TORINO - Il dibattito sul suo status era già bello che esaurito. Non solo tra i tifosi, divisi a inizio stagione tra chi non lo riteneva strutturato per poter difendere la porta della Juventus, e chi invece vedeva in lui un erede “low profile” più che dignitoso. Ma soprattutto agli occhi dell’intero apparato operativo bianconero. A cominciare proprio da Spalletti, convinto fino a poco tempo fa che in estate non ci sarebbe stata l’urgenza di intervenire tra i pali. Ma è stato lo stesso Di Gregorio a farlo ricredere, un’incertezza dopo l’altra. La maggior parte delle quali inscenate di fronte al pubblico dell’Allianz. Un motivo in più per credere che le gaffe tecniche siano ascrivibili a lacune psicologiche. E cioè al timore di giocare davanti a un pubblico sfiduciato. Poi, certo, ci sono i limiti tecnici, chiari e inequivocabili, emersi a più riprese nel corso della stagione.
Errori decisivi e punti persi: il peso delle incertezze di Di Gregorio
Le prime crepe, nella gara di Champions casalinga contro il Borussia Dortmund, con l’uscita a vuoto su Beier, l’assenza di reattività sul 2-1 di Nmecha per arrivare alla rete del 2-3 di Yan Couto, incassata sul suo palo. Una “specialità della casa” riproposta all’Allianz nella gara di ritorno con la Lazio sul gol del raddoppio di Isaksen; nell’ultimo confronto con il Como, dove si è fatto impallinare da una conclusione rivedibile di Vojvoda; fino ad arrivare alla rete di Bowie col Verona, e a quella di Ndour. Come dimenticare, poi, l’autogol di Cambiaso nel confronto con l’Inter dello scorso febbraio: l’errore più brutto della sua stagione e che l’ha visto intervenire sulla conclusione di Luis Henrique con il piede sbagliato e con un’apparente pigrizia in termini di reattività.
Difficile calcolare con certezza quanto siano pesate le incertezze stagionali di Di Gregorio. Ma se si considerano esclusivamente i match persi o pareggiati a fronte di suoi errori evidenti, diventano 10 i punti dilapidati in campionato, in virtù dei ko con Fiorentina, Como, e dei pari casalinghi con Lazio e Verona.
Futuro Juve: Alisson obiettivo e possibile ridimensionamento per Di Gregorio
C’è poi un altro dato, a dir poco inquietante, da prendere in considerazione: la Juve ha subito gol nel 46% dei casi sul primo tiro nello specchio subito (sono considerati anche i match giocati da Perin). La Juventus e Spalletti guardano già oltre: da capire se Alisson potrà arrivare anche senza Champions. A Digre, invece, restano gli ultimi novanta minuti oltre alla triste certezza di un ridimensionamento che pare ormai inevitabile.
WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE
