Spalletti: "Le ripartenze non sono solo in campo"
E continua: "Ora si riparte: le ripartenze non sono più solo una cosa di campo, ma ci sono anche fuori per i momenti che attraversi. Basta un episodio, un rigore sbagliato: lo scorso anno siamo andati in Champions per un rigore contro il Venezia all’ultimo, quest’anno ne abbiamo sbagliato qualcuno che è diventato particolarmente compromettente non riuscire a segnarli per la classifica. Sono cose che succedono, si va ad essere seri ragionando da persone corrette e non a tirar fuori il kit della squadra depressa, fallimento, premio, spogliatoio spaccato: sono tutti kit che si tirano fuori per parlare di cose che non riguardano il campo, il quotidiano, la continuità. La scorsa settimana abbiamo perso una partita incredibile per come ci eravamo preparati a questo finale di campionato, ma stasera abbiamo fatto una prestazione. Vero che all’ultimo abbiamo un po’ abbassato il nostro livello di calcio, ma siamo entrati dentro bene, i ragazzi si sono allenati seriamente, non hanno preso sotto gamba il fatto di fargli recuperare un giorno che è per combattere gli infortuni. Poi si dice ‘Hanno perso la partita e invece di portarli in prigione ad Alcatraz li si lasci a casa? Son tutti discorsi che fanno comodo per creare cacciare, confusione e parlare di cose che non fanno parte del calcio e del campo".

Lotta Champions
Sulla lotta per la Champions: "Lotta bellissima perché Roma, Como e Milan eravamo tutte li, poteva venire fuori qualsiasi risultato e va accettato. Siccome poi io son fatto male, non ce la faccio a non prendere a cuore il fatto di non aver reso felici quei bambini che sono tutti i giorni fuori dai cancelli dell’allenamento e che amano la Juventus, è una cosa che non mi fa dormire. Poi però in base alla professione e ciò che vogliamo raggiungere, perso o vinto so il comportamento che devo avere lo so: avete scritto che ho giocato più di 1000 partite in questa categoria, perciò so cosa fare. Poi vado a letto e non riesco a dormire per quelle faccette tristi dopo la sconfitta dell’altra volta in quello stadio pieno. Ripeto, il direttore generale ha detto che costruiremo una grande squadra, io tutte le settimane parlo con John Elkann e anche lui è convintissimo, e noi ripetiamo i suoi messaggi: è lui il capo che ci dà le dinamiche, gli ordini su ciò che dobbiamo essere esecutivi. Per cui si va fiduciosi a ricominciare, a tentare di creare una squadra più forte: in qualcosa bisogna migliorare, anche se non si è fatto male".