Pagina 4 | Spalletti e il flop Juve col Verona: "Nella palude ci manca qualità, si è fatto tutto da soli"

Fischi allo Stadium per la Juve. I bianconeri non riescono ad andare oltre al pareggio contro il Verona, già retrocesso, e perdono un'occasione importante per allungare sulle inseguitrici e agganciare il Milan in classifica. La formazione allenata da Spalletti va sotto nel primo tempo: errore di Bremer che regala la palla all'Hellas e poi Bowie supera Di Gregorio. Nella ripresa il tecnico mette in campo Vlahovic al posto di Thuram ed è proprio Dusan a firmare l'1-1 su calcio di punizione. Al termine della gara è proprio l'allenatore di Certaldo ad analizzare la prestazione della sua squadra.

Spalletti: "Jolly? Io non gioco a carte"

Spalletti parla così a Dazn: "Se vi siete giocati anche voi il jolly come ha detto Allegri? Io non gioco a carte e non vado al Casinò e cerco di allenare meglio di quello che ho fatto fino a questo momento. Per andare a giocare con i migliori bisogna ogni giorno guadagnare qualcosa. Non posso andare avanti con le frasi dell'inizio, devo far fare qualcosa di meglio".  Poi l'analisi sul match: "Ogni tanto si diventa poco roba. Non si può controllare tutto, ma ci sono momenti in cui bisogna mantenere la lucidità e quel livello di esucuzione che ci vuole. Abbiamo controllato quasi tutto in questa partita, abbiamo fatto tutto da soli. Quello che è successo oggi non dovrebbe succedere, ma non ce lo dobbiamo portare dietro. Si va a casa e si fa un esame di coscienza e si diventa più critici nei nostri confronti".

Vlahovic e l'atteggiamento Juve

L'allenatore continua: "Se servirebbero più Vlahovic come atteggiamento? Noi siamo una squadra di ragazzi sensibili, per bene. Spesso abbiamo parlato della grande amicizia. Quando bisogna metterci più carattere è chiaro che non è la vera nostra caratteristiche. Però le situazioni le abbiamo avute, siamo arrivati lì a passarci la palla 4 o 5 volte e si è scelto male, con l'uomo libero a sei metri dalla palla. Poi due o tre episodi ci hanno girato le spalle".  A chiudere: "Bisogna fare gol quando capitano queste situazioni. A noi manca un po' il centrocampista che sbaraglia, che va a prendere palla dentro l'angusto. Abbiamo sopperito tirando un po' più dentro gli esterni nell'uno contro uno, con l'intuizione di McKennie che si va a mettere in zone d'ombra dove non viene trovato neanche dai radar".

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Spalletti: "Bisogna prendere atto di quanto succede"

L'allenatore poi parla anche a Sky: "Rabbia? Bisogna sempre prendere atto di quel che succede, andare ad analizzare le cose e poi cercare di migliorare per le prossime partite perché sono quelle che contano. Questa non l'abbiamo vinta, chiaro che c'è dispiacere e rammarico, purtroppo nel calcio succede così. Non siamo stati fortunati perché poi con un po' più di lucidità la partita la potevamo mettere sotto controllo, anche se non si può controllare tutto, alcune cose ti sfuggono, però pi rimanere lucidi nei momenti che contano è una qualità che fa il grande calciatore perché si sanno individuare quei momenti dove ci vuole il massimo dell'applicazione, della concentrazione. Abbiamo iniziato bene la partita, loro si sono messi bassi giustamente, siamo andati ad insidiare qualche volta però non siamo stati bravi a forzarla e a incastrarsi bene, a soffocare ogni volta che si perdeva palla. Gli si è permesso qualche volta di uscire e di creare ripartenze che ci han costretto a fare corse un po' lunghe poi abbiamo concesso con delle leggerezze il gol e diventa tutto più difficile perché si diventa nervosi e si ha timore di non farcela anche prima di iniziarla la partita e quando ti vedi sotto ti crolla il mondo addosso...".

"Accompagnati dalla partita facile"

E continua: "Siamo stati accompagnati da questa cosa della partita facile, cerchi di mantenere il livello alto per quello che serve in queste gare e poi diventi un po' più piccolo rispetto a quelli che siamo perché alcune volte si diventa ragazzi nel modo di stare in campo, si sbagliano cose troppo banali per il livello poi si fanno delle grandi giocate e ti meriti di vincere per quanto fatto nel secondo tempo. Li abbiamo tenuti lì nella loro area di rigore poi però bisognava vincerla. Dove deve migliorare la Juve? Ci sono delle caratteristiche che creano la cornice ai calciatori. Noi abbiamo Bremer e Kelly che sono due grandi difensori da un punto di vista comportamentale e di qualità individuale, sono due che nel duello, nella forza, nel difendere hanno tutto il meglio, magari nell'impostare e creare la situazione importante concedono qualcosa, non è proprio la loro caratteristica. Sono qualità e dobbiamo conviverci. Ci manca, in una partita come quella di stasera, il trequartista bravo a giocare nello stretto perché lì diventa una zona paludosa, davanti alla loro area di rigore. Poi quando non ti riescono delle cose vai a provare a far qualcosa di più e vai a forzare qualche giocata che invece devi essere naturale di farla scorrere e di andare alla volta successiva, tu riperdi palla lì dentro e aumentano nervoso e difficoltà. Siamo fatti così, si fa una partita difficile come quella di stasera e poi se ne fa una bellissima quando è più complicata".

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Spalletti e le parole di Sogliano

L'allenatore bianconero poi commenta la prova dell'attacco: "David è un calciatore di manovra, di palleggio, di far entrare gli altri in porta con il fraseggio, con la qualità nel gioco dello stretto. Non è uno sfondatore dentro l'area di rigore, se sei un po' più offensivo bisogna per forza tu vada a randellarla dentro perché poi loro si mettono chiusi dentro l'area. Da un punto di vista di caratteristiche le avevamo in campo, poi Yildiz non è al meglio della forma. Miretti ci ha provato col tiro da fuori ma non gli è partito bene. C'era anche un po' la ricerca di far stare Dusan in area e di mettergli due uomini sotto che gli girano e utilizzare il fraseggio, mantenendo i due aperti per l'uno contro uno. Ci manca un po' di qualità vera nell'angusto, nella palude della trequarti, nello spazio tra difensore e centrocampisti avversari poi anche Dusan ha iniziato ad andare un po' a giro quando doveva stare lì. La partita noi l'abbiamo fatta e si meritava di vincere, non ci è girato niente a favore". A chiudere sulle parole di Sogliano: "Non ho capito bene cosa volesse il direttore (Sogliano ndr), quello che ha spiegato, l'andrò a guardare bene quello che Sogliano vuole e poi gli rispondo quando lo ritrovo. Noi non ci siamo mai alzati dalla panchina. Ogni volta per un fallo stavano in terra trenta secondi, per un rinvio hanno usato tutto il tempo massimo e non gli si è mai detto niente. Hanno fatto un punto meritato ma non ho capito bene cosa volesse".

Spalletti: "Ci sono diversi aspetti positivi"

Spalletti in conferenza parla delle prossime partite decisive: "Lo sono ancora di più, certo. Abbiamo buttato via tantissima roba che adesso bisogna riprendere in situazioni più difficoltose di questa. Eravamo in casa davanti al nostro pubblico, avevamo entusiasmo, non siamo riusciti a portarla a casa. Non cambia moltissimo ma qualcosa cambia, bisogna giocarsi il risultato di oggi in altre gare". Sugli aspetti positivi e il gol di Vlahovic: "Ci sono tante cose positive, non solo il suo gol. Ha fatto vedere il suo carattere forte quando è entrato, come ha finito la squadra perché bastava un soffio di vento per buttarla dentro. La squadra è in condizione positiva perché avevamo messo tutto nelle condizioni di poter fare questo assalto giocando la partita in 20 metri però poi non si è fatto gol. Ogni tanto bisogna andare a fare le sintesi che dovevamo vincere punto e basta"

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"Questi momenti ci capitano": l'analisi di Spalletti

Il tecnico della Juve continua: "Purtroppo questi momenti ci capitano. Si diventa un po’ meno esecutivi, non voglio dire superficiali, si diventa un po’ ragazzi. Se gli altri son bravi a sfruttarli ci mettono in difficoltà. Per quanto mi riguarda, conosco queste dinamiche, son stato tutta la settimana a evidenziare i pericoli di una partita del genere. Tutti coloro che ti vogliono ‘fregare’ ti dicono che è già vinta ma niente è vinto nel calcio, devi portarlo a casa con applicazione e controllo. Devi stare bello sveglio altrimenti ti capita l’imprevisto, han tirato in porta tre volte. Magari non glielo fai gol ma la mantieni lì nelle possibilità di farlo e poterla vincere. Nel primo tempo si è giocata una buona gara ma la loro rete ci ha incasinato e reso frenetici a livello di testa, non di giocate. Quando gli altri si abbassano così tu per forza rischi di perderla qualche palla, quindi devi essere più paziente. Yildiz aveva speso molte fatiche nella partita, non l’abbiamo tenuta in mano nel territorio dove andiamo a perdere palla. Questo ci ha costretto a buttare via fiato che poteva essere speso in un’altra maniera. Poi quando ti vuol dire rogna ti dice rogna. Ora pensiamo alla prossima".

La maturità Juve

A chiudere sul discorso della maturità: "Noi siamo maturi. Ma siamo maturi nell’essere bravi. Siamo buoni, tranquilli di farcela. Non basta quello che ho e quello che so: siamo in un momento fondamentale, a lottare per qualcosa di unico e importantissimo. Non mi bastano più quelle cose, ci devo mettere qualcosa di diverso e non ci riusciamo. Si passa sempre attraverso la nostra qualità umano, di essere un gruppo di grandissimi bravi ragazzi. Ti possono togliere dai pasticci queste qualità umane, però poi fanno più fatica a farti venire il ghigno e a non subire quella che è la casualità di un episodio. Ci vuole un po’ a reagire, vai alla volta successiva. Noi alla prossima partita ci giocheremo la Champions, con questa non si va più".

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Sogliano al veleno: "Una squadra forte si lamenta dell'arbitraggio"

Sogliano a Sky: "Salutiamo la Serie A, ma pensa che testa ho io, sono stato espulso anche oggi, perché ho visto delle cose che non mi piacciono. Noi vogliamo parlare di cultura, poi ecco perché non andiamo ai mondiali. Anche contro una squadra retrocessa io mi sento dire delle cose che non voglio ripetere perché dopo dovrei smettere di lavorare per dire ciò che penso. Ma dai, una squadra forte, una grande società che si lamenta di un arbitraggio! A momenti la palla la buttavano dentro i tifosi (della Juve ndr). Il Verona ha avuto orgoglio, doveva orgoglio ai propri tifosi e ha portato a casa un punto. Se uno viene espulso perché si arrabbia per determinate cose... Filmate le due panchine e vedete. Siamo ancora nella cultura... Altro che parlare di VAR. Mi dispiace dire questo, ma lo dico da retrocesso. Vi saluto, tanto non interessa a nessuno quello che dico, però voi siete delle persone per bene. Futuro? Non mi interessa dire cosa farò. Mi interessa andare a casa e aver dimostrato ai nostri tifosi che nonostante la retrocessione siamo persone con orgoglio".

Sogliano e il rammarico del Verona

Il direttore del Verona parla anche a Dazn: "Il mio rammarico non è il pareggio. Noi veniamo da tre salvezze miracolose, oggi non ci siamo riusciti. La stagione è stata allucinante per tante cose che sono succese. Il pareggio di oggi interessa per l'orgoglio e anche per i nostri tifosi. Abbiamo dimostrato contro una grande squadra e società come la Juve che non ci manca l'orgoglio. Che vuol dire che è stata una stagione assurda? Abbiamo avuto dinamiche difficili da superare tra crociati, punti non raccolti e colpe nostre. Sono stato espulso perché ero arrabbiato per situazioni di campo, ma dobbiamo lavorare di mentalità. Bisogna portare rispetto a una squadra che è venuta qui da retrocessa. Io non parlo mai di arbitri, però voglio rispetto per la società e la gente di Verona e oggi ce ne è stato poco".

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"Questi momenti ci capitano": l'analisi di Spalletti

Il tecnico della Juve continua: "Purtroppo questi momenti ci capitano. Si diventa un po’ meno esecutivi, non voglio dire superficiali, si diventa un po’ ragazzi. Se gli altri son bravi a sfruttarli ci mettono in difficoltà. Per quanto mi riguarda, conosco queste dinamiche, son stato tutta la settimana a evidenziare i pericoli di una partita del genere. Tutti coloro che ti vogliono ‘fregare’ ti dicono che è già vinta ma niente è vinto nel calcio, devi portarlo a casa con applicazione e controllo. Devi stare bello sveglio altrimenti ti capita l’imprevisto, han tirato in porta tre volte. Magari non glielo fai gol ma la mantieni lì nelle possibilità di farlo e poterla vincere. Nel primo tempo si è giocata una buona gara ma la loro rete ci ha incasinato e reso frenetici a livello di testa, non di giocate. Quando gli altri si abbassano così tu per forza rischi di perderla qualche palla, quindi devi essere più paziente. Yildiz aveva speso molte fatiche nella partita, non l’abbiamo tenuta in mano nel territorio dove andiamo a perdere palla. Questo ci ha costretto a buttare via fiato che poteva essere speso in un’altra maniera. Poi quando ti vuol dire rogna ti dice rogna. Ora pensiamo alla prossima".

La maturità Juve

A chiudere sul discorso della maturità: "Noi siamo maturi. Ma siamo maturi nell’essere bravi. Siamo buoni, tranquilli di farcela. Non basta quello che ho e quello che so: siamo in un momento fondamentale, a lottare per qualcosa di unico e importantissimo. Non mi bastano più quelle cose, ci devo mettere qualcosa di diverso e non ci riusciamo. Si passa sempre attraverso la nostra qualità umano, di essere un gruppo di grandissimi bravi ragazzi. Ti possono togliere dai pasticci queste qualità umane, però poi fanno più fatica a farti venire il ghigno e a non subire quella che è la casualità di un episodio. Ci vuole un po’ a reagire, vai alla volta successiva. Noi alla prossima partita ci giocheremo la Champions, con questa non si va più".

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