Pagina 2 | Disperato e folle, anche questo è derby: che succederà durante e dopo Torino-Juve da Comolli a Cairo

Fino alle 20.45 si sogna, perché è gratis e bello. Dopo, lo scontro con la realtà potrebbe causare un brusco risveglio; perché alla Juve non basta vincere, se almeno due delle avversarie per la Champions non si complicano la vita e perché lo spettacolo potrebbe non essere dei più esaltanti, per l’impoverimento tecnico subìto dalla sfida negli ultimi anni e per la paura di perdere che sarà il fattore dominante nel cuore delle due squadre. Al di là della miracolosa carambola che la potrebbe portare in Champions, la Juve vuole evitare un’altra figuraccia dopo quella di domenica scorsa e il Toro l’ennesima umiliazione cittadina, proprio nel giorno in cui ritrova i tifosi allo stadio.

Tormenti societari, si cerca l'accordo

È un derby un po’ disperato, non solo nell’accezione negativa del termine, di cui coglie tutte le sfumature anche quelle che potrebbero aggiungere qualcosa di avventuroso alla sceneggiatura. La Juve arriva al derby piena di tormenti societari, sui quali, ieri, si è espresso molto chiaramente Spalletti e oggi potrebbe esprimersi Comolli. I due contendenti principali della crisi interna che John Elkann sta provando a guidare verso un compromesso. Alla proprietà non piace l’idea di azzerare nuovamente il ruolo più importante del club, arrivando a nominare il terzo amministratore delegato in tre anni, quindi cerca un accordo...

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Dirigenza Juve: la situazione tra Spalletti, Comolli ed Elkann

È senza dubbio la scelta più saggia, ma paradossalmente anche la più rischiosa. Spalletti e Comolli hanno caratteri forti e la miscela resterebbe pericolosamente instabile. Inoltre, non bisogna limitare al duello più appariscente, quello con l’allenatore, i problemi di Comolli all’interno della Juve. Non è una situazione facile e ci vorrà tutta la capacità diplomatica di Elkann, che è il garante delle due cose più importanti in questo scenario: il bene del club e i sentimenti dei tifosi. Qualcosa succederà nelle prossime settantadue ore, perché trascinare questa situazione troppo in là, metterebbe la Juve nelle condizioni di ripartire in ritardo nella costruzione della prossima stagione.

E ora come ora, una rifondazione tecnica della squadra deve essere la priorità assoluta per non ritrovarsi, tra un anno, nella medesima situazione, ad analizzare errori e processare colpevoli. Il Toro ha un orizzonte più lontano e nebuloso...

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Toro, guerra di logoramento

Al netto della scelta dell’allenatore, con D’Aversa che nel derby si gioca qualche chance e un gruppo di pretendenti alla sua panchina che aspettano, c’è la grande questione societaria. Sarà l’ultimo derby di Urbano Cairo? Qualche mossa per cedere il Torino si è registrata, ma non certo chiare e inconfutabili notizie di una trattativa. Tutto è sospeso, anche i cuori del popolo granata, che si riaccende per il derby, ma rimane fermo sulle sue posizioni. È una situazione che si trascina da anni, una guerra di logoramento che non sembra giovare a nessuno. E, soprattutto, il ripetersi identico della storia, senza un sussulto in un senso o nell’altro, ha relegato il Toro e il suo popolo in un limbo che ha anestetizzato il normale rapporto di passione che lega i tifosi al loro club. Scuotere quel torpore sentimentale con una vittoria nel derby non risolverebbe certamente il problema principale, ma potrebbe essere una sbornia di felicità che ripagherebbe la delusione e la noia di un’altra stagione a vivacchiare.

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Dirigenza Juve: la situazione tra Spalletti, Comolli ed Elkann

È senza dubbio la scelta più saggia, ma paradossalmente anche la più rischiosa. Spalletti e Comolli hanno caratteri forti e la miscela resterebbe pericolosamente instabile. Inoltre, non bisogna limitare al duello più appariscente, quello con l’allenatore, i problemi di Comolli all’interno della Juve. Non è una situazione facile e ci vorrà tutta la capacità diplomatica di Elkann, che è il garante delle due cose più importanti in questo scenario: il bene del club e i sentimenti dei tifosi. Qualcosa succederà nelle prossime settantadue ore, perché trascinare questa situazione troppo in là, metterebbe la Juve nelle condizioni di ripartire in ritardo nella costruzione della prossima stagione.

E ora come ora, una rifondazione tecnica della squadra deve essere la priorità assoluta per non ritrovarsi, tra un anno, nella medesima situazione, ad analizzare errori e processare colpevoli. Il Toro ha un orizzonte più lontano e nebuloso...

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