"A voi piace parlare di falliti...", Spalletti e il tracollo Juve: "Io il primo colpevole"

L'allenatore bianconero analizza la prestazione della squadra dopo il ko contro la Fiorentina e si mette in discussione

Fischi assordanti all'Allianz Stadium al fischio finale: la Juventus va ko contro la Fiorentina, in casa, e scende al sesto posto in classifica a pari punti con il Como, avanti per gli scontri diretti. Due ora i punti di svantaggio rispetto alla coppia Roma e Milan con l'ultima giornata decisiva per la corsa al quarto posto. Bruttissima la prestazione della Juve con i viola, soprattutto per l'atteggiamento: Ndour e Mandragora inguaiano così i bianconeri che vedono anche annullarsi due gol con McKennie (spinta su Gosens) e Vlahovic (fuorigioco). Al termine della sfida è Spalletti ad analizzare la sconfitta. 

Spalletti: "Partita da vincere ma le cose della vita sono altre"

Spalletti analizza così la sfida a Sky: "Partita della vita? Se cominci così partiamo male (rivolto al giornalista ndr)... Una partita da vincere ma le cose della vita sono altre. Questo fatto del tutto perso, tutto buttato all'aria, tutto finito, siamo tutti morti... è questo già l'inizio che è la cosa sbagliata dove si mettono tutti in prigione quelli che fanno sport, soprattutto quelli che fanno calcio. Poi è chiaro che il risultato è bruttissimo...".

Sulla squadra e la prestazione: "È così, una partita importante per quelli che sono i risultati. Per quanto riguarda la mia valutazione io non gliela faccio soltanto oggi ai miei calciatori perché secondo me hanno fatto delle grandi cose, una crescita importante e costruito delle basi per fare cose importanti ma è chiaro che oggi bisogna giocare a calcio, e c'è da mantenere un livello di mentalità e carattere in base a quello che vuole questo genere di sfida. Lì ci si può mettere a discutere... Per il fatto di subire questi momenti e non saper reagire o non essere nelle condizioni di esprimere il livello di calcio in cui, bisogna che prima di tutto si metta in discussione me prima di andare a parlare dei calciatori. È chiaro che se io oggi vengo al campo e la squadra offre questo bisogna quello che analizzi ciò che ho fatto io prima di quel che han fatto loro. Poi abbiamo fatto una gara pessima sotto tanti punti di vista, sotto altri come sempre l'episodio non c'è girato a favore...".

Juve-Fiorentina e l'aspetto emotivo 

L'allenatore bianconero continua: "Ci siamo ritrovati sotto quando non si era subito niente, non avevamo iniziato bene con i primi palloni contesi che non siamo riusciti a portare a casa e di creare un'atmosfera dentro uno stadio bellissimo e con un pubblico meraviglioso che ci desse una mano perché li abbiamo messi in discussione tutti. Gol al primo tiro? Che spiegazione vuoi che ti dia? Io debbo far sì che non succeda questo e riuscire a parlare di questo, di altro e creare dentro la testa dei ragazzi una tranquillità e una lucidità che possa permettergli di scegliere quando vanno in campo e di andare a vedere dove è lo spazio giusto, giocare palloni puliti con la forza giusta e sul piede giusto al compagno, essere pronti a una riaggressione per far vedere le intenzioni che abbiamo. Gli stimoli debbono essere quelli e sono gli episodi che ritirano dalla tua parte lo stadio e ti fanno avere un supporto che in questi momenti può fare la differenza. Noi abbiamo fatto poco per quel che necessitava il livello di partita. Lo sappiamo che a non andare in Champions la società perde dei soldi e via dicendo, ma parlare della partita come vita o morte... sono partite di calcio. Si può creare troppo per quanto riguarda la cornice, il sovraccarico a livello emotivo e poi i calciatori, forse, ne risentono forzatamente perché arriva roba da tutte le parti. Gli avevo chiesto di fare pulizia, quando si riesce a togliere queste cose qui che tutti ci vogliono mettere perché molti vorrebbero essere lì ma non ci riescono e allora vogliono dare sovraccarico agli altri, tutti vorrebbero giocare partite di questo livello, poi i giocatori debbono avere un atteggiamento dove fanno pulizia. Deve rimanere il gioco che è quello che ci ha portato qui e dobbiamo riesibirlo perché a questo punto ci ha portato il gioco della squadra".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Spalletti si mette in discussione

Sul cambio di valutazione sui giocatori dopo la partita: "Io ho le idee chiarissime su di me e sui calciatori perché mi conosco da 68 anni e sono sempre andato a giro con me stesso e non mi ha mai portato nessuno. I dubbi anche su di me ci devono essere, su di tutti. Io prima di tutto devo analizzare me stesso. Ho fatto di tutto per portarli nelle condizioni mentali giuste? Perché pi è soprattutto la testa, io prima di parlare di loro devo parlare di me stesso". A chiudere risponde alla domanda sul mercato di gennaio e il mancato arrivo di un attaccante: "Inutile ributtare dentro roba... Io dovevo riuscire a fare bene questa partita e anche l'altra per aver fatto benissimo. Ora abbiamo fatto bene perché alcune cose le siamo andati a prendere, le abbiamo portate in superficie e secondo me ci sono molte cose che hanno una lettura chiara. Di conseguenza non siamo lì dentro ed è una cosa che la Juve e il suo pubblico merita".

Spalletti: "La prima valutazione è su me stesso"

L'allenatore analizza la prova della Juve anche a Dazn: "Pressione di giocare una gara così importante? È un po’ quello che aleggia prima di andarle a giocare queste sfide qui. Diventa la partita della vita, la partita dove butti via la stagione, la partita vita o morte, questi sono i titoli che gli si danno dalla mattina alla sera a queste gare. Secondo me bisognerebbe iniziare a reagire a questo modo di metterci questa pressione addosso. Noi che facciamo questo sport dovremmo cominciare a reagire. Perché poi, vero che questa gara da un punto di vista sportivo determinava molte cose, ma il livello di squadra e di calcio proposto sempre rimane. Fai un’altra competizione, ci voleva anche l’ultimo risultato, cosa che non hai fatto per il momento, e naturalmente ti fa analizzare e ti fa valutare tante cose. Ma la prima valutazione devo farla su me stesso: effettivamente devo valutare se ho fatto tutto per metterli nella condizione di non subirla questa pressione".

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Gli episodi e quel Roma-Juve

Il tecnico continua: "Evidente che si è fatto meno di quello che potevamo fare, ma questa partita non la collegherei altre partite come ho sentito fare. La partita della Roma, che perdevamo 3-1… l’ho sentita dire troppe volte. Prima di andare sotto 3-1 abbiamo commesso due errori che ci hanno costretto ad andare 3-1, ma prima la partita l’avevamo fatta bene, costruendo situazioni importanti,una gara fatta in maniera corretta. Ma quando parlate di calcio vedete due episodi e riducete tutto un campionato a quei due episodi. Come oggi, viene ridotto tutto a quel che è stato lo scorrimento della partita oggi, che è stata una partita pessima sotto tutti i punti di vista, inferiore a quello che è il nostro livello. Ma andiamo sotto per un episodio dove, anche lì, non riusciamo a esprimerci nella completezza e concediamo qualcosa. E poi il riferimento a questa pressione mentale che ci mette un po’ in prigione: qualcuno sa reagire, qualcuno no. Ma io sono qui ad aiutarli a far questo, e se la squadra oggi non reagisce dal punto di vista mentale sono il primo colpevole. Devo analizzare prima me stesso e poi i calciatori".

La personalità Juve

Sulla questione della personalità: "Può essere anche un po’ di personalità, ma siamo dentro l’Europa League, e potevi essere fuori anche a quella. Non è il nostro obiettivo? Ma se rimane fuori anche una tra Milan e Roma è anche il loro obiettivo… I posti son quattro! A voi vi piace dare dei falliti… Gli date questo carico qui ai risultati delle partite. Dici che raccontate il calcio in modo equilibrato, io dico ai calciatori e agli allenatori che da qui in avanti bisogna cominciare a rispondere sul carico di vita o di morte, sul buttare via una stagione. Oggi è un episodio, è una partita. Per il mio punto di vista è stato fatto un percorso dove si è vista la squadra che ha reagito, creato presupposti di gruppo forte che può ambire a giocare contro livelli più alti, sia di livello di classifica che di Champions dove abbiamo fatto benissimo. Poi chiaro che ci sono momenti dove dovremmo far vedere reazione, personalità, carattere, un livello di conoscenza che ci permette di essere più lucidi nelle scelte da fare, nelle cose da andare a prendere dove oggi non l’abbiamo fatto vedere, siamo colpevoli di questo e si va a casa assumendosi le responsabilità. Un club come la Juventus e uno stadio come questo meritano di stare in Champions League, ma i posti sono quattro e di squadre forti ce ne sono molte. Per cui ci si assume la responsabilità, si sta zitti e si va ad analizzare soprattutto noi stessi"

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Spalletti, conferenza post Juve-Fiorentina

L'allenatore della Juve parla anche in conferenza e sulla sconfitta subita per la pressione risponde: "Abbiamo perso contro diverse cose. Sono state più di una, anche se questo fatto di non saper gestire, di non essere rimasti lucidi e dare continuità in un momento determinante come questo è la cosa che viene messa in risalto. Poca valutazione, poca testa che ragiona, che sa considerare, che sa rimanere lucida dentro gli episodi di scorrimento della partita. Poca roba per quello che è l’importanza del risultato. Mi nasce facile andare a dover cercare su me stesso la ricerca della squadra, il comportamento di squadra in questa partita qui. Diventa difficile spiegarselo. Abbiamo condotto un campionato, è qualche mese che si lavora e ci eravamo preparati per questo momento. Non era figlio di un episodio, come quello di Roma, un comportamento corretto, di lavorare in modo giusto, di essere professionisti. Abbiamo fatto male e non reagito a situazioni non di gioco normali. Abbiamo preso il gol quando non era ancora successo niente e si va sotto 1-0"

Spalletti: "Vedo ragazzi distrutti. Parlerò con Elkann"

A chi gli chiede del ritiro: "Ma perché dobbiamo andare in ritiro? Io vedo i ragazzi che son distrutti. Il ritiro è quello della prigione mentale dopo questo risultato. Si parla di partita della vita, della stagione, bisogna togliere questi sovraccarichi. Era Juve-Fiorentina, giocata in un teatro del calcio bellissimo, abbiamo la fortuna di essere la Juventus. Possiamo giocarci un risultato importantissimo. Non si può essere ridimensionati dal fatto che loro giochino liberi e noi diventiamo più piccoli di quelli che siamo. Il calcio racconta sempre delle cose. Sotto l’aspetto della lucidità, della personalità, del carattere, dell’essere un professionista di livello ho ancora da fare dei passi in avanti, devo tornare a scuola. Siamo tutti i giorni in ritiro, pensiamo sempre a dare soddisfazioni ai tifosi. Questa settimana parlerò con John Elkann ma sarà un’analisi su me stesso, devo presentare qualcosa in più di quanto fatto vedere oggi".

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La pressione creata dopo Parma-Roma

Sul risultato di Parma-Roma di una settimana fa: "Ma che vuoi che abbia condizionato? Noi dobbiamo vincere questa partita. Tutto il rumore, le pressioni che vengono create…La prima qualità è di pulire tutto e ridurre il pensiero al gioco. Dalle altre parti non ci puoi mettere mano. È un’altra fatica ulteriore. Poi è il gioco, sono le scelte che fai, come pulisco la palla per il compagno, come faccio una scelta del livello che sto giocando il pallone, del livello di importanza, che vado a tentare di posizionarmi, perché poi mi posiziono in Champions League e gioco coi migliori al mondo. Devi scegliere la partita, tutto il resto va pulito e non ti puoi portare dietro altrimenti diventano troppe. Però prima devo guardare quello che devo fare io. Innanzitutto li ho ringraziati per essere a questo livello di giocarsi una partita così, significa che abbiamo lavorato bene. Alcune cose non mi sono piaciute per gestione emotiva, ci sono momenti che li subisci e perdi i connotati del livello di persona che sei. Ognuno può scrivere e dire quello che gli pare, ma sono io che scelgo cosa è importante e cosa non valutare per essere pronto e dare il massimo. Se il livello è così indietro rispetto a quanto ci siamo creati nell’anno, dovrò parlarne in maniera più approfondita".

Lite con Gudmundsson e la valutazione della stagione

Sulla lite con Gudmundsson: "Lui ha preso una palla da fuori e l’ha buttata in campo per interrompere il gioco in maniera antisportiva. Mi è venuto a salutare e gli ho detto di non toccarmi. Ha fatto una cosa antisportiva e non l’ho voluto salutare". Sul futuro: "Vado ad analizzare soprattutto il mio operato. Devo analizzare me stesso. Il discorso dei giocatori da andare a prendere va pulito, non si dice chi deve andare via prima di una partita del genere. Dobbiamo assumerci le responsabilità". Sul mancato ingresso di David e Openda: "Li ho fatti giocare l’altro giorno e non abbiamo realizzato moltissimo, questa volta ho deciso di mettere Boga per avere quattro calciatori super offensivi. Alcune volte si fanno scelte buone, altre meno ma ci voleva l’uomo che saltasse l’avversario nello stretto". A chiudere sulla dirigenza: "I dirigenti erano tutti negli spogliatoi, eravamo con i giocatori. Li ho visti lì dentro. Io do un giudizio molto positivo alla stagione della Juventus: ha giocato una grande stagione, da quando sono arrivato, dove degli episodi ci hanno penalizzato. Non siamo stati bravi a direzionare episodi che avevamo a portata di mano per farla diventare grandissima. Abbiamo giocato un grande calcio, fatto dei passi avanti important. La mia idea rimane questa della Juventus e dei calciatori".

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Fischi assordanti all'Allianz Stadium al fischio finale: la Juventus va ko contro la Fiorentina, in casa, e scende al sesto posto in classifica a pari punti con il Como, avanti per gli scontri diretti. Due ora i punti di svantaggio rispetto alla coppia Roma e Milan con l'ultima giornata decisiva per la corsa al quarto posto. Bruttissima la prestazione della Juve con i viola, soprattutto per l'atteggiamento: Ndour e Mandragora inguaiano così i bianconeri che vedono anche annullarsi due gol con McKennie (spinta su Gosens) e Vlahovic (fuorigioco). Al termine della sfida è Spalletti ad analizzare la sconfitta. 

Spalletti: "Partita da vincere ma le cose della vita sono altre"

Spalletti analizza così la sfida a Sky: "Partita della vita? Se cominci così partiamo male (rivolto al giornalista ndr)... Una partita da vincere ma le cose della vita sono altre. Questo fatto del tutto perso, tutto buttato all'aria, tutto finito, siamo tutti morti... è questo già l'inizio che è la cosa sbagliata dove si mettono tutti in prigione quelli che fanno sport, soprattutto quelli che fanno calcio. Poi è chiaro che il risultato è bruttissimo...".

Sulla squadra e la prestazione: "È così, una partita importante per quelli che sono i risultati. Per quanto riguarda la mia valutazione io non gliela faccio soltanto oggi ai miei calciatori perché secondo me hanno fatto delle grandi cose, una crescita importante e costruito delle basi per fare cose importanti ma è chiaro che oggi bisogna giocare a calcio, e c'è da mantenere un livello di mentalità e carattere in base a quello che vuole questo genere di sfida. Lì ci si può mettere a discutere... Per il fatto di subire questi momenti e non saper reagire o non essere nelle condizioni di esprimere il livello di calcio in cui, bisogna che prima di tutto si metta in discussione me prima di andare a parlare dei calciatori. È chiaro che se io oggi vengo al campo e la squadra offre questo bisogna quello che analizzi ciò che ho fatto io prima di quel che han fatto loro. Poi abbiamo fatto una gara pessima sotto tanti punti di vista, sotto altri come sempre l'episodio non c'è girato a favore...".

Juve-Fiorentina e l'aspetto emotivo 

L'allenatore bianconero continua: "Ci siamo ritrovati sotto quando non si era subito niente, non avevamo iniziato bene con i primi palloni contesi che non siamo riusciti a portare a casa e di creare un'atmosfera dentro uno stadio bellissimo e con un pubblico meraviglioso che ci desse una mano perché li abbiamo messi in discussione tutti. Gol al primo tiro? Che spiegazione vuoi che ti dia? Io debbo far sì che non succeda questo e riuscire a parlare di questo, di altro e creare dentro la testa dei ragazzi una tranquillità e una lucidità che possa permettergli di scegliere quando vanno in campo e di andare a vedere dove è lo spazio giusto, giocare palloni puliti con la forza giusta e sul piede giusto al compagno, essere pronti a una riaggressione per far vedere le intenzioni che abbiamo. Gli stimoli debbono essere quelli e sono gli episodi che ritirano dalla tua parte lo stadio e ti fanno avere un supporto che in questi momenti può fare la differenza. Noi abbiamo fatto poco per quel che necessitava il livello di partita. Lo sappiamo che a non andare in Champions la società perde dei soldi e via dicendo, ma parlare della partita come vita o morte... sono partite di calcio. Si può creare troppo per quanto riguarda la cornice, il sovraccarico a livello emotivo e poi i calciatori, forse, ne risentono forzatamente perché arriva roba da tutte le parti. Gli avevo chiesto di fare pulizia, quando si riesce a togliere queste cose qui che tutti ci vogliono mettere perché molti vorrebbero essere lì ma non ci riescono e allora vogliono dare sovraccarico agli altri, tutti vorrebbero giocare partite di questo livello, poi i giocatori debbono avere un atteggiamento dove fanno pulizia. Deve rimanere il gioco che è quello che ci ha portato qui e dobbiamo riesibirlo perché a questo punto ci ha portato il gioco della squadra".

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