Tormenti Juve e Comolli, non è la famiglia del Mulino: perché anche i musi lunghi sono con Spalletti

Le situazioni scomode in casa bianconera saranno chiuse nel cassetto fino al triplice fischio del derby, ma poi alcuni nodi andranno inevitabilmente sciolti

Andare in Champions League o scivolare in Europa League cambia tante sfumature. Basti pensare alla posizione di Damien Comolli: qualche scricchiolio lo avvertiva già prima della sconfitta contro la Fiorentina, ma il livello di tensione si è alzato vertiginosamente dopo il ko dell’Allianz Stadium. Un crollo fragoroso, che porterà delle conseguenze: le sole riflessioni approfondite da parte di John Elkann sono di per sé un segnale di insoddisfazione totale. I risultati, come sempre nel calcio, alterano la prospettiva di tutto. Persino delle cose buone fatte. Ecco, in questo senso, il grave passo falso di domenica scorsa non ha modificato in alcun modo il pensiero del gruppo su Luciano Spalletti.

I meriti di Spalletti

In questi giorni ha ricevuto tanti attestati di stima da parte dei suoi giocatori. In un momento in cui, invece, sarebbero potute affiorare le tensioni. Non è poco, in una fase così incerta sul futuro di casa Juve. I senatori in particolare sostengono l’operato di Lucio. Persino chi a ottobre avrebbe volentieri scelto Raffaele Palladino dopo l’esonero di Igor Tudor. Si sono ricreduti in tanti: Spalletti è stato credibile nella proposta di gioco, chiaro nella comunicazione, freddo nelle analisi e severo con se stesso dopo i passaggi a vuoto dei bianconeri tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Tanti giocatori si sentono migliorati in termini di conoscenze calcistiche e il gruppo ha apprezzato la metodologia di lavoro: tanto pallone, mentalità propositiva, sguardo innovativo e moderno dagli allenamenti alle partite. Se la squadra dovesse scegliere tra l’amministratore delegato e l’allenatore, pensando alla prossima stagione, non avrebbe dubbi: Spalletti otterrebbe quasi un plebiscito di consensi.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

I musi lunghi della Continassa

Perché anche con chi ha reso meno rispetto alle aspettative è stato diretto, limpido e coerente nella gestione. Glielo riconoscono all’unanimità. Poi, certo, come in qualsiasi gruppo di lavoro è impossibile pensare che la Juve sia improvvisamente diventata la famiglia del Mulino Bianco. Chi gioca meno, è ovvio, non può essere soddisfatto di come si siano sviluppati gli ultimi mesi. Cabal, infortunio a parte, dopo la topica di Istanbul in Champions League non è mai stato utilizzato; Openda, ieri diventato papà per la seconda volta, prima di firmare per la Juve era una colonna del Belgio e a giugno non andrà neppure al Mondiale; David ha vissuto sulle montagne russe per mesi; Gatti è stato utilizzato col contagocce persino nei momenti complessi di Bremer e pure Kostic e Miretti hanno perso l’importanza che si erano ritagliati nei mesi invernali. Insomma, in uno spogliatoio c’è sempre chi crede di meritare più spazio e considerazione.

In questi mesi, però, fatto salvo per l’alterco Locatelli-Vlahovic durante Juve-Fiorentina il clima alla Continassa è sempre stato partecipativo e collaborativo nei confronti dell’allenatore. Cosa hanno apprezzato i giocatori? Il fatto che il tecnico, nelle fases più buie, non li abbia mai dati in pasto alla critica.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Tra fiducia e tormenti nel cassetto 

Anche in termini di approccio, poi, Spalletti a sua volta ha cercato di rendere l’aria più leggera. Gli allenamenti invisibili, la quasi totale abolizione dei ritiri, la fiducia incondizionata ad uno spogliatoio che non gli era stato descritto con termini lusinghieri. Ha dato fiducia totale ed è stato ripagato con comportamenti da Juve. A proposito di questo, ieri alla Continassa si è presentato Elkann, che insieme a Spalletti, Chiellini e Comolli ha abbracciato i campioni del ’96. Un attestato di stima doveroso per le leggende bianconere, che contiene un avviso ai naviganti per il futuro: la proprietà ha fatto riferimento alla compattezza di quel gruppo per costruire un futuro radioso. Quella dovrà essere la fonte d’ispirazione. Vale per tutti, ma soprattutto per chi resterà dopo il derby contro il Toro: ogni decisione, infatti, è stata rimandata alla settimana prossima. Fino al fischio finale della stracittadina i tormenti rimarranno in un cassetto.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Andare in Champions League o scivolare in Europa League cambia tante sfumature. Basti pensare alla posizione di Damien Comolli: qualche scricchiolio lo avvertiva già prima della sconfitta contro la Fiorentina, ma il livello di tensione si è alzato vertiginosamente dopo il ko dell’Allianz Stadium. Un crollo fragoroso, che porterà delle conseguenze: le sole riflessioni approfondite da parte di John Elkann sono di per sé un segnale di insoddisfazione totale. I risultati, come sempre nel calcio, alterano la prospettiva di tutto. Persino delle cose buone fatte. Ecco, in questo senso, il grave passo falso di domenica scorsa non ha modificato in alcun modo il pensiero del gruppo su Luciano Spalletti.

I meriti di Spalletti

In questi giorni ha ricevuto tanti attestati di stima da parte dei suoi giocatori. In un momento in cui, invece, sarebbero potute affiorare le tensioni. Non è poco, in una fase così incerta sul futuro di casa Juve. I senatori in particolare sostengono l’operato di Lucio. Persino chi a ottobre avrebbe volentieri scelto Raffaele Palladino dopo l’esonero di Igor Tudor. Si sono ricreduti in tanti: Spalletti è stato credibile nella proposta di gioco, chiaro nella comunicazione, freddo nelle analisi e severo con se stesso dopo i passaggi a vuoto dei bianconeri tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Tanti giocatori si sentono migliorati in termini di conoscenze calcistiche e il gruppo ha apprezzato la metodologia di lavoro: tanto pallone, mentalità propositiva, sguardo innovativo e moderno dagli allenamenti alle partite. Se la squadra dovesse scegliere tra l’amministratore delegato e l’allenatore, pensando alla prossima stagione, non avrebbe dubbi: Spalletti otterrebbe quasi un plebiscito di consensi.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
1
Tormenti Juve e Comolli, non è la famiglia del Mulino: perché anche i musi lunghi sono con Spalletti
2
I musi lunghi della Continassa
3
Tra fiducia e tormenti nel cassetto