La Juve e la chiamata dell'Italia
In estate, però, i grandi club italiani per lei potrebbero farsi avanti. Tra questi c’è la Juve, che vuole creare un blocco di italiani giovani e forti. Le fa piacere?
«Ovviamente, quando qualcuno parla bene di te è sempre gratificante. Ma ora sono veramente focalizzato sul Brentford e sul fare bene nel campionato più bello e importante del mondo».
Non c’è solo lei tra i nomi più chiacchierati del Brentford: in questa stagione spiccano i 22 gol in Premier League di Igor Thiago.
«È un grandissimo attaccante, non è facile segnare così tanto in un campionato come la Premier. All’inizio aveva un fastidio al ginocchio, ma da quando sta bene è sbocciato e sta facendo vedere le sue enormi qualità».
Tornando alle prospettive tecniche e tattiche del suo ruolo da esterno, si sente più portato a difendere o ad attaccare?
«Mi piacciono entrambe le fasi, soprattutto qui in Inghilterra dove i duelli vengono esaltati tantissimo. Ma se dovessi scegliere, dico difendere: so che è una caratteristica atipica nel calcio moderno, ma nell’uno contro uno trovo che sia molto più stimolante».
Dunque, adesso non le resta che aspettare la chiamata dell’Italia.
«Sì, ma ora mi concentro soltanto sull’Europa col Brentford: fino all’ultimo secondo possiamo ambire a qualificarci nelle coppe, per cui non vogliamo abbassare la guardia. La maglia azzurra sarebbe un traguardo enorme e impensabile fino a qualche anno fa, ma ci penserò tra qualche settimana».
WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE
