Fino alle 20.45 si sogna, perché è gratis e bello. Dopo, lo scontro con la realtà potrebbe causare un brusco risveglio; perché alla Juve non basta vincere, se almeno due delle avversarie per la Champions non si complicano la vita e perché lo spettacolo potrebbe non essere dei più esaltanti, per l’impoverimento tecnico subìto dalla sfida negli ultimi anni e per la paura di perdere che sarà il fattore dominante nel cuore delle due squadre. Al di là della miracolosa carambola che la potrebbe portare in Champions, la Juve vuole evitare un’altra figuraccia dopo quella di domenica scorsa e il Toro l’ennesima umiliazione cittadina, proprio nel giorno in cui ritrova i tifosi allo stadio.
Tormenti societari, si cerca l'accordo
È un derby un po’ disperato, non solo nell’accezione negativa del termine, di cui coglie tutte le sfumature anche quelle che potrebbero aggiungere qualcosa di avventuroso alla sceneggiatura. La Juve arriva al derby piena di tormenti societari, sui quali, ieri, si è espresso molto chiaramente Spalletti e oggi potrebbe esprimersi Comolli. I due contendenti principali della crisi interna che John Elkann sta provando a guidare verso un compromesso. Alla proprietà non piace l’idea di azzerare nuovamente il ruolo più importante del club, arrivando a nominare il terzo amministratore delegato in tre anni, quindi cerca un accordo...
