"Sono le ultime due partite con la Juve?", Vlahovic risponde su futuro e Spalletti: "Non stavo bene e lui..."

Il serbo firma il gol più veloce della storia bianconera in Serie A e riflette sul futuro alla Continassa e sul rapporto con l'allenatore

Cosa si può fare in dodici secondi? Cambiare la propria storia, tanto per iniziare. Ma anche prendere la propria foga, trasformarla in una giocata da nove, segnare il gol più pesante di questo finale di stagione. E poi avere il lusso di non esultare: non perché sia normale, ma perché il messaggio era che ci fosse ancora tanto da fare, per lui come per la Juve. E comunque, poteva farlo solo Dusan in questa Juventus. Che ha avuto la possibilità dopo una settimana in cui non solo ha dimostrato a Spalletti di star bene, ma s'è preso pure la licenza di chiedere un'opportunità, per recuperare tempo e spazio. Lucio ha obbedito: non ha e non avrà altro nove all'infuori di lui. Per un attimo, il serbo ha messo via i ragionamenti sul rinnovo, al diavolo i discorsi sul futuro: contava solo il presente. E il presente l'ha liberato di un peso enorme, che s'è visto soprattutto sul secondo, rabbioso, pugno al cielo. Era fuorigioco, però il gesto è stato troppo emblematico per non lasciare strascichi, per non caricarsi di un significato: ha tante cose dentro, Vlahovic, e proverà a tirarle fuori una partita alla volta. Almeno finché ne avrà. “Non ho ancora la routine, non giocavo da tanto. L’importante è aver portato a casa i tre punti. Ora abbiamo altre due partite da vincere a tutti i costi e andiamo avanti così. Sta a noi: dipende da noi. Se vinciamo le prossime non c’è avere pressione. Dobbiamo pensare solo a questo”, ha raccontato subito dopo la partita.  

"Non stavo bene. Futuro? Vedremo"

Non ha alzato il tiro sul domani, non ha raccolto l'occasione per proporre un manifesto sul suo talento. Non ha nemmeno fatto mea culpa per le assenze oppure strizzato l'occhio al momento per ingraziarsi gli ultimi dubbiosi (e ce ne sono): semplicemente, Dusan è rimasto nel presente, e nel presente sarà pure oggi, mentre scaricherà le gambe come i pensieri, preparandosi alla partita più speciale, contro la "sua" Fiorentina. Se tutto filerà come deve, non ci sarà nemmeno il ballottaggio lì davanti.

Se ogni cosa si slegherà da intoppi, l'unico discorso da fare si legherà esclusivamente al tema contratto, ma a fine stagione: in fondo, ha l'ok su tutto, tranne che sui dettagli, che fanno arrabbiare la Juve e che tengono DV9 ancora sul filo, perché a vederlo così qualche altra squadra - anche le big d'Europa - può pensare di approfittarne. “La fiducia del mister la sento tantissimo. Cercherò di fare il massimo queste ultime due partite. Non stavo molto bene e lui mi dava sempre il supporto. Mi è stato vicino, aiutandomi. Mancano solo due partite con la Juve? Non lo so, vediamo…”. Per Spalletti, intanto, è tornato indiscutibile.

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