Convinto di aver imboccato la strada giusta
Attaccandosi con forza, però, all’alibi del tempo avuto: non bastano poco meno di dodici mesi per giudicare un professionista in un mondo complesso come quello bianconero. È convinto di aver imboccato la strada giusta, di aver individuato le figure ideali che possano permettergli di far tornare grande la Juve nei prossimi due anni, senza dover immaginare un futuro remoto. Ha persino in mente una strategia per la prossima settimana, salvo scossoni: vorrebbe organizzare una conferenza stampa per riconoscere gli errori e illustrare i prossimi step del progetto. Ma niente colpi di testa prima di affrontare il Toro: vuole dare alla squadra e al destino il beneficio del dubbio nei novanta minuti più recupero che decreteranno la parola fine al suo primo anno in Italia. In attesa che Elkann decida quale futuro costruire alla Continassa dopo la stracittadina, Comolli continua a lavorare. Sempre più solo sì, ma sempre più orientato verso il domani. Ha capito che strada far prendere, per esempio, al mercato estivo: solo giocatori forti e funzionali, condivisi in toto con l’area tecnica.
