Damien Comolli e Luciano Spalletti non sono compatibili. Per lo meno non senza un chiarimento di ruoli e deleghe. Il futuro della Juventus è, quindi, tutto in mano a John Elkann. Non c’è nessun altro, oggi, che può sciogliere il nodo che lega il destino del club. Ha scelto personalmente Comolli, meno di un anno fa. Ha apprezzato e stabilito un filo diretto con Spalletti nel corso degli ultimi sette mesi. Ora è l’arbitro di un rapporto che necessita di essere ridefinito, altrimenti sarà la Juve a pagare le conseguenze della mancanza di serenità e collaborazione. Davanti alla proprietà bianconera si aprono, dunque, due scenari. Il primo è trovare un compromesso, ridisegnando i confini fra i compiti dell’amministratore delegato e dell’allenatore, definendo anche un indispensabile porzione di terreno comune per confronti e sinergie. Il secondo è scaricarne uno. Non tira aria di aut aut, né da una parte, né dall’altra, ma è impossibile andare avanti facendo finta di niente. È molto probabile che John cerchi la via della mediazione, difficile e impervia, tuttavia meno traumatica e meno costosa, non solo in termini prettamente economici. D’altronde sono sempre più frequenti gli attriti fra le dirigenze e gli allenatori (vedi Roma e Milan).
L'entità Juve e l'amore di milioni di tifosi
Non che in passato non esistessero, ma l’evoluzione della figura del tecnico, sempre più centrale all’interno di un club, di cui diventa - di fatto - il volto principale, ha reso quel tipo di confronto (o scontro) più cruciale, per il funzionamento del club stesso o anche solo della sua serenità. Alla fine, l’unica soluzione è la chiarezza. Solo tracciando una sincera e trasparente mappa delle competenze si evitano invasioni di campo mal sopportate dalle parti.
Tuttavia, andrebbe sempre ricordato che, nello strano mondo del pallone, fatto di soldi, managerialità e professionismo, il fattore sentimentale ed emotivo gioca un ruolo determinante. In fondo il calcio è un’industria che produce e vende emozioni e appartenenza. Quindi, quando due parti si scontrano, devono tenere presente che c’è un’entità superiore, in questo caso la Juventus, che va sempre rispettata, in quanto collettore dell’amore di decine di milioni di tifosi.
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