Bremer o non Bremer, la shortlist di Damien Comolli incomincia a prendere forma. E questo al netto dell’intricato gioco incastri che in estate potrà portare a una mini rivoluzione del reparto arretrato bianconero. Presto, però, per intavolare trattative o individuare l’eventuale via maestra. Prima, oltre alla qualificazione in Champions, c’è da capire chi varrà la pena tenere e chi invece sarà sacrificato per ringalluzzire le casse del club.
La ricerca di un difensore tecnico
Da qui, l’apparente incompatibilità tecnica tra i vari profili finiti sulla scrivania del neo ad juventino. Si spazia da interpreti - appunto - con caratteristiche alla “Bremer” - centrali fisici, spietati e abili nell’uno contro uno - ad altri più tecnici, di piede, a cui affidarsi in fase di costruzione per bucare la prima linea di passaggio. In sostanza, il compito che oggi spetta a Kelly: per distacco, il giocatore di movimento più bacchettato da Lucio nel corso dei vari match. E questo perché l’inglese - la cui crescita sul piano del rendimento resta fuori discussione - si limita troppo spesso al compitino, sacrificando la conduzione palla al piede in favore di giocate più semplici e telefonate. Sia chiaro, siamo ben lontani da qualsiasi forma di rassegnazione: Spalletti è ancora convinto di riuscire a smussare la timidezza dell’inglese per renderlo a tutti gli effetti un regista arretrato. Ma questo non significa che disegnerebbe l’arrivo in estate di un giocatore simile, di piede mancino. Specie se di esperienza, dal momento che potrebbe aiutare lo stesso Kelly a calarsi nella parte.
