Pace Vlahovic-Locatelli e tensione David: Juve, all-in per il Derby della Mole

Il club bianconero prova a ricompattarsi e focalizza l'obiettivo in vista della sfida col Torino

Guardare avanti e farlo insieme in direzione del Derby della Mole. Queste le parole d’ordine che ieri sono risuonate all’interno della Continassa. Per farlo, però, c’era bisogno di eliminare più scorie possibili e, di conseguenza, bisognava liquidare la spiacevole faccenda dell’alterco tra Vlahovic e Locatelli, durante Juventus-Fiorentina. Liquidare da un punto di vista economico – i due hanno pagato la multa comminata -, ma soprattutto dal punto di vista dei rapporti. Basta una scintilla a incendiare una prateria, ma ieri i due hanno vestito i panni dei pompieri: pace fatta, scuse reciproche accettate e capitolo chiuso. Una presa di coscienza e di responsabilità da parte di entrambi.

E proprio questi sono tra i temi toccati dal capitano bianconero in un’intervista ai canali ufficiali della Lega Serie A: «Per me è una responsabilità doppia, perché sono il capitano e devo dare l’esempio tutti i giorni. Io ho avuto degli insegnanti stupendi: ho avuto Chiellini, ho avuto Bonucci. Non sono solo i giocatori. Tantissime volte mi fermo a parlare con i fisioterapisti, con i magazzinieri, con tutte le persone che conoscono l’ambiente. Ti insegnano tantissimo di cosa è la Juve. Non è un posto dove tu vieni e vivacchi. Non puoi vivacchiare qua. Non c’è il tempo di allenarti una volta bene, una volta male. Questi sono gli standard per stare alla Juventus».

Locatelli: "Galleria dei Capitani? Un sogno"

Prima di ogni partita all’Allianz Stadium, i giocatori attraversano la “Galleria dei Capitani”: «È un mio sogno, un giorno, essere qui. Ho avuto la fortuna di conoscerne tantissimi. Tanti sono miei amici. Giorgio e Leo sono venuti al mio matrimonio. Gigio l’ho conosciuto bene in Nazionale. Del Piero è l’idolo di tutti e abbiamo un bel rapporto. E qui c’è Luca, che per me è stata una persona d’oro. Una persona con cui ho vinto l’Europeo, che è sempre nel mio cuore ed è una persona fantastica. Continuo a pensarlo e a pregare per lui». Infine, l’eredità che vuole lasciare in bianconero: «Quando smetterò di giocare, in un futuro lontanissimo mi auguro, spero che la gente dica: “Guarda, Manuel ha sempre dato il cuore per questa maglia».

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Juve, all-in sul Derby della Mole

Inevitabilmente, per farlo, si passa dai risultati che, alla fine, sono tutto ciò che conta. E in questo momento l’orizzonte non si proietta troppo in là, si ferma a domenica sera quando al Grande Torino andrà in scena il Derby della Mole. Tifo, biglietti, ambiente e le mosse dei cugini sono tra i temi di cui si discute fuori dalla Continassa. All’interno, invece, c’è da riorganizzare le idee per terminare la stagione nel migliore dei modi, tenere viva la speranza e soprattutto evitare la figuraccia nella stracittadina.

Dopo un giorno di riposo, ieri la squadra è tornata ad allenarsi: tutti in gruppo tranne Thuram che ha svolto un lavoro differenziato. Da settimane, ormai, il francese non è al meglio e deve essere gestito. Per questo, resta un grosso punto di domanda rispetto alla sua presenza dal primo minuto.

Le soluzioni sono presto dette: ancora Koopmeiners al fianco di Locatelli, oppure lo spostamento in mezzo di McKennie per mettere Holm a destra. Rispetto alla Fiorentina, quindi, resta solo un altro nodo da sciogliere legato al ballottaggio in porta tra Perin e Di Gregorio, mentre Gatti è il favorito per prendere il posto dello squalificato Bremer. Intanto, ieri si sono allenati parzialmente col gruppo anche Arkadiusz Milik e Juan Cabal: prove di normalità per entrambi dopo i rispettivi infortuni, ma resta molto arduo immaginarli tra i convocati del derby.

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In 30 per David. E lui tira dritto

È un su e giù di emozioni per lo Juventus Official Fan Club di Toronto, come nelle adrenaliniche attrazioni che fanno del parco divertimenti di Wonderland uno dei luoghi da visitare della metropoli canadese. Sono circa una trentina, arrivati a Torino dopo un viaggio di settemila chilometri, e ieri stazionavano di fronte i cancelli della Continassa. In trepidante attesa. E a chi si chiede: perché, come è possibile dopo Juve-Fiorentina? Ecco, è molto semplice: l’amore non ha bisogno di spiegazioni e quando questo riguarda una squadra di calcio va da sé che non muti nemmeno nel momento più complicato del club per cui si tifa.

Il picco della visita al centro sportivo bianconero è rappresentato da chi si ferma. Lo fa Koopmeiners e c’è chi addirittura azzarda: «A me basterebbe anche così». Sono già andati via, invece, quando più tardi si avvicina Luciano Spalletti, disponibile per foto e autografi con chi è rimasto. La grande delusione, però, è per non essere riusciti a intercettare Jonathan David. Ovviamente, il canadese è l’eroe del gruppo che a lui ha dedicato anche una bandiera appesa alle transenne. La loro presenza è ben visibile, ma l’attaccante tira dritto dopo l’allenamento e questo lascia un po’ di amaro in bocca nei suoi connazionali. Chissà, magari ci sarà un’altra occasione per incontrarsi. Ma questo frammento racconta molto di una tensione che in casa Juve si taglia a fette, dopo il crollo contro la Fiorentina. 

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Guardare avanti e farlo insieme in direzione del Derby della Mole. Queste le parole d’ordine che ieri sono risuonate all’interno della Continassa. Per farlo, però, c’era bisogno di eliminare più scorie possibili e, di conseguenza, bisognava liquidare la spiacevole faccenda dell’alterco tra Vlahovic e Locatelli, durante Juventus-Fiorentina. Liquidare da un punto di vista economico – i due hanno pagato la multa comminata -, ma soprattutto dal punto di vista dei rapporti. Basta una scintilla a incendiare una prateria, ma ieri i due hanno vestito i panni dei pompieri: pace fatta, scuse reciproche accettate e capitolo chiuso. Una presa di coscienza e di responsabilità da parte di entrambi.

E proprio questi sono tra i temi toccati dal capitano bianconero in un’intervista ai canali ufficiali della Lega Serie A: «Per me è una responsabilità doppia, perché sono il capitano e devo dare l’esempio tutti i giorni. Io ho avuto degli insegnanti stupendi: ho avuto Chiellini, ho avuto Bonucci. Non sono solo i giocatori. Tantissime volte mi fermo a parlare con i fisioterapisti, con i magazzinieri, con tutte le persone che conoscono l’ambiente. Ti insegnano tantissimo di cosa è la Juve. Non è un posto dove tu vieni e vivacchi. Non puoi vivacchiare qua. Non c’è il tempo di allenarti una volta bene, una volta male. Questi sono gli standard per stare alla Juventus».

Locatelli: "Galleria dei Capitani? Un sogno"

Prima di ogni partita all’Allianz Stadium, i giocatori attraversano la “Galleria dei Capitani”: «È un mio sogno, un giorno, essere qui. Ho avuto la fortuna di conoscerne tantissimi. Tanti sono miei amici. Giorgio e Leo sono venuti al mio matrimonio. Gigio l’ho conosciuto bene in Nazionale. Del Piero è l’idolo di tutti e abbiamo un bel rapporto. E qui c’è Luca, che per me è stata una persona d’oro. Una persona con cui ho vinto l’Europeo, che è sempre nel mio cuore ed è una persona fantastica. Continuo a pensarlo e a pregare per lui». Infine, l’eredità che vuole lasciare in bianconero: «Quando smetterò di giocare, in un futuro lontanissimo mi auguro, spero che la gente dica: “Guarda, Manuel ha sempre dato il cuore per questa maglia».

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