. Per andare a giocare con i migliori bisogna ogni giorno guadagnare qualcosa. Non posso andare avanti con le frasi dell'inizio, devo far fare qualcosa di meglio". Poi l'analisi sul match: "Ogni tanto si diventa poco roba. Non si può controllare tutto, ma ci sono momenti in cui bisogna mantenere la lucidità e quel livello di esucuzione che ci vuole. Abbiamo controllato quasi tutto in questa partita, abbiamo fatto tutto da soli. Quello che è successo oggi non dovrebbe succedere, ma non ce lo dobbiamo portare dietro. Si va a casa e si fa un esame di coscienza e si diventa più critici nei nostri confronti".

Vlahovic e l'atteggiamento Juve
L'allenatore continua: "Se servirebbero più Vlahovic come atteggiamento? Noi siamo una squadra di ragazzi sensibili, per bene. Spesso abbiamo parlato della grande amicizia. Quando bisogna metterci più carattere è chiaro che non è la vera nostra caratteristiche. Però le situazioni le abbiamo avute, siamo arrivati lì a passarci la palla 4 o 5 volte e si è scelto male, con l'uomo libero a sei metri dalla palla. Poi due o tre episodi ci hanno girato le spalle". A chiudere: "Bisogna fare gol quando capitano queste situazioni. A noi manca un po' il centrocampista che sbaraglia, che va a prendere palla dentro l'angusto. Abbiamo sopperito tirando un po' più dentro gli esterni nell'uno contro uno, con l'intuizione di McKennie che si va a mettere in zone d'ombra dove non viene trovato neanche dai radar".