Volendo sforzarsi ad ogni costo di guardare il bicchiere mezzo pieno, esiste persino un motivo valido per brindare al pareggio contro il Verona già retrocesso in Serie B. Una bestemmia, quando ti chiami Juve. Eppure, però, l’inconsistenza globale della squadra illumina le menti. O almeno fissa dei concetti chiave: per poter lottare per lo scudetto l’anno prossimo non bastano due o tre tasselli. Ricordate la ricetta per tornare a vincere dettata da Damien Comolli a febbraio, il giorno dopo l’eliminazione ai playoff di Champions League per mano del Galatasaray? Suonava così: “Ci serve continuità nell’allineamento, continuità nello stile di gioco e continuità con i giocatori che stanno mostrando quanto sono bravi con le prestazioni”. La proprietà è fondamentalmente d’accordo sui primi due aspetti, sul terzo no. Anche John Elkann, solitamente schivo di fronte a qualsiasi ambito che riguardi il campo, si è reso conto della realtà attuale: sono troppi i giocatori non all’altezza della Juve. Ecco perché in estate la continuità ventilata da Comolli, il cui ultimo mercato estivo oggi porta la società a ragionare pure sulle sue deleghe, potrà essere applicabile solo per qualche big: tra questi spiccano Yildiz, McKennie e Locatelli, i freschi di rinnovo.
Il rimpianto Malen e l'illusione di Comolli
Ma a Spalletti servono almeno 6 o 7 rinforzi. Titolari per antonomasia, giocatori che abbiano lo spessore per affrontare qualsiasi partita in Italia e in Europa, confidando che la Juve si affacci al palcoscenico più ambito senza doversi mangiare le mani per aver sbolognato Malen a Gasperini troppo frettolosamente. A bocce ferme - perché l’incertezza sulla Champions League ritarda inevitabilmente diverse manovre (vedi Bernardo Silva e Alisson) - la proprietà sa già dove mettere le mani.
Ed è ormai conscia che non basteranno dei puntelli, bensì una mezza rivoluzione ad un organico che ha perso 11 punti vitali contro le ultime sei di Serie A. Comolli confidava che bastassero soltanto il portiere e la punta per tornare a vincere. Il pari col Verona, di sicuro rivelatorio, non può che aver tolto le bende dagli occhi.
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