C’è un silenzio diverso alla Continassa quando la Juventus perde partite come quella contro la Fiorentina. Un silenzio pesante che accompagna ogni allenamento e ogni volto tirato mentre la classifica racconta una verità sempre più dura da accettare: la Champions League, oggi, appare lontanissima (qui le combinazioni). Il derby contro il Torino arriva così, nel peggior momento possibile. Con una squadra scarica mentalmente, un ambiente che oscilla tra rabbia e rassegnazione e diversi interrogativi fisici che complicano ulteriormente i piani bianconeri. Su tutti quello legato a Thuram. Nel frattempo, fuori dal campo, basta la presenza di Alessandro Del Piero al JMedical per riaccendere nostalgia, sogni e desideri di juventinità autentica in una tifoseria che sente sempre più il bisogno di aggrapparsi ai simboli del passato.
Thuram ancora a parte
La Juventus ha ripreso oggi la preparazione alla Continassa e ad assistere all’allenamento c’era anche l’Academy bianconera di Cipro, presente a bordo campo per osservare da vicino i propri idoli. Ma tra sorrisi, autografi e il clima da giornata speciale per i giovani tifosi, l’attenzione dello staff tecnico era inevitabilmente concentrata sulle condizioni di Thuram. Il centrocampista francese ha lavorato ancora a parte a causa di un fastidio al ginocchio che ormai da settimane ne condiziona rendimento e continuità. Un problema fisico che non sembra grave, ma abbastanza fastidioso da impedirgli di allenarsi regolarmente con il gruppo e da mettere in dubbio la sua presenza nel prossimo derby contro il Torino. Le sue condizioni verranno monitorate giorno dopo giorno.

Del Piero al JMedical e il richiamo della juventinità
A prendersi la scena fuori dal campo ci ha pensato invece Alessandro Del Piero. L’ex capitano bianconero ha fatto visita al JMedical e la sua presenza non è certo passata inosservata ai tifosi presenti all’esterno del centro medico juventino. Applausi, cori, foto e soprattutto una valanga di commenti sui social. Prima l’ironia, inevitabile in un momento così complicato: "Gioca tu il derby domenica".
Poi però spazio anche a qualcosa di più profondo, quasi nostalgico. "Dategli il trono", scrive qualcuno. "Non ci credo, proprio stanotte ho sognato che Elkann lo faceva presidente". E ancora: "Serve un presidente martedì prossimo". Frasi che accontano il bisogno del popolo bianconero di ritrovare figure simboliche, capaci di incarnare quella leadership e quella fermezza che negli anni d’oro erano parte naturale dell’identità bianconera. Perché oggi la Juventus appare ancora alla ricerca di sé stessa. Sul campo, in società e persino nel rapporto con il proprio passato.
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