Un finale più che amaro per la Juve: la beffa nel derby e pure fuori dalla Champions. Avanti di due gol, con doppietta di Vlahovic e in una gara iniziata con un'ora di ritardo per via del caos successo all'esterno dello stadio, i bianconeri si fanno rimontare dal Torino nella ripresa da Casadei e Adams. I risultati maturati di Roma e Como avrebbero comunque reso vano qualsiasi risultato per la formazione allenata da Spalletti che termina la stagione al quinto posto e in Europa League. Al termine della sfida l'analisi e le parole del tecnico della Juve.
Spalletti: "Dobbiamo crescere"
Spalletti a Sky analizza la prova e quanto può aver influito quel che è successo tra i tifosi e sapendo i risultati delle altre partite: "Sono sempre l'allenatore che devo analizzare quanto successo, chiaro che può aver influito perché parlavano tutti di quello quando sono rientrati negli spogliatoi. Questo non toglie che la partita l'avevamo in mano e dovevamo chiuderla così. Non è la stessa cosa, è proprio dentro queste gare che si vede il carattere delle persone, come siamo fatti dentro. È quando tutto a disposizione e non ti accontenti di te stesso ma vai a cercare qualcosa di diverso, di più. Non è la stessa cosa avere due punti in più o in meno. Non è neanche la stessa cosa diventare differenti perché si riceve un risultato dall'altra parte. È una crescita che dobbiamo fare". Sulle parole di Comolli e il fatto di voler costruire una Juve forte: "È quello che ci si aspettava tutti. Abbiamo questo obbligo qui, l'imposizione di giocare con chiunque a testa alta, che poi voglia dire andare a lottare per vincere o lì vicino, però va fatta per forza una squadra di livello con il tentativo di colmare queste lacune che ci sono e abbiamo visto in questi 6-7 mesi anche se la squadra ha lavorato molto bene".
Carattere e personalità: ecco cosa manca alla Juve
Il tecnico continua e parla della mentalità della squadra: "La differenza lo fa sempre il carattere delle persone. La personalità cambia, a volte si mettono d'accordo e ci stanno a fare dei ragionamenti di sistemarsi. Il carattere di quel che non vuole stare ad ascoltare niente e nessuno, e sa quale deve essere il suo obiettivo è una cosa differente. Il carattere fa la differenza ed è una di quelle qualità che conta quanto la forza fisica, la tecnica. La testa del calciatore che non si lascia turbare, non si deforma in alcuni momenti e contro certi avversari, poi può perdere o vincere il duello, però fa sempre allo stesso modo perché se la gioca sempre fino in fondo. Poi ci sono i dubbi. Tutti li abbiamo quando si entra in campo su quel che sarà la partita e la prestazione, quando si rimane troppo dentro questi dubbi è normale essere dubbiosi. A un certo punto bisogna uscire da questi dubbi perché c'è da scegliere di fare delle cose e far vedere quello che si sceglie. La soluzione è questa. Se ogni rimani con i dubbi su quel che ti succede non hai carattere e non puoi giocare nella Juventus, questo fa la differenza. Si insegna la tecnica, la tattica ma il carattere no. Poi ci sono calciatori che hanno quella roba lì addosso e gli si nota. Questo lo abbiamo pagato un po' in queste gare".
