C’è rabbia, incredulità e pure un filo di rassegnazione alla luce dell’ennesimo autogol progettuale di un sistema che non perde occasioni per mettere a nudo le proprie pecche. E, come spesso capita, a pagarne il prezzo sono i club. In questo caso, quelli ancora in corsa per un piazzamento in Champions League. Sì, perché se si dovesse davvero arrivare davanti al Tar del Lazio - in seguito alla decisione della Prefettura di Roma di spostare il derby lunedì sera per scongiurare problemi di ordine pubblico data la concomitanza con le finali degli Internazionali d’Italia - Juve, Napoli, Como e Milan rischierebbero di scoprire la data dei rispettivi match solo nella giornata di domani.
Serie A, cosa dice il regolamento
Nessuna chance, infatti, che possa essere spostato solo il derby di Roma. Lo impone il regolamento della Serie A: negli ultimi due turni di campionato le squadre che giocano per lo stesso obiettivo devono necessariamente scendere in campo in contemporanea, per evitare di “falsare” la regolarità del campionato. Da qui, la frustrazione legittima delle società, a cominciare proprio dalla Juventus, che non aveva certo bisogno di un simile caos alla luce di uno scontro cruciale, come quello con la Fiorentina.
