Vlahovic e quel segnale dalla... maglia: ecco il summit per il rinnovo Juve

Spalletti è stato chiaro, dalle scelte alle dichiarazioni. Al tavolo con la dirigenza si parlerà della distanza sulle commissioni e sui bonus alla firma

TORINO - E Dusan dov’è? Scorrendo tra le prime immagini della nuova maglia, vien difficile pure immaginarlo a indossarla. Poi arriva un video, una battuta a Bremer - “Avrei dato 9.5 come voto, ma con questo numero 3 sulle spalle diventa un 10” - e la sensazione che si fa più marcata: no, Vlahovic non è più l’uomo copertina, il simbolo da cui ripartire. E certo che giocano a sfavore il contratto in scadenza tra un mese e mezzo, i dubbi che sembrano un vulcano a riposo, la voglia di concentrarsi sul finale di stagione e l’impossibilità di farlo fino in fondo. Anche solo perché il futuro è dietro l’angolo. Allora, meglio prendere un giorno alla volta, far sì che certe cose tornino a scivolargli addosso - non era andata poi così giù la gerarchia sui capitani, e si parla di più di un anno fa -, e che magari non influiscano sui discorsi delle prossime ore, quando il serbo (con papà Milos) incontrerà la Juventus per trovare un’eventuale quadra sul contratto.

Juve, la nuova maglia

Che eventualmente sarà un biennale, cioè una tregua e giusto di un anno: a giugno tornerebbe tutto in discussione e pure per questo Dusan non può essere considerato un giocatore di domani, il volto del nuovo che avanza, per quanto abbia tratti un po’ rétro. Scelta particolare, del resto, quella della Juve: con Adidas ha scelto di reinterpretare “i simboli storici del Club attraverso una lente moderna e raffinata”. Missione compiuta, perché i primi commenti online e in giro per gli store sono stati di profonda condivisione in attesa del debutto già nel match con la Fiorentina. C’era bisogno, sì, di un tocco di passato. Pure solo per combattere l’ansia da futuro.

Vlahovic, i numeri

In questi giorni, oltre a gestire contratti e tentare di battere più strade sul mercato, il campo chiarirà pure il percorso della prossima stagione, se insomma sarà Champions League oppure no. Una differenza enorme. Si ripercuote inoltre nella scelta legata al domani di Dusan Vlahovic, uno abituato a far parlare il campo, e che dalla sua ha un numero particolarmente eloquente: 8 gol stagionali, tanti quanto quelli di David per la metà dei minuti giocati. Di Openda neanche a parlarne. Di Milik figuriamoci. Spalletti si è affidato a lui in questo finale per gusto - “quando ho firmato, ho chiesto alla società una punta fisica, senza la quale diventa difficile giocare” - e per necessità.

Rinnovo Vlahovic, la situazione

La stessa che ha Dusan di decidere, incidere, ribadire il proprio status all’interno di questa squadra. La quale no, non può fare a meno di DV9. In queste due partite come (probabilmente) in futuro: un altro Vlahovic andrebbe acquistato e la possibilità di dover fare a meno dell’ennesimo investimento inizia già ad alleggerire aria e portafogli. Insomma: anche se non ci sono tracce, sul futuro juventino di Vlahovic si continua a lavorare. Servirà uno sforzo, al di là delle foto. Servirà dirsi di volersi ancora e a tutti i costi, sebbene entrambe le parti - per ora - pare non abbiano intenzione di mollare.

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