Quando menzioniamo Buffon tutti lo conosciamo per le sue gesta in campo con la maglia della Juventus o quella dell'Italia. Vittorie, trofei e la consacrazione di essere stato uno dei portieri più forti del mondo e che ha smesso a 45 anni, proprio lì, a Parma, dove tutto è iniziato da ragazzo. Quello che non conosciamo di lui, però, è il suo privato, compreso il suo rapporto coi soldi e l'intervista a 'Smash&Cash - Oltre il denaro' racconta proprio questo. L'ex portiere si racconta in un dialogo sul rapporto con il denaro e la libertà personale. Una filosofia di vita dietro una carriera sportiva importante.
Il rapporto con il denaro di Buffon
La prima domanda è quella sul rapporto con il denaro di Buffon legato alla famiglia: "Un rapporto sicuramente non stretto, perché io vengo da una famiglia sportiva e gli sport non erano quelli in cui si guadagna bene. Mia madre faceva atletica, le mie sorelle pallavolo. Si dava importanza ai soldi, ma veramente relativa. Non ho mai visto sperperare denaro per cose di poco conto. Solo il minimo indispensabile. Vedevo i miei molto disinteressati al discorso denaro. Io invece, da bambino, avevo la volontà di potermi regalare qualcosa: un ciocorì, un kinder, un estathé. Aspettavo con ansia sempre mia nonna che arrivava da Carrara e ci regalava mille lire a testa, a me e alle mie due sorelle. Un atto simbolico mer noi volevano dire tantissimo".
L'ambizione del denaro
E continua: "No, non ho mai avuto questo spasmo. Per me il denaro è sempre stato relativo. Ho giocato per tantissimi anni guadagnando tanti soldi senza mai avere problemi contrattuali con le società, perché la mia vera soddisfazione era giocare a calcio, quelle erano emozioni impagabili. Tornavo a casa e pensavo: ‘Madonna, pensa te… mi pagano anche per fare quello che avrei pagato io per poterlo fare.’. L’unico momento di felicità legato a questo è stato quando ho firmato il primo contratto da professionista. Lì ero felice perché la mia indipendenza ed era conclamata. Era una dimostrazione anche per i miei genitori: il loro figlio non pesava più sulle loro spalle. Levato quel momento, tolto i primi soldi che ho guadagnato".