TORINO - Nel football americano lo chiamano kickoff, il calcio d’inizio, una situazione di gioco in cui può sempre succedere qualcosa, nel bene e nel male. Nel calcio, per anni, siamo stati abituati a considerarlo un semplice esercizio d’avvio delle ostilità con palla indietro per impostare un’azione standard. Però nel tempo qualcosa è cambiato, in un calcio che guarda sempre di più agli altri sport per ispirarsi nel trovare nuove soluzioni. In questo senso ciò che si è visto a Lecce non è stato frutto della casualità: certo, la difesa giallorossa presa alla sprovvista ha aiutato, ma dietro al gol lampo di Vlahovic, con 12 secondi il più veloce di sempre della Juve in Serie A, c’è una specifica volontà frutto di un mirato lavoro settimanale.
Vlahovic segna dopo 12 secondi: il piano studiato della Juve
E proprio la modalità dell’esecuzione del calcio d’inzio ha portato a sorprendere un Lecce non ancora posizionato, nonostante il tecnico Di Francesco avesse già notato la propensione bianconera a sfruttare la situazione attraverso schemi provati in allenamento. E infatti lo ha spiegato a fine partita: «Sorrido perché ho fatto vedere i calci d’inizio della Juventus due o tre volte e dicevo: “Dobbiamo essere pronti a difendere in maniera cattiva”. E poi prendiamo gol dopo 12 secondi...».
Ecco, Di Francesco lo aveva capito, anche perché da un po’ di partite la Juventus cerca di mettere in pratica ciò che sta provando in allenamento: un calcio d’inizio che non sia una rimessa in gioco, ma una ricerca di verticalità per andare subito a cercare la porta.
Lo schema della Juve: quattro tocchi e gol in 12 secondi
Quattro tocchi e una conclusione in 12 secondi: Locatelli appoggia per Yildiz che si allarga a destra e sventaglia in verticale per Koopmeiners che in qualche modo fa arrivare al pallone a Cambiaso che a sua volta pesca Vlahovic. Il resto è già un piccolo pezzo di storia che affonda le radici in schemi studiati dallo staff di Spalletti e provati in più occasioni: non sempre funzionano, ma quando riescono possono fare la differenza e al Via del Mare si è visto. Per di più, in tal senso, la ritrovata presenza di Vlahovic aiuta eccome: anche per costruire delle situazioni di gioco del genere, la figura del centravanti fisico tanto a gran voce invocata da Spalletti diventa ancora più fondamentale per avere la necessaria densità dentro l’area avversaria. Il lavoro quotidiano del tecnico di Certaldo e del suo staff non riguarda soltanto il kickoff: anche su altre situazioni di calcio da fermo la Juventus sta cercando nuove soluzioni, anche se per il momento i risultati non si vedono, specialmente sulle situazioni derivanti da calci d’angolo.
Ma in quei casi c’è da fare i conti con un maggior livello di attenzione degli avversari, pronti ad affrontare una situazione di campo strutturata: discorso diverso sul calcio d’inizio, quando le rivali rischiano di non essere ancora entrate in partita sia sotto il profilo tattico sia a livello mentale, come successo al Lecce. Tra le pieghe di questi dettagli, si infila il lavoro di Spalletti tra tagli e blocchi cestistici e una verticalità da football americano, appunto.
Gol più veloci: Vlahovic è solo all'ottavo posto
Un guizzo lampo e da record, quello di Dusan Vlahovic, in gol contro il Lecce a soli 12 secondi dal fischio iniziale. Il più veloce nella storia della Juventus in Serie A. Se guardiamo invece alla classifica generale del nostro campionato, la rete del serbo si piazza solo all’ottavo posto. Meglio di lui hanno fatto in ordine crescente: Jonathan Bachini, 11 secondi; Tullio Ghersetich, 11 secondi; Gianfranco Matteoli, 10 secondi; Marco Branca, 9 secondi e 48 centesimi; Hirving Lozano, 9 secondi e 28 centesimi; Paolo Poggi, 8 secondi e 36 centesimi; Rafael Leao, 6 secondi e 76 centesimi.
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