Vlahovic, quale destino? Cosa deve fare e non fare ora la Juve

Dusan aspetta l'incontro col club e si fa più forte nella trattativa. Per Spalletti si deve ripartire dall'attaccante serbo

Se solo l’avesse avuto prima. O meglio: se solo l’avessero ascoltato in tempo. La doppietta di Dusan Vlahovic - quattro gol nelle ultime quattro partite - è il simbolo di ciò che Luciano Spalletti non intende più vivere. La rappresentazione plastica di quanto il parere dell’allenatore non sia stato adeguatamente ascoltato a gennaio. Il tecnico non aveva dubbi in quel momento: serviva un uomo d’area di rigore, uno che potesse dare peso e sostanza al lavoro della squadra. Un giocatore per caratteristiche diverso dagli attaccanti già presenti in rosa (David e Openda) e che in qualche modo potesse riempire la lacuna lasciata dall’infortunio di Vlahovic. Niente da fare. I punti persi per strada, soprattutto in partite in cui la Juve ha avuto un netto predominio sull’avversari, raccontano lo scarto tra la mancata Champions League e la realtà dell’Europa League, con la quale ci si confronta adesso.

Vlahovic torna a segnare: qual é il destino del serbo?

In questo mese, in casa Juve, solo Vlahovic ha saputo segnare: reti bianche a San Siro, poi il colpo contro il Verona su punizione, la zampata di Lecce dopo 12 secondi e infine il vuoto contro la Fiorentina, sebbene a Dusan resti il rammarico del gol annullato per fuorigioco contro i viola. Ha ripreso a segnare contro il Toro nel derby. Nella maniera più congeniale alle sue caratteristiche: dentro l’area di rigore, facendo fruttare il lavoro dei centrocampisti. Vlahovic c’è, sempre. Nella buona e nella cattiva sorte. E da Comolli si presenta, nell’ambito della trattativa mai chiusa definitivamente per il prolungamento di contratto, nella migliore condizione possibile: quella di chi sa che le attenzioni intorno a lui, in virtù dei tre recenti sigilli, aumenteranno.

Juve, adesso tocca a te: Dusan deve restare

La Juve, al contrario, deve rincorrere. Non perdere il passo e convincere il giocatore a non farsi ammaliare da soluzioni alternative. A questo tavolo, nei prossimi giorni, si misurerà la forza di Spalletti. Il peso specifico di parole e pensieri di un allenatore che ha posto il rinnovo del serbo in cima ai propri desideri. L’intesa sul prolungamento del contratto di Vlahovic era stata trovata sullo stipendio: poco più di 6 milioni netti a stagione per due anni. Su commissioni e bonus, invece, visioni nettamente diverse tra entourage - negli ultimi mesi ha preso piede papà Milos - e società.

Comolli, subito dopo l’infortunio subito da DV9 nel riscaldamento di Juve-Genoa, aveva preso tempo convinto di avere il coltello dalla parte del manico: «Ne riparleremo a fine campionato». Facendo leva sulle condizioni fisiche precarie di Vlahovic. Già, l’unico ad aver segnato in casa bianconera nell’ultimo mese. Spalletti già sapeva. E adesso si aggrappa alla speranza di non perderlo: è tardi, sì, ma forse la Juve ha ancora il tempo per rimediare, evitando di doversi tuffare sul mercato per trovare un altro nove di pari livello, oltre ai discorsi già annodati con Kolo Muani e all’idea Sorloth.

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