TORINO - Voleva capirci di più. Prendersi del tempo per passare al setaccio la proposta bianconera. Per far ordine tra i pensieri malinconici e quelli decisamente più briosi e benauguranti, alla luce della sua potenziale ultima avventura calcistica ai massimi livelli. Come dargli torto. Con la maglia del Liverpool Alisson ha dato forma ai suoi sogni d’infanzia, guadagnandosi la stima e l’affetto eterno di un popolo tanto ambizioso quanto spietato. Motivo per cui, non inscenerebbe mai uno scontro frontale con il club. Nemmeno di fronte a offerte irrinunciabili. Ma allo stesso tempo, nel suo piccolo, confida che il Liverpool sia pronto a riservargli il medesimo trattamento. Insomma, ad assecondare le sue volontà, concordando - fianco a fianco - il più dolce degli addii possibili. La scelta, ormai, è presa: il portiere brasiliano vuole solo la Juve.
Alisson, last dance con Spalletti
Un po’, perché sa che la direzione tecnica dei Reds lo relegherà ai margini nel corso della prossima stagione per far spazio a Mamardashvili. E questo al netto dell’opzione per il rinnovo annuale fino al 2027, esercitata dal club poche settimane fa solo e soltanto per evitare di perderlo a zero in estate. Un po’ perché vede nel progetto di Spalletti - deciso a farne il leader indiscusso di una Juve “pronta all’uso” - la chiusura di un cerchio. L’idea di concedersi la “last dance” in un top club europeo alla corte di chi, in passato, gli ha permesso di consacrarsi tra i più forti portieri del pianeta, lo intriga.
