Guardare avanti e farlo insieme in direzione del Derby della Mole. Queste le parole d’ordine che ieri sono risuonate all’interno della Continassa. Per farlo, però, c’era bisogno di eliminare più scorie possibili e, di conseguenza, bisognava liquidare la spiacevole faccenda dell’alterco tra Vlahovic e Locatelli, durante Juventus-Fiorentina. Liquidare da un punto di vista economico – i due hanno pagato la multa comminata -, ma soprattutto dal punto di vista dei rapporti. Basta una scintilla a incendiare una prateria, ma ieri i due hanno vestito i panni dei pompieri: pace fatta, scuse reciproche accettate e capitolo chiuso. Una presa di coscienza e di responsabilità da parte di entrambi.
E proprio questi sono tra i temi toccati dal capitano bianconero in un’intervista ai canali ufficiali della Lega Serie A: «Per me è una responsabilità doppia, perché sono il capitano e devo dare l’esempio tutti i giorni. Io ho avuto degli insegnanti stupendi: ho avuto Chiellini, ho avuto Bonucci. Non sono solo i giocatori. Tantissime volte mi fermo a parlare con i fisioterapisti, con i magazzinieri, con tutte le persone che conoscono l’ambiente. Ti insegnano tantissimo di cosa è la Juve. Non è un posto dove tu vieni e vivacchi. Non puoi vivacchiare qua. Non c’è il tempo di allenarti una volta bene, una volta male. Questi sono gli standard per stare alla Juventus».
Locatelli: "Galleria dei Capitani? Un sogno"
Prima di ogni partita all’Allianz Stadium, i giocatori attraversano la “Galleria dei Capitani”: «È un mio sogno, un giorno, essere qui. Ho avuto la fortuna di conoscerne tantissimi. Tanti sono miei amici. Giorgio e Leo sono venuti al mio matrimonio. Gigio l’ho conosciuto bene in Nazionale. Del Piero è l’idolo di tutti e abbiamo un bel rapporto. E qui c’è Luca, che per me è stata una persona d’oro. Una persona con cui ho vinto l’Europeo, che è sempre nel mio cuore ed è una persona fantastica. Continuo a pensarlo e a pregare per lui». Infine, l’eredità che vuole lasciare in bianconero: «Quando smetterò di giocare, in un futuro lontanissimo mi auguro, spero che la gente dica: “Guarda, Manuel ha sempre dato il cuore per questa maglia».
