Struttura societaria inadeguata e mercato disastroso: Juve, serve un altro ribaltone

Bianconeri eliminati ai playoff in Champions e ai quarti in Coppa Italia, praticamente fuori dai primi 4 posti in Campionato

Quando a campionato appena iniziato sostenni pubblicamente che bisognava essere davvero ottimisti nel pronosticare per la Juventus la qualificazione alla Champions League 2026/27, se da un lato speravo in cuor mio di aver commesso un errore di valutazione, dall’altro le ragioni profonde di quella previsione (una struttura societaria inadeguata per un club di primissimo livello, con dirigenti senza specifiche e significative esperienze nella complessa realtà calcistica italiana e internazionale) non potevano non prendere il sopravvento, via via suffragate dalla dura realtà del campo da gioco. L’assenza di un solido progetto tecnico e della capacità di creare una rosa di giocatori di alto e riconosciuto livello non poteva, del resto, che condurre a quei risultati. a dir poco altalenanti, ai quali abbiamo assistito. Dalla conferma iniziale di Tudor nonostante fosse dichiaratamente la “terza scelta”, alla costosa e disastrosa campagna acquisti (esterni carenti in qualità e numero, l’assenza di un regista e di una vera prima punta alternativa a un Vlahovic in scadenza di contratto e l’acquisto di due veri flop come David e Openda), tutto lasciava razionalmente presagire una stagione difficile.

Elkann senza attenuanti

Né a una tale profonda deficienza strutturale avrebbe potuto ovviare, come una illusoria panacea, la nomina di un nuovo valido allenatore come Spalletti: quando una squadra è carente strutturalmente sin dalle fondamenta, aggiungere solo nuovi allenatori senza ascoltarne i desideri (ha chiesto nel mercato di gennaio un centravanti vero, sono arrivati Holm e Boga), è la dimostrazione di un conclamato fallimento dirigenziale, rispetto al quale, per la proprietà del club, non può esistere altra alternativa se non quella di un vero e radicale cambiamento.

Non ci si illuda nel sottolineare, come alcuni fanno, qualche bella prestazione della squadra: la cruda realtà dei risultati (eliminati in Champions League ai Play Off e in Coppa Italia ai quarti, praticamente fuori dai primi 4 posti in Campionato) non ammette alcuna attenuante. John Elkann deve questa nuova profonda rivoluzione non solo al prestigio della Juventus, ma anche alla immutata passione dei tifosi bianconeri.

*ex magistrato

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