Preparazione atletica stravolta
E chi crede che tra scendere in campo alle 12.30 di domenica e farlo alle 20.45 del giorno successivo non vi sia - in fondo - alcuna differenza si sbaglia di grosso. Il medioevo è bello che finito: a questi livelli la preparazione (atletica e tattica) delle squadre è allergica all’improvvisazione. Va definita al dettaglio tempestivamente, per prevenire infortuni, ricadute fisiche e garantire una performance ai massimi livelli. Un giorno in più di lavoro a disposizione può cambiare radicalmente la gestione settimanale dei profili acciaccati. Giocare domenica alle 12.30 - per esempio - richiede l’impostazione di un programma all’insegna di carichi decrescenti, con una sveglia biologica e alimentare tarata su ritmi mattutini.
Spostare tutto a lunedì sera significa dover congelare la forma fisica per altre 32 ore. E se è vero che i bianconeri, a differenza della Fiorentina, non avranno il “cruccio” di doversi spostare geograficamente, è altrettanto vero che la Viola arriverà all’Allianz senza la pressione di dover fare il risultato a tutti i costi, data l’ormai matematica certezza della permanenza in Serie A.
