Conte, Corvino e quella vecchia conferenza che torna attuale: la fotografia Juve

Le parole dell'ex allenatore bianconero raccontano le difficoltà della Vecchia Signora che si riflettono anche sul mercato

Il momento della Juve non è certo dei migliori: quattro punti nelle ultime tre gare, giocate con Verona, Lecce e Fiorentina, raccontano di difficoltà lampanti e ora anche la classifica vede i bianconeri al sesto posto. Restare fuori dalla Champions League per la squadra di Spalletti può essere deleterio, soprattutto per gli investimenti futuri per rinforzare la rosa a disposizione del tecnico. E i problemi da risolvere sono tanti, a partire dal portiere, Di Gregorio, ormai finito solo la lente per i tanti errori commessi, fino ad arrivare all'attacco con la situazione legata a Vlahovic, oltre a quella di Openda, David e Milik. Una fotografia in questo senso arriva anche da una vecchia intervista di Conte. 

Conte e il momento Juve

Per fotografare il momento Juve torna in auge anche una vecchia intervista di Conte, ai tempi del Tottenham, dove gli chiedono dell'importanza di Lloris e Kane: "In Italia c'è un direttore sportivo, amico mio, Pantaleo Corvino e lui dice: 'Puoi sbagliare la moglie ma non l'attaccante o il portiere quando costruisci la squadra'. Questa è la miglior citazione che ho capito nel calcio". Una frase che, letta così, si sposa bene con il dibattito degli ultimi tempi in casa bianconera: dagli errori di Di Gregorio fino alle difficoltà del 9. 

I dubbi su Di Gregorio

Le numerose incertezze di Di Gregorio hanno cambiato la convinzione estiva della dirigenza della Juve, soprattutto per gli errori commessi all’Allianz Stadium. Difficoltà tecniche evidenti, ma anche fragilità mentale dovuta alla pressione del pubblico. Le prime sbavature sono emerse in Champions contro il Borussia Dortmund, con uscite sbagliate e scarsa reattività su diversi gol subiti. Problemi simili si sono poi ripetuti contro Lazio, Como, Verona e in altre partite decisive. Tra gli episodi peggiori resta l’azione contro l’Inter, culminata nell’autogol di Cambiaso dopo un intervento impreciso e lento di Di Gregorio. Nel complesso, la sua stagione è stata segnata da errori frequenti che hanno incrinato la fiducia nei suoi confronti. Per questo motivo la Juve è alla ricerca di un altro profilo in vista del mercato estivo, ma tutto passerà anche dalla qualificazione alla Champions ormai appesa a un filo sottolissimo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Vlahovic e i problemi in attacco

"...Non si può sbagliare l'attaccante". E anche su questo punto, oltre al portiere, c'è tanto da dire per gli investimenti fatti dalla Juve e i problemi avuti in questi ultimi due anni. In primis Vlahovic. La sua situazione, al momento, è particolare poiché ha il contratto in scadenza il 30 di giugno. Al di là degli aspetti burocratici ed extracampo, che comunque possono influire, sul rettangolo di gioco l'attaccante serbo ha, e ha avuto, più di qualche difficoltà. Tanti gli errori sotto porta, ma anche limiti tecnici nel fare da raccordo alla squadra. Problemi emersi soprattutto con Allegri e, successivamente, anche con Motta. Ha vissuto le sue stagioni in bianconero sull'altalena con alti e bassi, oltre al peso di una spesa importante dalla Fiorentina. Quest'anno, poi, l'infortunio muscolare gli ha tolto diversi mesi e con Spalletti avrebbe potuto rendere in maniera diversa viste le ultime giornate (gol a Verona e Lecce, più due annullati). A pesare sul suo futuro, però, c'è la situazione contrattuale con un ingaggio esorbitante per quanto dimostrato sin qui sul campo. Ma non è l'unico neo di un attacco in difficoltà.

L'altra faccia dell'attacco Juve

I problemi dell'attacco Juve, però, non si fermano soltanto a Vlahovic perché nel mercato estivo la dirigenza ha preso due giocatori come David e Openda. Entrambi arrivati con un carico di aspettative elevate visti i numeri delle loro precedenti esperienze, ma che poi si sono rivelati dei veri e propri flop. La partenza del canadese (gol al Parma) ha illuso tutti quanti ma poi nell'arco della stagione ci sono state tantissime difficoltà, sia di prestazione che realizzative. Qualche momento positivo sporadico poi culminato sempre in partite anonime e l'interrogazione più che lecita: può essere l'attaccante della Juve per il futuro? Una risposta l'ha data il campo, così come per Openda, finito ai margini del progetto tecnico: nelle ultime dieci partite ha giocato solo cinque minuti, nonostante la difesa pubblica di Spalletti. Arrivato con grandi aspettative e un obbligo di riscatto da oltre 40 milioni, il belga ha segnato appena due gol stagionali. Dopo i numeri brillanti al Lipsia, a Torino è diventato una comparsa, perdendo anche la convocazione al Mondiale.  A loro si aggiunge Milik, scomparso dai radar da un paio d'anni a causa degli infortuni e ancora ai box. 

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Il momento della Juve non è certo dei migliori: quattro punti nelle ultime tre gare, giocate con Verona, Lecce e Fiorentina, raccontano di difficoltà lampanti e ora anche la classifica vede i bianconeri al sesto posto. Restare fuori dalla Champions League per la squadra di Spalletti può essere deleterio, soprattutto per gli investimenti futuri per rinforzare la rosa a disposizione del tecnico. E i problemi da risolvere sono tanti, a partire dal portiere, Di Gregorio, ormai finito solo la lente per i tanti errori commessi, fino ad arrivare all'attacco con la situazione legata a Vlahovic, oltre a quella di Openda, David e Milik. Una fotografia in questo senso arriva anche da una vecchia intervista di Conte. 

Conte e il momento Juve

Per fotografare il momento Juve torna in auge anche una vecchia intervista di Conte, ai tempi del Tottenham, dove gli chiedono dell'importanza di Lloris e Kane: "In Italia c'è un direttore sportivo, amico mio, Pantaleo Corvino e lui dice: 'Puoi sbagliare la moglie ma non l'attaccante o il portiere quando costruisci la squadra'. Questa è la miglior citazione che ho capito nel calcio". Una frase che, letta così, si sposa bene con il dibattito degli ultimi tempi in casa bianconera: dagli errori di Di Gregorio fino alle difficoltà del 9. 

I dubbi su Di Gregorio

Le numerose incertezze di Di Gregorio hanno cambiato la convinzione estiva della dirigenza della Juve, soprattutto per gli errori commessi all’Allianz Stadium. Difficoltà tecniche evidenti, ma anche fragilità mentale dovuta alla pressione del pubblico. Le prime sbavature sono emerse in Champions contro il Borussia Dortmund, con uscite sbagliate e scarsa reattività su diversi gol subiti. Problemi simili si sono poi ripetuti contro Lazio, Como, Verona e in altre partite decisive. Tra gli episodi peggiori resta l’azione contro l’Inter, culminata nell’autogol di Cambiaso dopo un intervento impreciso e lento di Di Gregorio. Nel complesso, la sua stagione è stata segnata da errori frequenti che hanno incrinato la fiducia nei suoi confronti. Per questo motivo la Juve è alla ricerca di un altro profilo in vista del mercato estivo, ma tutto passerà anche dalla qualificazione alla Champions ormai appesa a un filo sottolissimo. 

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